Costruzione 113: Sottosuolo del vicolo laterale (1) - prove e studi

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Dopo averle tralasciate fino ad ora, credo sia giunto il momento di metter mano alle strutture sotterranee esterne alla Domus. Prima di iniziare la scalata verso il primo piano, con tutto quello che ciò comporta (arcate del loggiato, scale e volte di copertura, ecc), vorrei veder completate le vie pubbliche che corrono su due lati dell'edificio: sul fronte, un vicolo in leggera pendenza, lastricato e carrabile, sotto al quale scorre un piccolo rivo coperto; lateralmente, una salita stretta e ripida parzialmente scalinata che raggiunge l'ingresso secondario superando il prospetto esterno della torre.

Nonostante sia passato tanto tempo da quando pensai per la prima volta alla realizzazione di queste vie ed al riempimento del sottosuolo, mi trovo a dover affrontare un lavoro ancora pieno di incognite, soprattutto a causa della mancanza di prove convincenti.
Facciamo un salto indietro di un paio d'anni e vediamo quali sono queste prove.

Inizialmente vorrei realizzare un riempimento piuttosto grezzo, con l'utilizzo di casseforme che una volta rimosse lascerebbero visibili i materiali di cui il sottosuolo è composto: pietrisco, sabbia, cemento o altro. Il grande dubbio riguarda la resistenza del suddetto riempimento, che se troppo fragile rischia di sgretolarsi sui bordi rilasciando continuamente residui che renderebbero difficoltosa una sua eventuale pulizia e conservazione. Per questo effettuo un primo test usando la colla come legante.


Il risultato non mi convince. La colla, in così grande quantità, tarda troppo ad asciugare e non perde del tutto il suo colore biancastro. Il giorno dopo l'unica parte asciutta è la superficie esposta all'aria, mentre il resto del blocco rimane molliccio e facilmente deformabile.

Usando solo cemento al posto della colla il risultato sarebbe sicuramente più resistente, ma vorrei evitare che il sottosuolo assuma lo stesso grigio della base, per rendere evidente che si tratta del terreno naturale.
Di conseguenza decido di mescolare il cemento con un terriccio misto a ghiaia che ho raccolto ai margini di un vialetto in terra battuta, aggiungendo al composto anche un po' di colla diluita in acqua.


Il blocco di prova è duro e resistente ed assume un discreto color marroncino, anche se sulle superfici non resta traccia della ghiaia come io avrei voluto...

Torniamo al presente.
Sulla base delle precedenti prove decido di procedere con terriccio e cemento, e a questo scopo costruisco la cassaforma che mi permetterà di versare il composto direttamente a ridosso dei muri.
Per dare maggiore appiglio al cemento, sfrutto alcune rientranze e fessure tra le pietre per inserire alcune viti e del filo metallico. Quest'armatura impedirà che in futuro il vicolo collassi lateralmente staccandosi dal resto della costruzione.


Lo stampo in legno presenta alcuni perni che mi serviranno per ottenere dei fori nel cemento (il loro scopo verrà svelato più avanti - molto più avanti) ed un tubetto metallico attraverso il quale passerà una delle lampadine che illuminano i sotterranei.
Verso il cemento  dentro la cassaforma e aspetto (im)pazientemente che asciughi per vedere se il risultato del mio lavoro mi convince ad andare avanti in questo modo o se è necessario studiare un altro metodo.



Ok. E' necessario studiare un altro metodo.

Mi prendo un momento di pausa e aspetto che si accenda la lampadina con un'idea folgorante che mi faccia superare questa tremenda delusione.
Quando finalmente vedo la luce, la voglia di vedere realizzato quello che ho in testa è incontenibile. Ho capito qual era il mio errore: volevo riempire in quattro e quattr'otto il sottosuolo per procedere velocemente al completamento dei vicoli, dimenticando che non è questo il modo in cui deve prendere forma la Domus: ogni angolo ha un perché; ogni superficie, per quanto insignificante, ha delle potenzialità che vanno studiate e portate a maturazione.
In questo caso, il sottosuolo può offrire molto più di una semplice parete marrone e qualche crepa, e poco importa se per finire il lavoro tarderò più del previsto.

Foglio e matita alla mano, abbozzo quelle che saranno le caratteristiche di base del sottosuolo. Le superfici laterali verranno interamente foderate da lastre di ardesia, tranne nei punti dove si aprono il corridoio sotterraneo e il fiume (di cui già da tempo ho realizzato il greto). Inoltre vi sarà un'altra apertura circolare dalla quale sarà possibile osservare uno scorcio di un ambiente nascosto. Qui avrò modo di dare sfogo alla fantasia, e le ipotesi non mancano: strutture di epoca romana? Stanza sotterranea segreta? Stratificazione di materiali e resti umani? Cosa si nasconde sotto la Domus?




(continua...)

MATERIALI:
colla bianca, sassolini di mare, cemento rapido, terriccio, pietrisco, filo metallico inossidabile, viti in acciaio, tubo in alluminio
STRUMENTI:
tenaglie, pinzette, pentolino, spatolina, paletta, legno,
MISURE (in cm):
28 x 3,8



Costruzione 112: Madonna in legno policromo (2) - doratura e verniciatura

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Come ho spiegato nella prima parte, l'idea di intagliare una statuetta votiva nasce principalmente dalla ricerca di qualcosa da inserire all'interno della nicchia d'ingresso. C'è però anche un motivo più "tecnico" che mi porta a questa scelta: da tempo sto studiando la possibilità di realizzare qualche oggetto dorato, possibilmente seguendo la tecnica tradizionale della doratura a foglia d'oro.


La cosa potrebbe sembrare eccessiva, in fondo stiamo parlando di elementi di contorno e un trattamento del genere complicherebbe inutilmente il lavoro. In realtà il mio è semplicemente il tentativo di mettere a frutto la conoscenza con una persona che si dedica a quest'attività da una vita e che sarebbe disponibile a partecipare al mio progetto (pur non avendolo mai visto).
In fondo sono convinto che le cose non avvengano mai "per caso" e che noi stessi richiamiamo le situazioni in cui ci veniamo a trovare, belle o brutte che siano. Sta a noi saperle sfruttare al meglio.

All'interno di una domus medievale non sono molti gli elementi che si possono prestare ad essere dorati: niente cornici, specchiere, ornamenti sfarzosi... diverso sarebbe se mi trovassi a realizzare una chiesa o un edificio barocco, ma non è questo il caso.
Le immagini sacre però presentano spesso parti in oro, che in quanto materiale prezioso aggiunge valore economico e impatto emotivo all'opera.

La mia Madonna con bambino è ormai pronta per essere rifinita con il colore, quindi partirò proprio dalla doratura del mantello.
Pur avendo a disposizione alcuni piccoli fogli d'oro (che vedrò di utilizzare in futuro) opto per una doratura meno tradizionale che possa essere effettuata a pennello.
Mi tornerà quindi utile un po' di porporina fornitami da Manolo "el dorador" all'interno del suo atelier, mescolando una piccola quantità di polvere con qualche goccia d'alcool.


La stesura della patina dorata è cosa di pochi secondi. La superficie da verniciare è così piccola che ora l'idea di partenza di eseguirla con la foglia d'oro mi fa anche un po' sorridere.


Una volta asciugata la porporina è la volta del colore a tempera: blu per la veste della Vergine, rosso per quella del bambino, poi un rosa diluito per i volti (che sul legno diventa bruno) e qualche tocco di nero qua e là.


Inizialmente ripasso con un pennarello nero anche la corona per abbassarne il profilo, ma successivamente eliminerò questo ritocco.
Per quanto riguarda i volti, non mi arrischio a disegnare i lineamenti, che a quelle dimensioni potrebbero risultare grotteschi. L'occhio non ha bisogno di tanti dettagli e per poter ricostruire un viso sono sufficienti due puntini al posto degli occhi.


Un'ultima considerazione che non ha nulla a che vedere con la realizzazione della statuetta (o forse sì?): il caro Costantinus, che da tempo ormai soffre di seri problemi comportamentali, oltre al fatto che asserisce di vedere la Vergine e di udirne la voce, da qualche giorno non si presenta al lavoro.
Dopo aver interpellato i suoi compagni, che non hanno saputo dirmi nulla che già non sapessi, sono andato a rivedermi le registrazioni video dell'ultima settimana e questo è ciò che ho trovato:


Non ho la minima idea di cosa sia quell'affare, ma senza ombra di dubbio non si tratta della Vergine Maria. Per il momento non ne farò parola con nessuno, tanto meno con la signora della casa. Se dovesse pensare anche solo per un momento che il cantiere è sotto l'influsso del Maligno sarebbe capace di mandare a monte il progetto, e arrivati a questo punto non credo proprio sia il caso...


MATERIALI:
porporina, tempere, pennarello nero
STRUMENTI:
pinzette, pennellino
MISURE (in cm):
altezza (inclusa la corona): 1,9
base: 0,5 x 0,6



[ENG] Construction 016: Iron gate

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Costruzione 111: Solaio del piano ammezzato (3) - Verniciatura e posa

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E' il momento di completare la costruzione del solaio in legno e di procedere alla chiusura del fondaco.

La struttura di travi, travetti e tavolato è già montata in un unico blocco ad esclusione della scala, che posizionerò successivamente. Manca solo la verniciatura, che realizzerò con il solito smalto trasparente.

Dopo aver spennellato per bene tutte le superfici, anche nei punti meno accessibili, lascio i pezzi ad asciugare in un luogo ventilato per un paio di giorni, finché la vernice non è completamente assorbita.
Quindi, posso procedere alla posa definitiva.


Approfitto di questo momento per dare un'ultima ripulitura e "lucidatura" al pavimento del fondaco con il dorso di un'unghia (presto mi procurerò uno strumento più idoneo a questo tipo di lavoro).
Poi incollo alla base la colonna verificando che la sua posizione sia perfettamente verticale e che coincida con l'apertura nel solaio. Infine inserisco il solaio stesso senza l'uso di colla, incastrando le travi e i travetti negli scassi precedentemente praticati sui muri.

Ora è la volta della scala, intinta di colla rispettivamente sulle estremità superiori ed inferiori dei montanti. Il suo inserimento è un lavoro di precisione che effettuo con le pinzette, già che con la mano non riuscirei a raggiungere l'interno del fondaco. La difficoltà sta nel collocarla direttamente nella posizione definitiva evitando di sporcare il pavimento o il solaio con sbavature di colla.
In questo caso l'operazione riesce perfettamente, anche se a farne le spese è la foto, leggermente mossa per l'emozione.


Salvo l'inserimento di eventuali accessori al suo interno, la costruzione del piano basso del fondaco termina qui, e questo è il suo aspetto definitivo:



MATERIALI:
legno, colla da contatto, colla bianca, smalto trasparente per legno
STRUMENTI:
pinzette, pennello, unghia



Construcción 15: Bóveda de arista de ladrillos

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Una vez realizado el soporte de escayola, puedo al fin proceder a la construcción de mi primera bóveda.
Los ladrillos son los mismos usados para las paredes y el suelo del sótano, hechos con el Das, y están pegados con la misma cola blanca. Durante esta operación hay que tener cuidado de insertar la cola sólo entre ladrillo y ladrillo, evitando que cuele hasta el soporte. Esto facilitará su retiro una vez que se haya terminado la bóveda.

Mientras en la realidad la puesta en obra de los ladrillos empieza desde abajo y desde los lados para juntarse en el vértice de la bóveda, trabajando con tamaños tan reducidos me resulta más cómodo empezar desde arriba, componiendo la cruz que será la espina de toda la estructura.


Estos primeros ladrillos están escuadrados de forma regular, mientras a partir de la siguiente línea tendrán un perfil ligeramente trapezoidal para adaptarse a la convexidad de la bóveda.
Donde se juntan dos arcos perpendiculares, los ladrillos habrán de ser cortados siguiendo una diagonal (que varia a cada línea) para que encajen con los ladrillos correspondientes del otro arco.
Esta es quizás la mayor dificultad encontrada en la construcción de las bóvedas de arista, pero se supera con un poco de práctica.
Teniendo que realizar 11 bóvedas de esta clase, estoy seguro que tendré modo de adquirir cierta experiencia al respecto... 


Para que la bóveda pueda considerarse terminada necesitará de unos remates: el corte de los ladrillos sobrantes, el pulido de la superficie interna, el relleno de las juntas...
Pero ésto lo veremos mejor en otro post. Por ahora me limitaré a admirar el trabajo realizado dándome ánimo para enfrentarme a las 10 bóvedas que aún me quedan...





Costruzione 110: Completamento della botola e rifiniture del fondaco

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Prima di procedere alla chiusura definitiva del piano terreno con la posa del solaio ligneo, devo occuparmi di alcune questioni rimaste in sospeso all'interno del fondaco e dei locali attigui.


Le murature sono ormai complete e anche i portoni sono in posizione e perfettamente funzionanti. Il pavimento ha ancora bisogno di una ripulitura generale, in quanto durante i lavori vi si è accumulata una quantità notevole di polvere.
Vi sono però alcune strutture ancora incomplete. Una di queste è la botola, che seppure apparentemente terminata, manca ancora di un elemento essenziale: il sistema di sollevamento della grata.
Vediamo di rimediare a questa mancanza.


Per prima cosa rimuovo alcuni dei mattoni che formano lo "scalino" circolare sul quale poggia la grata metallica e li sostituisco con due elementi in pietra della stessa forma.
Sul lato interno questi pezzi sono dotati di un'asola nella quale si inseriranno i perni in ferro che, ruotando su sé stessi, guideranno il movimento della grata dalla posizione orizzontale a quella verticale e viceversa.


I suddetti perni, realizzati con il fil di ferro, vengono inseriti ad incastro sul bordo della grata e il tutto viene montato mentre ancora la colla con cui sono fissate le pietre ne permette il movimento.
Infine, all'estremità opposta della grata viene inserito il primo anello di una catena che, scorrendo attraverso un passante inserito nel muro, ne permetterà il sollevamento.
A me bastano due dita, ma un paio di ometti forzuti dovrebbero essere in grado di sollevarla senza problemi...


Un altro elemento che mancava all'interno del fondaco era una torcia. In questo caso mi limiterò ad installare una semplice torcia a muro avanzata dai sotterranei, evitando le lampadine elettriche.
Realizzare i fori sul muro si rivela più arduo del previsto a causa dello spazio di manovra ridotto. Il risultato sono dei fori poco profondi che da soli non sono sufficienti a reggere il peso della torcia.

Il buon Costatino si offre volontario per fare da sostegno, in attesa che la colla si indurisca. Poi, come già accaduto in precedenza, cade in trance.
Fortunatamente a quel punto la colla è già asciutta...

Adesso gli interni del fondaco sono completati, salvo eventuali accessori che potrò aggiungere in seguito.


Resta da arredare definitivamente il vano di servizio/legnaia, per il quale ho già preparato tutti i singoli elementi che lo comporranno: la sega da boscaiolo, la scure e il ceppo sul quale andrà inserita, oltre a qualche tocco di legno appena tagliato.



Nel prossimo post chiuderò definitivamente il piano terreno installando il solaio...

MATERIALI:
ardesia, filo metallico, colla bianca, catenella da bigiotteria, rametti
STRUMENTI:
tenaglie, pinze, pinzette, carta abrasiva, lime, Dremel con mini-trapano