Costruzione 177: Volte del magazzino (1) - centinatura

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Il perimetro del magazzino ha raggiunto da tempo l'altezza idonea per l'inserimento delle volte di copertura, anche se le due finestre della facciata laterale risultano ancora incomplete.
Anche gli interni non sono ancora pronti per la chiusura definitiva, ma intanto mi pongo il problema di come realizzare la centinatura per queste volte in mattone, che risultano un po' più complesse rispetto a quelle dei sotterranei.

Il vano principale sarà coperto da una lunga volta a botte, sulla quale si innesteranno altre volte più piccole in corrispondenza delle finestre e del portello di carico. Il supporto quindi deve tenere conto di questi incastri per facilitare la giusta disposizione dei mattoncini.


L'idea, da subito, è quella di realizzare le centine in cartone sfruttando la curvatura dei rotoli per la carta igienica, tutto sommato simile a quella delle volte. Assemblando un parallelepipedo con del cartone ondulato e un "tramezzo" in cartoncino che raggiunge l'intradosso della volta centrale, ottengo una struttura che ricalca il perimetro esatto del magazzino.
Lo stesso faccio poi per ogni nicchia laterale, questa volta soltanto con cartoncino sottile.



La superficie curva, come detto, è realizzata con due segmenti tubolari, che vengono adattati alla nuova curvatura ed incollati alla struttura precedente.
L'innesto degli spicchi laterali, invece, è quello che mi crea più problemi. Uno dei quattro bracci è realizzato inserendo un altro segmento curvo che combacia con la volta principale. Quest'operazione però si rivela piuttosto complicata e avrebbe bisogno di una preparazione maggiore a livello di disegno. Per semplificarmi le cose e rendere il tutto più pratico, decido di completare gli altri tre con la plastilina.


In questo modo riesco a gestire meglio gli incastri, ottenendo una struttura più fedele al profilo delle volte.
Quando ho completato il supporto, posso rimuoverlo dalla Domus e procedere alla posa dei mattoni in tutta comodità, usando l'ultima scorta di mattoncini in Das. Questa parte del lavoro infatti, è precedente all'introduzione dei mattoncini in cotto e verrà completata secondo il vecchio metodo.


Partendo dalla spina centrale della volta, incollo le prime file di mattoni fino a formare una doppia croce...
(...per il resto, ci vuole ancora un po' di pazienza!)

MATERIALI:
scatola di cartone, rotoli carta igienica, cartoncino, colla da contatto, plastilina
STRUMENTI:
forbici, compasso, matita, righello, spatolina
MISURE (in cm):
perimetro interno: 5,9 x 13,4
vani finestre: 1,5 x 3,9
vano sportello: 1,5 x 3



Costruzione 176: Archetti pensili in mattoni

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Ecco il primo uso pratico dei mattoncini realizzati con il nuovo sistema Domus®.

Tra il livello del piano terreno / piano ammezzato ed il primo piano, la facciata sarà interamente attraversata da una serie di archetti pensili che avranno una funzione pratica oltre che decorativa. Da quel punto in poi, infatti, il perimetro esterno si estenderà leggermente in aggetto sulla via pubblica, mentre lo spessore delle pareti si andrà riducendo.
In questo modo la sezione centrale del muro continuerà a svolgere la sua funzione portante, ma decentrandosi un poco per guadagnare spazio negli ambienti interni.

Negli edifici più poveri questo veniva ottenuto anche con mensolature in legno che reggevano facciate a volte in aggetto perfino di un metro, come si vede ancora in molte strutture medievali esistenti in Italia e nei paesi europei. A Genova non è sopravvissuto nessun esempio di questo tipo, in quanto la città si è andata progressivamente "arricchendo", sostituendo quindi le strutture in legno con nuove murature in pietra e mattoni.
Queste sono molto più durevoli (sono ancora oggi gli elementi medievali più facili da individuare per chi visita la città) ma permettono un aggetto di minore portata. Inoltre, dal punto di vista legislativo, si è cercato con il tempo di limitare questa prassi costruttiva, che riduce l'apporto di luce e la vivibilità degli spazi pubblici, già di per sé molto angusti.

Tutti gli archetti pensili della Domus saranno realizzati in pietra con l'eccezione di quelli sopra l'ingresso secondario, che saranno in tecnica mista pietra/mattone.
Gli elementi in pietra sono le mensole, che si immorsano nella muratura per due terzi della loro lunghezza ed hanno una forma leggermente arrotondata nella parte visibile. Le mensole sono collocate a distanza regolare una dall'altra (1cm) e faranno da base per i quattro archetti che adesso andrò a costruire.


Gli elementi in mattoni sono, appunto, gli archetti, che hanno una forma vagamente ogivale (anche se in alcuni casi sono a tutto sesto).
Per il loro assemblaggio disegno il profilo dell'arco su un cartoncino ed inizio ad incollare i mattoni opportunamente adattati in una forma trapezoidale che mi permetta di creare la giusta curvatura.
Non mi preoccupo molto se alcuni mattoni fuoriescono più di altri, perché una volta che la colla sarà asciutta procederò a rifinirli con la carta vetrata e le superfici verranno pareggiate.
Almeno, questo è quello che ho sempre fatto con i mattoncini in Das ed inizialmente uso lo stesso metodo con quelli in cotto. Il problema è che una volta pareggiati i mattoni, lo strato di colla tende a risultare troppo visibile all'esterno e risulta difficile da rimuovere, per cui più avanti cercherò di limitare questo sistema, lasciando ai mattoni un aspetto meno levigato.


Completati gli archetti, posso posizionarli sulle mensole e comprovare o aggiustare le misure.


I realtà gli archetti andrebbero immorsati nella parete in mattoni per parte della loro lunghezza. Io per non complicarmi troppo la vita li "appoggio" soltanto, ma sappiate che se volete essere tecnicamente corretti, le teste dei mattoni vanno alloggiate all'interno del muro di almeno un terzo, un po' come accade per le mensole.

Il passo successivo è quello del rinfianco, in cui si inglobano gli archetti nel paramento esterno.
A partire dall'attuale livello la facciata di questo tratto di edificio sarà interamente in mattoni, ragione per cui ho optato per sperimentare questa tecnica invece della pietra (che avremo modo di vedere ampiamente su tutto il resto della facciata).
Altri archetti in mattoni non ve ne saranno, se non alla sommità della torre. Quando arriverò a costruirle quelli, questi li avrete già dimenticati...

Adesso che la struttura esterna è completata, procedo con la riempitura dei giunti. Potrei farlo più avanti, ma una volta che avrò inserito la cornice in pietra potrebbe risultare più difficile ripulire le superfici dal cemento, quindi me ne occupo ora.
Purtroppo in questa fase ho fatto male i miei calcoli, realizzando una boiacca troppo spessa e lasciandola asciugare sul muro. Questo ha reso più complicata la ripulitura, obbligandomi a levigare ulteriormente le superfici con l'aggravante che uno degli archetti risulta danneggiato. Inoltre, lo scopo finale risulta vano, giacché i giunti appaiono riempiti solo in parte.
Dovrò ripetere l'operazione con una boiacca più liquida e poi procedere al restauro...



MATERIALI:
ardesia, mattone, colla bianca, cemento
STRUMENTI:
tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, lime, pennello
MISURE (in cm):
poi le prendo...