Domus cam: La donna delle pulizie

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Mantenere pulito il cantiere non è per nulla semplice, e se lasciassi ai soli muratori il compito di rimettere in ordine e dare un'immagine decente all'area di lavoro, ne risulterebbe un ulteriore rallentamento sulla tabella di marcia.
Per evitare che il caos prenda il sopravvento, si è resa necessaria l'assunzione di personale specializzato.
In questo caso ho preferito non rosicare sul prezzo rischiando di affidarmi a imprese poco serie, ma ho stipulato un contratto direttamente con la titolare di una ditta di Granada. Due volte la settimana (o secondo necessità) questa signora si occupa di ridare un aspetto decente all'intorno, e devo dire che per il momento sono assolutamente soddisfatto.

L'unico appunto che potrei muoverle riguarda l'uniforme di lavoro, che non sembra particolarmente indicata.
Ma in fondo sono sottigliezze, ciò che conta è il risultato!




Costruzione 19: volta con botola in pietra

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Terza volta, anche questa diversa dalle precedenti (1 e 2).

L'idea di partenza non si allontana molto dalla volta con botola già realizzata, ma cambiano in parte i materiali e la funzione della botola stessa. Mentre l'altra ha lo scopo di mettere in comunicazione il magazzino e la cantina, questa, con botola più piccola, è posta nelle immediate vicinanze della cisterna ed è studiata per facilitare l'approvigionamento di acqua senza dover percorrere le scale.

La costruzione è stata un po' travagliata in quanto, a lavoro quasi ultimato, mi sono reso conto che la volta così com'era strutturata non poteva funzionare. A questo punto si è resa necessaria una modifica drastica. 


In questa prima sequenza di foto si vede la prima costruzione della volta. I mattoni sono collocati come in una volta a crociera semplice, con la differenza che al suo interno ho inserito un anello di marmo bianco ad incorniciare l'apertura.
Sulla carta questa soluzione mi sembrava buona, ma alla vista non mi convinceva. Credo di non aver mai visto una volta realizzata in questo modo, e confrontandola con fotografie trovate su internet ho capito cos'era che non andava. In una volta a crociera, il punto di forza che permette alla struttura di auto-sostenersi una volta terminata è rappresentato dalla chiave di volta, una pietra o un mattone che può essere anche di dimensioni maggiori rispetto agli altri. Senza questa resistenza centrale, la volta rischierebbe di collassare su sé stessa, cedendo alle sollecitazioni verticali del solaio.
Questo è quello che probabilmente accadrebbe alla volta delle foto in alto.

Come posso rimediare a questo inconveniente? Be', semplicemente facendo un passo indietro e facendo in modo che lo stesso anello di marmo che forma la botola svolga il ruolo di chiave e venga a sua volta sostenuto dalla struttura in mattoni.


Per fare questo prendo la volta realizzata e ritaglio la parte centrale. Poi, su un supporto leggermente curvo (il pomulo di un cassetto) inizio a costruire attorno alla circonferenza in pietra un ulteriore anello in mattoni, fino ad ottenere l'ampiezza della cornice.


Unisco le due parti ottenute riempiendo gli angoli con altri mattoni, sempre seguendo l'andamento circolare della botola. Et voilà, ecco qua una volta con botola centrale in pietra che, a meno di calamità imprevedibili, non mi cadrà sulla testa quando scenderò in cantina a prendere l'acqua...


(Se state pensando che, date le dimensioni ridotte, la volta non sarebbe caduta comunque, non avete capito un aspetto fondamentale della questione: quando la casa sarà finita, io ci andrò a vivere dentro, che ci crediate o no.)



Studi: Volta con botola e copertura cantina

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Disegni a matita realizzati prima della costruzione della volta con botola.


Sulla destra, ipotesi di copertura della cantina con volte a crociera. In realtà in quel momento solo una risultava completa, ma  mi interessava visualizzare l'insieme dei volumi, incluso il terreno circostante (con il vicolo in salita a sinistra) e la volta inclinata della scala.



Costruzione 18: Volta a crociera con botola

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Dopo aver realizzato la prima volta a crociera per la copertura della cantina, tocca adesso alla seconda.

Ovviamente non scriverò un post per ogni volta realizzata perché sarebbe alquanto inutile oltre che noioso.
In questo caso, però, si tratta di una volta un po' diversa dalle altre. Sarà aperta nel mezzo, e avrà la funzione di botola comunicante tra il piano terreno dell'edificio e i sotterranei. Attraverso questa botola sarà possibile calare botti e merci dal magazzino direttamente alla cantina, senza dover passare per le scale, troppo strette e ripide.


Inizio a collocare i mattoncini sul supporto in gesso a partire dalle arcate laterali fino a formare una sorta di cornice. Al centro ho già posizionato quella che sarà la grata metallica della botola, per avere un'idea delle sue dimensioni.


Nel frattempo, su un altro supporto realizzato inchiodando un tondello di cartone su una tavoletta di legno, allineo i mattoncini fino a formare un cerchio completo. Questo è il secondo "pezzo" della botola, che andrà ad inserirsi nella cornice quadrata.


Ora che i pezzi sono stati montati, non resta che riempire gli spazi restanti con mattoncini opportunamente sagomati. Questa risulta essere l'operazione più complessa, a causa della forma irregolare delle aperture.
Il risultato deve comunque avere un aspetto regolare, e seguire il profilo della botola.

Ed ecco qua la struttura della volta come appare vista dal basso, con la grata tenuta in posizione da un dito.


Come per la volta precedente, manca ancora la levigatura e la riempitura dei giunti.



3D: Volta a crociera

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Ed ecco la volta a crociera, realizzata in 3D Studio Max seguendo questo tutorial.

  • Scarica MAX002.zip - volta a crociera (modello base)



Materiali: Accessori per bigiotteria

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Prima di procedere alla copertura di ogni piano, è necessario arredare a dovere gli interni e le zone che in seguito saranno più difficili da raggiungere.

Essendo cosciente di questo fatto, ogni volta che  vedo la possibilità di convertire un qualsiasi oggetto in un elemento valido per la costruzione, ne approfitto immediatamente.
Durante un mio recente viaggio a Barcellona sono stato attratto dalle vetrine di due negozi di accessori per bigiotteria (SARA e L'Antiga Casa Sala, entrambi situati nella città vecchia), e senza pensarci due volte sono entrato alla ricerca di qualcosa di utile.
Dopo aver scandagliato tutta la merce esposta (perline di tutte le forme e colori, ciondoli, anelli, orecchini...)  ho selezionato un po' di materiale che, opportunamente rielaborato, servirà per l'arredamento della domus, nonché per la rifinitura di alcune strutture.

Alcuni degli elementi presenti nella foto (catenella e orecchini) verranno usati già nella cantina, mentre gli altri li vedremo in seguito. ...E chissà nel frattempo cos'altro avrò trovato!



3D: Colonna

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3D Studio Max è un programma di grafica vettoriale tridimensionale e animazione, molto usato nella creazione di videogiochi e in ambito cinematografico.
Si presta però ad un uso anche più tecnico nel disegno architettonico e nelle ricostruzioni virtuali di città ed edifici antichi.
La mia conoscenza di questo programma dalle vastissime potenzialità è piuttosto limitata, ma il mio obiettivo è quello di realizzare una versione virtuale della domus che proceda di pari passo con quella reale.

In questo primo post vi propongo uno degli elementi architettonici della cantina di cui ho già illustrato la costruzione: la colonna in pietra.


Si tratta della semplice ricostruzione in 3D della colonna, non ancora renderizzata e senza l'uso di textures (sto ancora studiando, abbiate pazienza).
Qui di seguito trovate il file .max originale compresso in formato .zip. (ovviamente potrete leggerlo solo se avete 3D Studio Max installato nel computer).

  • Scarica MAX001.zip - colonna in pietra (modello base)



Documentazione: manuale del recupero di Genova antica

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Avendo l'ambizione di riprodurre una domus medievale genovese in miniatura, la mia prima premura è stata ovviamente quella di documentarmi sull'architettura di quel determinato periodo (diciamo tra XII e XIII secolo) e in quel determinato ambito cittadino.
Nonostante infatti la presenza di molti punti in comune tra l'edilizia dell'epoca in Italia e in Europa in generale, le caratteristiche locali nella costruzione degli edifici erano molto più marcate rispetto ad oggi.
Ciò che faceva la differenza era spesso la disponibilità dei diversi materiali, le diverse condizioni climatiche, l'influenza delle culture vicine...

Succede così che mentre nel resto della penisola le coperture degli edifici vengono realizzate in coppi d'argilla, a Genova si sviluppa l'uso di piastre di ardesia, una pietra che abbonda in Liguria e che può facilmente essere tagliata in lastre anche molto sottili. Allo stesso modo, si afferma l'uso (anzi, il riuso) di elementi provenienti dal disarmo delle navi quali gli alberi, che vengono convertiti in travi per la costruzione dei solai (ecco quindi perché a Genova molte di queste strutture sono a sezione circolare invece che quadrata come altrove).

Questi sono solo un paio di aneddoti che si possono trovare, insieme a descrizioni e studi ben più dettagliati, in questo corposo libro acquistato qualche mese fa alla libreria Feltrinelli di Genova. 
Il tutto viene accompagnato da numerose foto e tavole esplicative sui vari elementi costruttivi e loro messa in opera, e da un cd allegato con le tavole del libro (a risoluzione però piuttosto bassa).


E' un volume evidentemente destinato ad architetti e restauratori, ma risulta  molto interessante e facilmente fruibile anche per un semplice appassionato come me.
Il libro si compone di ben 480 pagine, ma se non sono riusciti a spaventarmi né il suo formato (tipo elenco telefonico), né il prezzo (non esattamente economico), penso proprio che non mi lascerò intimidire dalla sua lunghezza (ho letto un sacco di romanzi di Stephen King)!

Una volta terminata la sua lettura, sarei certamente in grado di costruire una vera casa in perfetto stile genovese, sia essa una casa-torre del XII secolo o una villa nobiliare del XVI. Peccato che le normative vigenti in fatto di costruzione non me lo permetterebbero...

Scheda tecnica:

MANUALE DEL RECUPERO DI GENOVA ANTICA
DEI, tipografia del genio civile - 2006
A cura di Giorgio Mor - autori vari
prezzo: € 69,00
ISBN 88.496.1741.0



Costruzione 016: Cancello in ferro

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E' arrivato il momento di provare ad usare un nuovo materiale: il ferro.

Cosa hanno in comune tre rotoli di filo metallico, di diametri e colori differenti, raccolti per strada in tre luoghi distinti e lontani tra loro?
Ma è ovvio! Tutti e tre sono stati scelti per partecipare al Domus project!

Dopo aver iniziato la costruzione della casa, infatti, cominciai a guardarmi intorno alla ricerca di vecchi cavi arrugginiti, pensando che mi sarebbero potuti tornare utili per alcuni elementi aggiuntivi. In effetti allora stavo pensando proprio al soggetto di questo post, ovvero un cancello per il tunnel sotterraneo.

Per dare un aspetto realistico all'insieme era necessario usare un filo metallico vecchio, imbrunito dal tempo e magari leggermente ossidato. Quelli che si trovano in commercio sono trattati in modo da risultare inossidabili, e mentre per il cliente comune questo è indubbiamente un vantaggio, per me risultava l'esatto contrario. 
Questi sono i tre tipi di filo a mia disposizione: uno più sottile e ossidato, raccolto la scorsa estate su un binario morto della stazione di Lavagna; uno più spesso, trovato per strada a Granada, e un terzo di colore più grigio, spesso ma facilmente lavorabile, pescato in un sacco di detriti a Barcellona.


Per la costruzione del cancello userò solo i primi due, lasciando il terzo ad un uso futuro.
Mi piazzo davanti al pc e apro un'immagine di un corridoio dell'Alhambra con cancello in ferro, a modo di ispirazione.
Il filo più spesso lo taglio in barre di poco inferiori all'altezza del mio tunnel, e le unisco tra loro con quello più sottile. Non potendo usare un saldatore (che oltretutto non possiedo) mi ingegno per annodare le varie parti nel modo più regolare possibile, aiutandomi con un paio di pinze. 
Dopo i primi rozzi tentativi, ci prendo la mano e montare l'intero cancelletto non risulta un'impresa così difficile. Unico motivo d'attenzione è rappresentato dalla distanza tra le sbarre verticali, che deve essere costante. Ed ecco qua il cancello (quasi) terminato:


Mancano ancora la serratura e i cardini che lo fisseranno alla parete del tunnel. Il catenaccio lo risolvo piegando un tratto di filo metallico che proprio in quel punto si presentava schiacciato, ricordando la forma di una maniglia. Con il filo restante costruisco i passanti per il chiavistello, che in queste immagini risultano un po' approssimativi ma che in seguito ho ridotto. A questo punto provo ad inserire il cancello al suo posto per vedere se l'effetto è convincente.


Mi dichiaro soddisfatto e procedo con gli ultimi ritocchi, prima del montaggio definitivo, che avverrà a cantina ultimata.




Documentazione: volta a crociera

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La volta a crociera è formata dall'intersezione di due volte a botte, e veniva spesso utilizzata per la copertura di ambienti sotterranei o nei piani bassi degli edifici.
La maggior parte delle strutture voltate genovesi era realizzata in mattoni, mentre solo una piccola percentuale era costruita in pietra o in muratura mista.
A differenza di quanto si usava fare in altri ambiti, a Genova i mattoni usati per la costruzione di archi e volte non venivano sagomati a cuneo per seguire la curvatura, ma detta forma era ottenuta con l'inserimento (minore sul lato interno della volta e maggiore su quello esterno) della calce di giunzione tra i mattoni, ed eventualmente con scaglie e mattoni rotti a rinforzo della struttura.
Nella mia riproduzione, dovendo lavorare su dimensioni molto piccole, ho preferito facilitare la curvatura della volta assottigliando i mattoncini su un lato.

 Esempi di volte a crociera in mattoni

La costruzione delle volte (di qualsiasi tipologia esse fossero) richiedeva la precedente realizzazione di strutture lignee di supporto, dette centine (ma che a Genova prendevano il nome di ceitri) delle quali si occupava il mastro bancalaro, autore di tutte le opere in legno del cantiere, fisse o provvisorie.
Terminata la posa dei mattoni e della calce, la volta poteva auto-sostenersi. Le centine venivano quindi rimosse ed eventualmente riutilizzate.


Spesso le centinature erano costruite in modo da facilitare questo riutilizzo, e prevedevano l'inserimento di meccanismi che ne facilitavano la rimozione. Nell'immagine in basso si può vedere il metodo più semplice per disarmare le volte, ovvero montando la struttura su sacchi di sabbia che venivano poi svuotati.


In epoca medievale, comunque, le centine non venivano quasi mai appoggiate a terra, ma direttamente sui pilastri di sostegno o sulle cornici in pietra che sporgevano in parte dalla muratura, visibili per esempio nel loggiato della Commenda di S.Giovanni di Pré.

Nelle foto in basso, scattate da me durante una recente passeggiata per il centro storico, si possono osservare la loggia inferiore della suddetta Commenda, e una volta di un basso della stessa via Pré, nella quale è perfettamente visibile la tessitura dei mattoni, peraltro piuttosto disordinata nella parte centrale.
Devo aggiungere che quest'ultima foto ho potuto scattarla nonostante la maleducazione del proprietario, forse troppo abituato a sbraitare a monosillabi ai frequentatori del suo locale (adibito a call-center).




Domus cam: La siesta

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Non c'è scusa che tenga, questi muratori andalusi sono degli scansafatiche...
Ma del resto i miei mezzi economici non mi permettono di meglio. La manodopera specializzata costa, e io non ho il tempo materiale per occuparmi di tutti gli aspetti della costruzione (anche se ogni tanto faccio la mia parte).
Pure a questo servono le videocamere installate nel cantiere, e non venite a raccontarmi storie sui diritti dei lavoratori e altre menate del genere. Qui non entra il sindacato, siamo a casa mia e si fa come dico io.
Non vi va bene? Dietro di voi c'è la coda...

Un'ora per la pausa pranzo e poi si torna al lavoro. Un'ora, non un minuto di più!
Se poi si trova anche il tempo per accendere il fuoco o giocare a dama, tanto meglio.


(Si capisce che scherzo, sì?)



Domus: primi studi

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Finora non ho descritto in modo approfondito il progetto che sto realizzando, se non per quegli elementi che già sono in fase di costruzione (pavimentazione della cantina, murature in mattoni, volte, scale...).
Questa è stata fin dall'inizio l'impostazione iniziale del blog, quando ancora era una semplice galleria di immagini sul mio profilo di Facebook, e continuerà ad esserlo per almeno due validi motivi:

1 - Mano a mano che procedo nella costruzione, mi trovo ad affrontare problematiche sempre nuove e che spesso mi portano a modificare il progetto stesso, in base alla documentazione raccolta o a nuove, fulminanti idee. Pubblicare il progetto completo sarebbe una forzatura, dal momento che il risultato finale sarà sicuramente diverso.

2 - Costruire una casa è un po' come raccontare una storia: va fatto con il giusto ritmo, senza anticipare troppo sulla trama generale, per non svelare colpi di scena o togliere pathos al racconto.
Niente "spoiler" dunque.

Qui di seguito pubblico il primo disegno dal quale partì qualche mese fa l'idea del progetto. Chi conosce il centro storico di Genova troverà la struttura sicuramente familiare, anche se non riproduce nessun edificio esistente.


In queste bozze c'è un po' di tutto: facciata, scale, pavimenti, coperture... quasi tutti elementi poi modificati nella versione attuale. Nell'insieme rende però l'idea di quello che sarà la domus una volta terminata.

Se avrete la pazienza di accompagnarmi in quest'avventura, potrete seguire la storia insieme a me capitolo dopo capitolo, pietra dopo pietra. Altrimenti, tornate a questo indirizzo tra qualche mese (o tra qualche anno) e se siete fortunati, scoprirete com'è andata a finire.