Costruzione 141: Falso loggiato (1)

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Torniamo ad occuparci un po' del prospetto laterale, sfiorato un paio di post fa con la descrizione dell'argano in legno.

Dopo la sostituzione degli archetti in mattoni con altrettanti archi in pietra ed il riposizionamento della cornice, posso iniziare la posa degli elementi decorativi soprastanti.
L'aspetto finale di questa parte della muratura è stata descritta qui, e ricalca il falso loggiato presente sul prospetto laterale della cattedrale di San Lorenzo (foto a lato), con la differenza che l'intera struttura si troverà sospesa sopra gli archetti pensili e sarà presente un'unica finestra centrale.

Al di sopra della porta laterale del fondaco la cornice si interrompe, lasciando spazio ad una serie di orifizi. Questi serviranno per l'eventuale inserimento di travi di sostegno per la scala esterna.
Non so se arriverò mai a costruire realmente questa struttura che prevederebbe la presenza di un'ulteriore base d'appoggio... ma non mettiamo limiti alla fantasia!

Dopo la prima fila di pietre, che mettono ben in risalto la sporgenza della cornice, inizio la lavorazione delle colonne, partendo dalla base. Questa è formata da un piccolo plinto sormontato da un unico toro cilindrico. Il materiale usato è la pietra artificiale, alla quale ho deciso di affidarmi per la realizzazione degli elementi più piccoli e delicati.



Dopo la posa delle basi e l'innalzamento del muro, mi rendo conto però di una discrepanza tra il modello originale e la mia ricostruzione: nel loggiato superiore, infatti, le colonne non poggiano direttamente sulla cornice, ma è presente un ulteriore corso di pietre che crea uno scalino intermedio tra quest'ultima e il fondo della loggia.
Per rimediare a questo problema sono costretto a rimuovere alcuni pezzi per evitare che i giunti verticali del nuovo corso (aggiunto ex-novo davanti al precedente) coincidano con gli spigoli del loggiato.


Alla quarta fila successiva alla cornice la struttura inizia a prendere forma, e approfittando di una colonnina realizzata inizialmente per le finestre del fondaco, provo ad immaginarne l'aspetto finale.


Mancano ancora un sacco di elementi, tra cui ovviamente la finestra centrale, ma per il momento sono costretto a fermarmi qui per proseguire la costruzione su altri fronti, in modo che lo sviluppo in verticale della Domus avvenga in modo uniforme.
Intanto do una passata con il cemento per riempire i giunti e quelle fastidiose fessure attorno agli archetti pensili...


MATERIALI:
ardesia, pietra artificiale, colla bianca, cemento
STRUMENTI:
tenaglie, pinzette, carta abrasiva, lime, seghetto, livella, Dremel con disco diamantato, pennello, spugnetta
MISURE (in cm):
(da verificare)



Domus by Gvarnerivs: Visioni da un passato futuro

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Sulla base di quanto costruito finora e del progetto più o meno abbozzato, ho provato ad immaginare quale sarebbe l'aspetto della Domus agli occhi dei passanti.
Per farlo, ovviamente, mi sono calato nei panni di padre Gvarnerivs...


Quanto segue, invece, è il frutto di una notte insonne e di un principio di nerdismo acuto. Questa patologia, che nei casi più gravi può portare anche alla morte, se curata in tempo può recedere fino a scomparire del tutto.
In questo caso i sintomi, pur se evidenti, risultano chiaramente leggibili solo da chi ha avuto modo di osservare da vicino il virus Assassin's Creed (di ceppo 2).
Speriamo in una pronta guarigione...


TECNICA:
disegno digitale su tavoletta grafica Wacom Cintiq  12wx, Adobe Photoshop CS3.




Costruzione 140: Finestre dell'ingresso (2) e nicchia votiva

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Nel primo post dedicato alle finestre dell'ingresso mi sono occupato principalmente della costruzione della prima apertura (sul muro perimetrale). In questo nuovo capitolo affronterò il completamento di entrambe le finestre e di un elemento aggiuntivo che, come già accaduto in passato, non era previsto dal progetto (se vado avanti così, dubito che riuscirò mai a concludere il lavoro...).

La foratura del davanzale procede in modo decisamente più "pulito" rispetto alla precedente, a riprova del fatto che un minimo di esperienza si sta accumulando.
Anche l'inserimento delle grate mi crea meno grattacapi.


Immediatamente sopra l'arcata di scarico del portone principale, inizio la costruzione del nuovo elemento cui accennavo prima: una piccola apertura nella quale inserirò la madonna in legno pensata inizialmente per la nicchia del muro laterale.
Mi sembra ifatti che la posizione più elevata e centrale rispetto all'ingresso sia più indicata per una figura sacra di questo tipo.



Avevo detto che la struttura della seconda finestra sarebbe stata analoga a quella della prima. Smentisco subito quest'affermazione, già che esternamente presenta una seppur piccola differenza: l'architrave non è più incassato tra i piedritti come nel primo caso, ma vi è appoggiato sopra, mantenendo comunque le stesse proporzioni quadrate dell'altra apertura.


Il fissaggio definitivo degli architravi (limati in corrispondenza delle grate per permetterne l'inserimento), mi dà la profondità che dovranno avere le arcate di copertura delle finestre, il cui assemblaggio viene effettuato su strisce di cartone sagomato e senza troppe misurazioni.
Una volta incollati i cunei tra loro rifinirò il profilo degli archi con le lime e con il Dremel, deformandoli se necessario finché la colla non sarà del tutto asciutta (in genere, nelle prime ore successive all'asciugatura, la colla mantiene un minimo di elasticità che può tornare molto utile).

Contemporaneamente, ritaglio i pezzi necessari alla costruzione del piccolo archetto ogivale della nicchia. Visti i miei mezzi limitati, approfitterò di un tondello di ardesia risultato da una prova di taglio di un marmista, scavandolo all'interno con la lima circolare e poi tagliandolo in due per ottenere l'arco acuto.
Il suo spessore è leggermente inferiore del muro da riempire, ma userò dei listelli più sottili per colmare lo spazio rimasto vuoto.



Il completamento di tutti gli archi e la parziale copertura della scala, rendono ora possibile l'innalzamento dei muri perimetrali fino a alla base d'imposta della volta, che a differenza di quella del loggiato esterno, sarà in mattoni.


A questo punto avrei voluto pubblicare una foto della nicchia con alloggiata al suo interno la statuetta in legno, ma mi accorgo solo adesso che quello scatto manca. Al momento non ho la possibilità di aggiungerlo, ma vedrò di inserirlo in un prossimo post dedicato all'ingresso (magari l'ultimo prima della sua chiusura definitiva).
In compenso, allego alcuni scatti delle finestre effettuati con diverse illuminazioni, naturali e non.




MATERIALI:
ardesia, fil di ferro, colla bianca
STRUMENTI:
tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, lime, cartoncino
MISURE (in cm):
da verificare



Construcción 37: Escalera de ladrillos (3) y cierre de la cisterna

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Mientras en algunos rincones del sótano ya estoy acabando la decoración, en otras partes la construcción aún no está terminada y tendré que echarle manos antes de poder cerrar definitivamente el embovedado.
Uno de los elementos incompletos son las escaleras, que aún faltan de unos escalones y de la bóveda de ladrillos.


Primero hay que prolongar un poco las paredes que sostendrán la bóveda que voy a construir, cuidando mantenerlas paralelas a la pendiente de la rampa.
Para crear la cimbra de soporte voy cortando un trozo de cartón cilíndrico (parte de un rollo de papel igienico) y tras haberlo humedecido, lo coloco entre las dos paredes, de manera que se ajuste a la anchura de la escalera.


Cuando ya está seco lo aparto y le voy construyendo encima mi bóveda de cañón, como ya hice para el túnel subterráneo.
Los ladrillos son ligeramente más grandes de los que usé para el arco de acceso, así que no encajan perfectamente. Remediaré a ésto más adelante, por ahora me limito a verificar las juntas entre los muros y la bóveda (que deberá ser ajustada lijando un poco los bordes) y paso a trabajar en la cisterna.



Lo primero que haré será pegar definitivamente la puerta, que hasta ahora sólo estaba apoyada. Esta puerta no podrá ser abierta como la de la prisión.
Durante mucho tiempo estuve pensando si dejar algún objeto en el hueco de la cisterna: una moneda, un mensaje, un cofre lleno de oro... algo que pudiera ser encontrado por los mini-arqueólogos del futuro...
Sin embargo la indecision es demasiada, y al final vuelvo a poner la bóveda y lo cierro todo con cola, dejando la cisterna misteriosamente vacía (a parte del polvo que le ha caído en estas últimas semanas).
En realidad una idea para incluir un "cuerpo extraño" en el interior de la Domus la tendría, pero ya hablaré de eso en otro artículo.


Ahora la cisterna está terminada y la escalera tiene su bóveda de ladrillos, aunque todavía no alcanza su completa extensión.
Tras el barnizado no queda que volver a colocar las bóvedas y rematar los últimos detalles, como hice para los demás muros del sótano. Encima de la puertecita de hierro coloco una pequeña anilla que podrá servir de soporte para bajar el cubo del agua hasta el fondo de la cisterna. Coloco también de forma definitiva (o eso es lo que creo) la antorcha en la pared.


Vuelvo a repasar con la mirada toda la superficie de la cantina, luego levanto una vez más el embovedado y le meto manos a la despensa...