Costruzione 200: Finestre del piano nobile (2) - arcate delle quadrifore

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200° post di costruzione della Domus. DUECENTESIMO!!!

Va bene, non facciamoci prendere dal panico e proseguiamo come sempre con la descrizione di questo nuovo elemento.


Essendomi occupato nel post precedente della bifora del cucinino e delle arcate per le trifore della saletta d'angolo, mi risulta naturale a questo punto estendere la muratura a tutta la facciata ed affrontare la costruzione delle arcate per le due grandi quadrifore del salone.

Anche in questo caso, il modello di entrambe le finestre è stato precedentemente disegnato su carta in dimensioni reali ed utilizzato per il montaggio della centina, completa di rande metalliche.



Per l'innalzamento dei muri mi avvalgo anche di una guida di cartone per far sì che le verticali delle finestre risultino dritte. E' anche vero che in caso di eccesso di materiale si potrebbe intervenire in seguito con le lime, ma preferisco evitare questi interventi a posteriori, che danno alla muratura un'aria meno "naturale".
Se poi l'errore è per difetto, allora diverrebbe complicato rimediare.

In questo modo tutto procede senza intoppi fino alla base delle arcate, includendo l'inserimento di alcuni pezzi opportunamente sagomati per alloggiare le buche pontaie presenti su tutta la facciata.


Le cose necessariamente si complicano quando si tratta di iniziare la composizione degli archi, che questa volta porterò avanti contemporaneamente. Niente di nuovo, ovviamente. Il metodo è lo stesso usato per le arcate più piccole, con l'unica differenza che queste presentano più pezzi e che essendo affiancate l'una all'altra è ancora più importante che risultino identiche sia in altezza che per posizione delle bande dicrome.


Vedere la facciata che prende forma poco a poco è una vera emozione, e non perdo occasione per scattare foto da tutti i punti di vista, convinto ogni volta di aver immortalato il momento perfetto. Salvo poi collocare qualche altro tassello del puzzle ed accorgermi che gli scatti precedenti sono ormai sorpassati e devo ripeterli per immortalare i nuovi progressi.


La difficoltà poi starà nell'andare a pescare i frame utili al montaggio di una sequenza logica e funzionale per illustrare il post.
In questo caso aggiungerò qualche immagine in più, perché come ho avuto modo di dire la volta scorsa, queste fasi della costruzione sono tra le più spettacolari di tutto il progetto e meritano di essere illustrate al meglio.
Inoltre, dal punto di vista costruttivo non presentano nessuna novità rispetto alle esperienze precedenti, quindi non devo neppure dilungarmi troppo in dettagli tecnici.
Chi fosse capitato qui per caso e volesse saperne di più sui materiali e sul metodo costruttivo di questi archi, può leggere qui e qui, dove illustro la costruzione dell'arcata maggiore del portico e delle due finestre d'angolo del piano nobile.
Chi invece sa già tutto, si metta comodo e si goda questo tour fotografico: dal basso, dall'alto, da destra, da sinistra, in controluce, in panoramica...


Per di più, inizio e fine dei lavori si collocano in giornate diverse, per cui vale la pena fare un'altra serie di scatti al sole pomeridiano, più caldo ed espressivo della fredda luce del mattino (la stanza è esposta a sud-ovest).
Anche il committente sembra molto impaziente di vedere terminate quelle benedette finestre... 




Con grande gioia di entrambi, arriva finalmente il momento di chiudere le arcate con la posa delle chiavi.
A questo punto non resisto alla tentazione di farmi immortalare anch'io per celebrare il momento. Tanto questo, ormai lo avrete capito, è un post auto-celebrativo... e allora eccomi là mentre do qualche ritocco con il Dremel per inserire il nuovo corso di blocchi scuri che porterà la muratura al livello della cornice marcapiano...



Questo è il limite massimo in altezza che la Domus raggiungerà per molto tempo. Prima di portare tutta la struttura al livello in cui si trova adesso la facciata bisognerà costruire, decorare ed arredare tutto il piano nobile. Un'impresa da far tremare le gambe.

E per dimostrare che le mie non tremano, ecco qua un'altra foto che, oltre a mettere in bella mostra il mio polpaccio virile, fa un po' di chiarezza su quali siano le proporzioni di questo grande palazzo.
Il committente mi osserva perplesso dal suo futuro salone, e se non appare spaventato è soltanto perché ai suoi tempi non era ancora uscito Godzilla!

Ma rimettiamoci le scarpe e facciamo un bel giro conclusivo a 360° intorno alla Domus...





E per questa volta è tutto. Vi prometto che dal prossimo post tornerò (quasi) serio!

MATERIALI:
ardesia, marmo, colla bianca
STRUMENTI:
tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, Dremel, lime
MISURE (in cm):
altezza all'imposta: 6,2
altezza totale: 10
ampiezza:5,4



[ESP] Construcción 55: Portón principal (1) - estructura de madera

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Desde hace tiempo venía estudiando cómo construir el portón, y aunque me parecía muy pronto pensar en ello (aún quedaba por terminar el suelo de la entrada) no quería dejarlo demasiado atrás, bien recordando los problemas encontrados en la construcción de la primera puerta.

Con respecto a la anterior, esta deberá tener una estructura más sólida y un aspecto más rico. De hecho se trata del portón principal de la Domus, no de un acceso de servicio o de una puerta cualquiera.
La gran anchura del umbral me lleva desde el primer momento a diseñar una puerta de doble hoja, que incluya por practicidad una puerta más pequeña suficiente para dejar pasar una persona.
Por supuesto la practicidad será de los inquilinos y no mía, ya que como siempre me voy a complicar la vida con detalles milimétricos...

Mientras la puerta de la cantina era de una sola hoja enmarcada en la superficie interna, esta vez será mejor construir algo más resistente: las tablas serán dispuestas en dos capas clavadas entre ellas, horizontales las externas y verticales las internas, según las indicaciones encontradas en el Manuale del recupero di Genova antica.
La abertura más pequeña se hallará en la hoje de la izquierda (para quien mire desde afuera) y toda la estructura estará enjuiciada a las paredes por piezas de hierro.


Un último detalle está representado por los clavos de hierro que decorarán las tablas externas. En Génova se solían usar clavos de cabeza redonda, así que tendré que conseguir alfileres con cabeza semiesférica o algo que pueda adaptarse a mis exigencias...

Pero empecemos la construcción del portón por la primera fase, es decir el corte de las tablas. Voy a usar una madera diferente de la que usé para la otra puerta, que ya había testado realizando la primera hoja provisional para la cisterna.


Para llevar a cabo esta operación uso el cutter con una hoja nueva para conseguir un corte más preciso. No todas las tablas salen de la forma correcta, así como no todas las roscas salen con el agujero (famoso refrán italiano)... Afortunadamente la materia prima no falta, y una vez alcanzado un número suficiente de piezas, comienzo a seleccionarlas y cortarlas en las medidas útiles.



Ahora ya puedo pegarlas, terminando antes la hoja derecha y luego la izquierda, más complicada por la presencia de la puertecita.
La anchura de las tablas horizontales es mayor en la parte baja de la puerta y menor en la de arriba (otro detalle adquirido por mi documentación bibliográfica).



Además, en el ensamblaje hay que tener en cuenta del tope, obtenido diferenciando la anchura de las capas interior y exterior para que las dos hojas apoyen la una sobre la otra. De este modo, en posición de cierre, no quedarán fisuras y la puerta será más resistente.


Y con eso creo que de momento se acabó el trabajo del carpintero. La próxima vez le tocará al herrero...

MATERIALES:
madera, cola blanca

HERRAMIENTAS:
cutter, espátula, abrazaderas

MEDIDAS (en cm):
hoja derecha: 6,6 x 2 x 0,4
hoja izquierda: 6,6 x 2,3 x 0,4
puertecita: 3,4 x 1,5




Costruzione 199: Finestre del piano nobile (1) - arcate d'angolo e bifora del cucinino

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Anche se i lavori procedono con estrema lentezza, la costruzione di ogni elemento aggiunge qualcosa di nuovo. Guardando le vecchie foto salta subito all'occhio che il cammino fatto fin qui ha lasciato il segno e, se è vero che alcuni interventi si notano più di altri, quello che inizierò a descrivere in questo post modificherà radicalmente la percezione visiva di tutta la struttura. Mi riferisco alla costruzione delle finestre del piano nobile.


La posa delle bande bianche e nere sulla facciata ha superato metà altezza tra la cornice marcapiano e la base delle arcate minori, cioè quelle relative alle trifore della saletta d'angolo. Oltre a queste, un'altra apertura più stretta si affaccia sul vicolo laterale: si tratta della bifora del cucinino, una finestra più "semplice" per una stanza di servizio che non necessita di grandi decorazioni, ma che all'esterno mantiene comunque il livello dato dalle bande bicolori.

Entrambe le tipologie di finestra delle facciate (trifore e quadrifore) sono state disegnate da tempo sulla base della documentazione raccolta, mentre quella del cucinino è rimasta meno definita, in attesa di ispirazione. Inizialmente doveva essere anch'essa una trifora, ma come già accaduto in altre occasioni, ho modificato il progetto per poter realizzare un elemento che si differenziasse dai precedenti e con il quale altrimenti non avrei avuto più occasione di cimentarmi.
Trattandosi della più semplice apertura del piano nobile, è anche quella che affronterò per prima e sulla quale mi metterò alla prova per testare la costruzione di colonnine e capitelli.

L'idea di partenza era quella di realizzare entrambi gli elementi in pietra artificiale, come per le finestre del magazzino e del fondaco e per il falso loggiato.
Nonostante questo, il pensiero di dover tagliare e lavorare in quel modo (a mano e con carta vetrata) una ventina di colonne in pietra, non mi entusiasmava per nulla. A queste condizioni sarebbe estremamente difficile far sì che i fusti delle colonne risultino tutti dello stesso diametro e senza irregolarità.
A questo punto è quando entrano in scena lo Sculpey e la siringa che si è già vista nel post dedicato ai bassorilievi. Se fossi riuscito a produrre in serie le colonne usando la siringa con una mascherina del diametro giusto, mi sarei semplificato enormemente il lavoro ottenendo per giunta un risultato migliore...

Così, tra un bassorilievo e l'altro, faccio anche un'infornata di colonnine. Ciò che mi preme di più è verificare che durante la cottura non si deformino, rendendo inutili i miei sforzi di realizzarle il più dritte possibile.


Come al solito, per cuocere lo Sculpey bastano 15 minuti in forno a 130°C.


A cottura ultimata le colonne risultano ancora perfettamente bianche e non si sono minimamente deformate.
Non hanno ovviamente la stessa consistenza e durezza della pietra artificiale, per cui mantengono un minimo di flessibilità (da molle che erano da crude, adesso sembrano di gomma dura o plastica).
Questo potrebbe rappresentare un problema per le colonne più lunghe, forse rimediabile componendo ognuna di esse con diversi segmenti incollati tra loro. La colonna piegata, comunque, tende a riprendere la forma nella quale si è fissata con la cottura, quindi è importante che il pezzo sia dritto al momento di entrare in forno.
Vedrò cosa fare in proposito quando arriverà il momento di costruire i finestroni del salone. Per adesso mi limito alla costruzione della bifora, che non essendo eccessivamente alta mi permette di realizzare la colonnina in un unico pezzo.

Il primo capitello (prototipo di tutti quelli che verranno) viene intagliato a partire da un minuscolo cubetto di pietra artificiale, arrotondando prima il bordo inferiore per farlo coincidere con il fusto, e poi lavorando sulla parte centrale  con diverse punte diamantate. Gli strumenti, ovviamente montati sul Dremel, mi permettono di scavare semplici solchi che in lontananza l'occhio arricchisce per conto suo di dettagli che nella realtà non esistono. Una fortuna, perché a quella scala di più non posso proprio fare!


Una volta incollato il capitello al fusto, la prima colonnina è pronta per prendere il suo posto sulla facciata.


Nel frattempo continuo a collocare blocchi di marmo e ardesia sul muro della facciata, e in breve raggiungo la base delle arcate d'angolo.
A questo punto devo occuparmi della costruzione del supporto per l'arco, che realizzo in cartone in modo similare a quanto già fatto in passato. Due strati di cartone duro danno alla centina lo spessore minimo per potersi mantenere in posizione all'interno del vano finestra, mentre le rande metalliche mi daranno di volta in volta l'angolo di taglio per i conci dell'arcata.



La posa procede rispettando l'andamento orizzontale delle bande bianche e nere, dando un maggiore spessore a queste ultime per riequilibrare il peso visivo dell'insieme (il bianco, riflettendo maggiormente la luce, appare dominante all'occhio umano).



La prima arcata ad essere completata è quella frontale, seguita dalla laterale in una sessione successiva (per un elemento così complesso preferisco lavorare alla luce del giorno).
Intanto anche la muratura interna della saletta inizia a crescere, consolidando l'angolo al quale verrà in seguito prolungata l'armatura di rinforzo. Nella foto in basso a destra spunta l'anello di raccordo del segmento precedente, ormai quasi inglobato nel muro.


Prima di completare la seconda arcata, però, mi dedico alla realizzazione dei due archetti della bifora, anche questi in pietra artificiale.



Ogni archetto è formato da due conci che poggiano al centro sull'unico capitello.
Una volta ottenuti tutti i pezzi, basta tagliare la base della colonnina (che avevo di proposito lasciato un po' più lunga) affinché il capitello corrisponda ai piedritti laterali e svolga correttamente la sua funzione di appoggio per gli archi.
Una goccia di colla, un rapido controllo da tutti i punti di vista per controllare che la colonna sia dritta... e la bifora è completata.


Crescendo, la muratura ingloberà gli archetti, che saranno così messi in risalto dall'inserimento delle bande nere ai lati ed al centro.




La costruzione della facciata laterale si conclude (per ora) con il completamento della seconda arcata ogivale e l'estensione del paramento dicromo fino al livello della chiave.




MATERIALI:
ardesia, marmo, pietra artificiale, Scupley, colla bianca
STRUMENTI:
tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, lime, Dremel con disco e punte diamantate, livella a bolla, filo a piombo, righello
MISURE (in cm):
Bifora cucinino
altezza all'imposta: 4,8
altezza davanzale: 0,3
altezza colonna: 3,8
diametro colonna: 0,3
capitello: 0,7 x 0,5 x 0,5
ampiezza archetti: 0,9
Arcate trifore
altezza all'imposta: 4,2
altezza totale: 7
ampiezza: 4