Costruzione 147: Catene in ferro battuto

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Osservando gli edifici antichi del centro storico genovese è facile individuare molti elementi metallici che fuoriescono dalle murature in modo più o meno evidente. Si tratta delle cosiddette "catene", tiranti in ferro che in molti casi attraversano l'intera struttura con lo scopo di rafforzarne la stabilità e dei quali risultano visibili le estremità.

L'uso di questi elementi divenne prassi comune a Genova a partire da un'ordinanza del 1545, che mirava ad evitare l'uso di contrafforti esterni per il sostegno delle murature (i quali avrebbero occupato ulteriormente il suolo pubblico già assai limitato) e ad evitare cedimenti nelle strutture a causa delle spinte orizzontali di archi, volte e coperture.

E' probabile quindi che un edificio databile alla seconda metà del XIV° secolo come la Domus non fosse inizialmente dotato di questi elementi. D'altra parte, si sa che i committenti dell'opera sono molto avanti per il loro tempo, basti pensare al sistema di raccolta delle acque messo in opera alla base del vicolo e che per l'epoca era sicuramente avveniristico.
Grazie alla loro lungimiranza, alcune catene figurano già nel progetto originario, inserite all'interno delle murature principali.

I tiranti sono realizzati in ferro battuto e si compongono di due elementi: la catena, appunto (lunga asta a sezione quadrata o circolare) ed i bolzoni (o paletti capochiave), ai quali questa si allaccia tramite due occhi (asole).

La posa della mia prima catena avviene subito dopo il rinfianco delle volte dell'ingresso e del loggiato piccolo.
Dopo aver aperto due fori sui muri perimetrali per il passaggio del tirante, mi dedico alla costruzione del primo paletto. A questo scopo scelgo un filo di ferro dal diametro maggiore, visto che dovrò ribatterlo per dargli un aspetto più squadrato.
Una delle due estremità viene assottigliata fino ad assumere una forma quasi appuntita, mentre l'altra, più grossa e scalinata, impedirà che il paletto si sfili dall'occhio della catena.



La parte più difficile della posa riguarda la realizzazione delle asole. La catena infatti deve risultare della lunghezza corretta, non un millimetro di più né uno di meno.
Nel mio caso ovviamente non ha una vera e propria funzione di sostegno, anche se risulta comunque ben tesa. 

Una curiosità che riguarda le catene è il metodo con il quale venivano posizionate. Per permettere un bloccaggio ottimale, il tirante veniva assicurato "a caldo", riscaldandolo al centro con l'uso del fuoco. Il ferro, che in questo modo si espandeva, tornava a ritirarsi durante il raffreddamento bloccando definitivamente la catena.
Io ho rinunciato quasi subito a giocare col fuoco, lasciando questo dettaglio come aneddoto per i lettori del blog.



Ed ecco come apparirà la mini-catena ai mini-passanti che transiteranno per il mini-vicolo:


MATERIALI:
filo di ferro, colla bianca
STRUMENTI:
tenaglie, pinzette, martello, incudine, cacciavite, morsetti
MISURE (in cm):
lunghezza catena: 10,7
lunghezza paletto: 2,4



Costruzione 146: Chiusura dell'ingresso e rinfianco delle volte

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Con questo post, un po' più breve del solito, metterò un punto finale alla costruzione dell'ingresso e del loggiato piccolo.
Tanto la volta in pietra quanto quella in mattoni sono ormai completate e pronte per il montaggio. Prima della chiusura definitiva, però, effettuerò alcuni piccoli ritocchi agli interni.

In primo luogo mi occupo della riempitura dei giunti con un po' di cemento diluito, per poi passare ad una veloce revisione del portone principale. Una delle bandelle infatti sembra sul punto di scollarsi, e se dovesse succedere a soffitto chiuso sarebbe un problema.


Inoltre manca ancora la madonnina in legno, che fisso all'interno della nicchia con una goccia di colla, e che d'ora in poi veglierà sulla Domus e sui suoi inquilini (nel caso in cui il sacrificio del gatto nero non fosse sufficiente).


Torniamo all'esterno. Una volta incollate le coperture posso iniziare il rinfianco con pietre e cemento, partendo dagli angoli e riempiendo poi le superfici sulle quali proseguirà la muratura.



A cemento asciutto, infatti, inizio la posa delle pietre recuperando il perimetro murario che farà da base al locale del piano ammezzato.
In questo caso si tratterà di un unico ambiente adibito a magazzino e pavimentato in pietra, ma con una particolarità costruttiva che eviterà il carico eccessivo sulle volte sottostanti.


Nel momento in cui scrivo, il pavimento del magazzino è già stato completato. Prima di descriverne la costruzione però dovrò occuparmi di un altro elemento che si intravede (poco, a dire il vero) nella foto qui in alto: la mia prima catena muraria in ferro.

MATERIALI:
ardesia, cemento, ghiaia, colla bianca
STRUMENTI:
tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, spatolina, livella




Construcción 40: Retoques de última hora

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En un reciente artículo dí a entender que sería el último sobre acabados y correcciones. En realidad hasta el cierre de los subterráneos, seguí aportando cambios y retocando las estructuras ya terminadas.
A continuación voy a describir estos retoques, en orden casual:

Como todavía no estaba agarrada a la pared, la aparté para barnizar con más facilidad los muros. Sin embargo, al ponerla nuevamente me di cuenta de que, colocándola de esa manera, sería imposible abrirla desde el exterior.
Abro entonces unos agujeros en la pared opuesta y vuelvo a montar la cancela a ese lado del túnel. No tiene mucho sentido que el cerrojo se encuentre en la cara externa, pero ahora es posible abrirlo con los dedos o con el uso de un ganchito para observar el interior del sótano.


¡Las columnas otra vez! Tras la modificación del fuste y su "medievalización", las vuelvo a llevar al taller (despegándolas del suelo al que ya estaban agarradas). Esta vez voy a eliminar por completo la base cuadrada y a prolongar el fuste hasta el suelo.


Para hacer ésto hay que actuar también sobre la pavimentación, para que no queden visibles las esquinas de la base de cemento.


Las razones que me llevan a actuar este cambio son basicamente dos: la primera es una insatisfacción de fondo que estaba empezando a sentir observando la silueta de las columnas, a mi parecer demasiado gordas. La segunda es la opinión de un amigo, administrador de un foro sobre la edad media, que respondiendo a mi petición de consejos, me indicó que columnas con una base tan elaborada serían más indicadas para un pórtico o una planta noble más que para un sótano donde nadie las vería.

Reduciendo el bloque inferior hasta una forma cilíndrica del mismo diámetro del fuste, no consigo solamente resolver esta incongruencia, sino que doy a la columna un aspecto más esbelto y deciso.
Así que ¡gracias, Alessandro!


Aprovecho de los cambios a las columnas para retocar la base de apoyo de las bóvedas a los capiteles, agregando un poco de Das donde éstas no coinciden perfectamente.


  • La cuerda
Usando un pequeño cordón que sujetaba la etiqueta de un vestido, construyo una pequeña cuerda que voy a colgar en la pared al lado de los toneles. No tengo bien clara su utilidad, pero fue una petición explícita del cliente y no tengo ninguna intención de discutir por una simple cuerda.
Para hacerla más rígida y oscura (el cordón era blanco) la mojo con el esmalte usado para barnizar los muros y la voy girando entre los dedos ensuciados de cola. No es una técnica muy fina, pero el resultado parece aceptable.
Otra gota de cola blanca la sujetará al gancho de hierro. Cuando esté seca, la cola se volverá transparente y ya no se notará.



¿Las antorchas? ¿Pero no estaban ya acabadas y clavadas a las paredes?
Cierto. Pero hacía un tiempo que una idea me daba vueltas en la cabeza... un poco ambiciosa para ser sincero, pero aún así...

De todos modos ésto es algo que merece un post autónomo, así que hablaré del tema la próxima vez!



Costruzione 145: Volta a padiglione (2) - l'affrescatura

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Torniamo ad occuparci della volta dell'ingresso, che come avevo anticipato sarà intonacata e dipinta.

Per la realizzazione del fondo, a differenza della lunetta del portone principale per la quale avevo riciclato un frammento di vero intonaco, userò del semplice gesso in polvere.
Le superfici curve infatti renderebbero impossibile l'applicazione del materiale già secco, causandone la rottura (ma questo metodo potrebbe tornare utile in futuro per la realizzazione di un curioso effetto crepatura).

Mescolando il gesso con un po' d'acqua ottengo un composto cremoso cche posso stendere sulla superficie interna della volta con la spatola. Non mi preoccupo tanto delle rifiniture (che effettuerò poi con la carta vetrata), quanto della sua uniformità e di non lasciare bolle d'aria all'interno.


La levigatura avviene, come già detto, con un pezzetto di carta abrasiva a grana fine, che lascia la superficie liscia e pronta per la fase successiva: l'affrescatura.

La scelta del soggetto è semplice in quanto ho già un'idea piuttosto precisa di quello che voglio realizzare. L'affresco sarà visibile solo in parte dall'esterno, quindi ho bisogno di un disegno semplice e puramente decorativo.

Una soluzione piuttosto comune nelle volte medievali (soprattutto di edifici religiosi) era la rappresentazione del cielo stellato, in modo spesso molto schematico con stelle equidistanti su sfondo blu. Tra i vari esempi trovati facendo qualche ricerca, mi soffermo su due in particolare, appartenenti alla cripta della cattedrale di Rieti ed alla celebre Cappella degli Scrovegni di Padova.
Nel primo caso si tratta di una volta a crociera mentre nel secondo di una volta a botte, ma il disegno può essere facilmente adattato facendo coincidere le nervature con il profilo dei quattro spicchi che formano la mia volta a padiglione.

Prima di affrontare il lavoro effettuo alcune prove di colore su un foglio di gesso realizzato tempo fa per testare la resistenza del materiale.
Una prima prova prevede l'uso del colore rosso sulle nervature con l'aggiunta di eventuali decorazioni floreali a greca. Il contrasto però risulta eccessivo e toglie protagonismo al soggetto principale, opto quindi per un tono più chiaro che va dal giallo al marroncino.
Le stelle invece vengono incise nel gesso usando un punteruolo (a sinistra) e la punta del compasso, più piccola ed affilata (a destra).


Una volta deciso il soggetto definitivo, traccio a matita le linee guida e passo alla coloritura delle nervature e dei quattro spicchi.



La porosità del gesso fa sì che l'acquerello si asciughi molto in fretta e questo mi permettere di procedere nella lavorazione senza lunghe attese e senza che i colori sbavino, anche quando (come nell'immagine in alto) si tratta di dipingere su un primo strato di colore.

La lavorazione delle nervature viene completata con l'aggiunta di una linea marrone  e di una bianca, anche in questo caso ottenuta incidendo il gesso con la lama del cutter.


A questo punto tocca finalmente alle stelle, incise a distanza regolare alternando le file fino a formare una griglia uniforme.
Le stelle sono tutte ad 8 punte e in ogni spicchio ne sono presenti 19 (per un totale di 76). Non so se ci sia un significato simbolico dietro a questi numeri. Lo lascerò decidere ai posteri, che sicuramente si affanneranno nella ricerca di qualche messaggio occulto riconducibile alla presenza dei templari in Italia o al nuovo romanzo di Dan Brown.



Infine, ecco una prova di posizionamento della volta per avere un'idea del suo aspetto dall'interno.
La foto è stata scattata inserendo (non senza difficoltà) la macchina fotografica tra i pilastri del loggiato piccolo e spalancando il portone. Ad occhio nudo la volta non sarà visibile se non con l'aiuto di uno specchietto.


MATERIALI:
gesso, acquerelli
STRUMENTI:
compasso, pennelli, spatolina, carta abrasiva
MISURE (in cm):
perimetro interno: 5,7 x 5,7