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Costruzione 171: Solaio del piano nobile (2) - travettatura e tavolato

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Per quanto riguarda il solaio del piano nobile, eravamo rimasti alla travettatura del loggiato, realizzata su mensole in pietra sporgenti dalle pareti parallele alla facciata.
Qui a lato potete vedere la griglia completa in controluce.

Ora resta da compiere la stessa operazione sul perimetro del fondaco, dove però i travetti verranno immorsati direttamente nei muri senza l'uso delle mensole. Se da una parte, quindi, la resistenza del solaio si vedrà ridotta a causa della loro assenza, dall'altra compenserò riducendo anche la distanza fra i travetti (da 1 cm a 8 mm).
Nella travettatura del loggiato, infatti, avevo bisogno di uno spazio maggiore per la decorazione a "cassettoni" (che descriverò in un altro post).

I travetti vengono inizialmente posati tra il muro frontale del fondaco e il muro di spina, dopo averlo leggermente rialzato con lastre di ardesia per raggiungere la stessa altezza di quelli perimetrali.


Poi, una striscia di nastro adesivo applicata con molta attenzione per non alterare la posizione dei travetti, mi aiuterà a fissare le prime tavole evitando che questi si muovano.
A colla asciutta posso rimuovere lo scotch e proseguire la posa del tavolato. Le tavole sono tagliate a distanze regolari, mai superiori agli 8 centimetri, e la giuntura tra una tavola e la successiva coincide sempre con uno dei travetti d'appoggio.



Sopra il vano porta dell'accesso esterno al fondaco, il profilo delle pareti crea una rientranza che in un primo momento pensavo di chiudere con un arco in muratura. Poi però ho innalzato le pareti fino al soffitto e a questo punto copro il tutto con il solaio, semplicemente aggiungendo un travetto più corto.

Il solaio della zona che va dal muro di spina al limite posteriore della Domus (alla quale manca la parete di fondo) poggerà su una grossa trave sorretta da doppie mensole in pietra, analogamente a quanto fatto per il piano sottostante.


 


Terminata la travettatura, passo a coprire tutto il piano con le tavole, verificando nel contempo l'orizzontalità delle superfici. L'intera area di fondaco e loggiato, infatti, sarà occupata al primo piano dal grande salone, e dovrà risultare perfettamente uniforme.
Dal punto di vista dei materiali qualche differenza tra una zona e l'altra c'è, in quanto il legno delle assi è di diversa qualità. Nel negozio di bricolage in cui mi rifornisco avevano esaurito i listelli da me acquistati tempo prima, e nonostante un nuovo ordine fatto con largo anticipo, il materiale non è arrivato. Sembra che il distributore non sia molto affidabile, e per evitare futuri problemi ho fatto incetta di quanto restava in negozio, anche se a questo punto mi tocca usare legni diversi.
Comunque non è un grosso problema, visto che il pavimento del primo piano sarà lastricato con marmi colorati (eh eh) e le tavole resteranno visibili soltanto dal basso.


Mentre la struttura del loggiato resterà rimovibile per poter essere decorata nella parte inferiore, il solaio del fondaco può già essere collocato definitivamente, inglobando le teste dei travetti nei muri perimetrali e coprendo lo spazio lasciato dal muro di spina.
La superficie interna è stata precedentemente verniciata con smalto per legno, ma mi rendo conto soltanto adesso di non aver scattato nessuna foto dal basso. Lo vedremo più avanti!


Le tavole inserite di taglio che appaiono nell'ultima foto non sono un elemento costruttivo canonico, ma mi serviranno da guida per realizzare una soletta uniforme con il cemento, su cui poi andrà posato il pavimento vero e proprio...

MATERIALI:
legno, colla da contatto, smalto trasparente
STRUMENTI:
pinzette, carta abrasiva, seghetto, cutter, lime, pennello, nastro adesivo
MISURE (in cm):
trave: 0,8 x 0,8 x 14
travetti: 0,3 x 0,3 x 7-9
tavole: 0,15 x 0,4 x 8(max)
altezza del fondaco (dal pavimento ai travetti): 10,3



Costruzione 170: Parapetto in legno (2) e completamento dell'argano

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Torno ad occuparmi dell'argano e del parapetto, elementi di completamento del fondaco.
Il parapetto lo lo avevo già dato per finito, ma come spesso succede, si è insinuato pian piano il dubbio che in fondo avrei potuto fare di meglio.

Fermo restando che si può sempre fare di meglio e che al secondo tentativo ll'esperienza acquisita facilita il lavoro, in questo caso si tratta soltanto di un piccolo intervento che mantiene quasi inalterata la struttura precedente. Rimuoverò la corda e i gancetti ai quali è fissata, per delimitare anche questo lato del vano scala con una balaustra in legno.

Il risultato finale convince decisamente di più e dà uniformità a tutto l'ambiente.


La botte è un accessorio per modellismo navale che ho sistemato lì provvisoriamente, a modo di tavolo. Quando il fondaco sarà definitivamente chiuso mi occuperò anche di altri dettagli d'arredo che per il momento ho tralasciato.

Per quanto riguarda invece l'argano, è arrivato il momento di realizzare l'ultimo pezzo ancora mancante.
Il muro ha ormai ricoperto l'arcata della nicchia all'interno della quale si trova il rocchetto dell'argano, e sulla sua verticale sporge una mensola in pietra sormontata da due aperture.
Qui verranno immorsate le travi del braccio con la carrucola sulla quale scorrerà la corda.

L'elemento più delicato è rappresentato proprio dalla carrucola, per via delle dimensioni ridottissime.
La rotella è realizzata in legno, e viene fissata alla trave con un segmento di spillo (annerito sul fuoco), che ne permetterà il movimento. Le due travi, invece, sono tagliate ad incastro, in modo che il sostegno obliquo, sottoposto al peso del carico, non scorra lungo il braccio orizzontale alterando l'angolo che questo forma con la parete.


 Per rinforzare maggiormente la struttura, colloco due fasce in ferro attorno alla traversa orizzontale


Il pezzo ora è pronto per essere inserito nella muratura, alla quale verrà fissato definitivamente con una goccia di colla. La corda verrà parzialmente srotolata dal rocchetto e fatta passare attraverso la fessura della carrucola, scorrendo così sulla sua rotella.

Per il momento mi limiterò a provare il funzionamento dell'attrezzo con le dita e a bloccare la corda avvolgendola al gancio che ho inserito su un sostegno del rocchetto. In futuro aggiungerò alla sua estremità un peso (magari una botte simile a quella delle prime foto) che possa venire calato fino alla  cantina.


Una vista dall'alto del fondaco e del pavimento con i due portelli della botola:


E un'ultima immagine ripresa dal lato posteriore della Domus. La balaustra della scala è ancora alla prima versione, ma sono visibili i travetti del solaio in costruzione:



MATERIALI:
legno, ferro battuto, spillo, colla da contatto, colla bianca
STRUMENTI:
tenaglie, pinzette, carta abrasiva, cutter
MISURE (in cm):




Costruzione 166: Parapetto in legno e botola dell'argano

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Rieccomi ancora nel fondaco, questa volta per occuparmi della costruzione di due elementi collegati alla pavimentazione del piano ammezzato e rimandati fino ad ora per questioni di praticità.
Il primo riguarda la scala in legno che unisce i due livelli del fondaco, che ancora mancava di una ringhiera di protezione.
Il secondo invece appartiene alla struttura dell'argano, di cui vedremo il completamento in uno dei prossimi post.


Il pavimento in legno del fondaco è stato protetto finora da una pellicola trasparente che ne ha evitato in gran parte l'impolveramento, ma che mi impediva di mettere mano a questi dettagli tutto sommato minori. Ora che le pareti hanno raggiunto il livello del solaio superiore, le grandi cascate di polvere che si riversavano all'interno del fondaco durante la levigatura delle pietre non dovrebbero più ripresentarsi. E' giunto quindi il momento di dare al fondaco un aspetto più abitabile.

Per prima cosa, mettiamo in sicurezza la scala.
Unendo alcuni listelli di legno, creo un piccolo parapetto che delimiterà una parte dell'apertura sul pavimento del piano ammezzato, evitando cadute accidentali ai più distratti.
Il legno è lo stesso usato per i travetti del solaio, mentre i "chiodi" sono in realtà capocchie di spillo annerite sul fuoco, ma non hanno una vera e propria funzione strutturale, essendo il tutto tenuto insieme dalla colla.


Un secondo lato sarà delimitato da una semplice corda, fissata al parapetto e ad un secondo paletto tramite elementi metallici (gancetti per orecchini), già utilizzati come sostegno per le torce del loggiato.


Giunto in visita al centiere, il committente (che evidentemente non ha altro da fare) sembra apprezzare il lavoro svolto, quindi do questa parte per conclusa e... Come dice? Ah, vorrebbe una corda a modo di corrimano lungo tutta la lunghezza della scala? Sì, in effetti ho già inserito un anello nella parete proprio a questo scopo, ma manca ancora un aggancio al piano inferiore. Vedrò di sistemare la cosa al più presto, non si preoccupi! (E io che speravo non se ne accorgesse!)




Ecco. Ora, mentre il signore si guarda un po' intorno, passiamo ad occuparci del secondo elemento di questo post: la botola dell'argano.

Inizialmente pensavo di lasciare aperta la porzione di solaio antistante l'argano, delimitandola con un parapetto tipo quello appena visto o con una semplice corda. Poi però mi sono reso conto che si tratterebbe di un grosso spreco di spazio, che può invece essere utilizzato quando l'argano non è in funzione.
Ho pensato quindi a due portelli rimovibili dotati di maniglie che, quando chiusi, permettano l'estensione del piano calpestabile a tutta la superficie della botola.
Per permettere l'incastro dei portelli nel pavimento, dovevo in primo luogo creare una battuta d'appoggio, scalettando i due lati più lunghi del perimetro. Operazione portata a termine con righello, cutter e tantissima attenzione per non danneggiare la struttura del solaio.


Poi, una volta eseguite le opportune misurazioni, passo alla costruzione dei portelli iniziando l'assemblaggio dei telai.
Su una prima cornice (che include la battuta delle ante), monto un secondo riquadro (corrispondente alla superficie inferiore delle ante) rinforzato da traverse diagonali.


Poi è la volta delle tavole, che decido di disporre perpendicolarmente rispetto al tavolato del pavimento. Questo non solo per rendere più evidente la presenza della botola, ma anche per dare più resistenza alle ante, che verranno aperte appunto in senso longitudinale.


A questo scopo, ognuna delle ante sarà dotata di anelli in ferro che ne faciliteranno il sollevamento. Un paio di uomini con buone braccia dovrebbero essere sufficienti per eseguire l'operazione.


Per la realizzazione degli anelli, nessuna novità di sorta: il solito filo di ferro arrotolato con le pinze e ribattuto a martello per la forgiatura dei ganci.
I fori nel legno invece sono fatti con la punta più piccola del Dremel.


Ecco fatto! Ora si può camminare tranquillamente per il fondaco senza temere di cadere ad ogni passo.
Vediamo se il signore della casa è soddisfatto o ha qualcosa da ridire...


"Bello, bravo!"
Grazie, messere.
"Ma... l'argano non funziona ancora?"
Ehm... manca il braccio superiore. Devo montarlo e fissarlo alla muratura.
"E cosa aspetti?"
...

MATERIALI:
legno, colla da contatto, spago, filo di ferro, gancetti per orecchini
STRUMENTI:
tenaglie, pinze, pinzette, carta abrasiva, seghetto, cutter, righello, Dremel, martello
MISURE (in cm):
perimetro botola: 7,6 x 4,4
scalettatura battuta: 0,2
sezione listelli parapetto: 0,3
larghezza parapetto: 2,7