Costruzione 48: Scalini del portico e base dei pilastri

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Una volta che i muri perimetrali hanno raggiunto il livello della strada, è il momento di collocare le prime pietre della facciata. In particolare devo misurare e tagliare i pezzi dei due scalini che daranno accesso al portico lungo tutto il fronte dell'edificio e parte della facciata laterale.
Questa volta non posso usare le tenaglie, perché i pezzi sono più grossi e il taglio deve risultare preciso e pulito. Procedo quindi con il Dremel, ovviamente lavorando all'aperto.


Gli scalini sono formati da lastroni di pietra piuttosto ampi, che incorniciano sulla parte frontale il pavimento e separano i due diversi spazi del loggiato.Gli altri pezzi invece costituiscono la base dei pilastri del portico, e saranno rinforzati all'interno dall'armatura metallica.

Prima di incollare i pezzi li sistemo in modo provvisorio per verificare che le misure siano corrette.
Nell'accostarli gli uni agli altri ho una specie di deja-vu, e  mi rivedo bambino mentre gioco con i mattoncini del Lego. In effetti la situazione è alquanto simile...


Una limatina qua e là, e le pietre si incastrano perfettamente. Poi, sotto lo sguardo incuriosito del gatto che gira a suo piacimento per il cantiere, procedo alla posa definitiva.

La facciata della Domus, alla cui progettazione ho lavorato per mesi, inizia finalmente a prendere forma. Osservando la struttura cerco di visualizzare con la mente il resto del portico come se già fosse finito... ma prima di riuscire a vederlo davvero chissà quanto tempo passerà. 
Intanto però, dopo oggi  sono un gradino più avanti. Anzi, due!


MATERIALI:
ardesia, colla bianca

STRUMENTI:
Dremel + ruota diamantata, morsetto da tavolo, carta abrasiva

DIMENSIONI (in cm):
scalini: altezza 0,4 - larghezza (arcata grande) 13,2 - (arcata piccola) 5,7
pilastri: larghezza (da sinistra a destra) 2,5 / 2,3 / 2,4 - profondità 2,5



Progetto: Gli interni (1)

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Così come per la facciata, anche nell'illustrare lo sviluppo degli ambienti interni partirò dai primissimi studi, realizzati sulla prima versione del progetto. Questo in basso, già pubblicato tempo fa, illustra una possibile disposizione delle scale e le sezioni dei vari piani.


Come ho già detto, lo studio degli interni è stato posteriore a quello dell'aspetto esterno, ma a sua volta mi ha costretto ad apportare pesanti modifiche all'intero complesso. L'altezza dei piani ad esempio ha subito variazioni in base alla lunghezza delle scale ed allo spessore dei solai. 
Procedendo nello studio degli interni mi si venivano a porre nuovi problemi che in un primo momento sembravano insormontabili. Poi, con la ricerca di documentazione e l'avanzamento nella lettura dei libri da me acquistati, ho progressivamente ridisegnato il tutto, cercando di adattarlo alla mia idea originale.

Molti dubbi restano tuttora irrisolti, ma preferisco affrontarli nel dettaglio mano a mano che la costruzione procede. A differenza di quanto fatto all'inizio, infatti, non pretendo più di avere il progetto completo davanti a me, ma mi limito a mantenere un'idea generale della struttura, che vado affrontando "pezzo dopo pezzo" prima di iniziarne la costruzione. 

Un esempio: nel disegno a sinistra il portone principale appare come una semplice apertura rettangolare nel muro. Al momento in cui li realizzavo stavo ancora assemblando il pavimento della cantina con i mattoncini, quindi era abbastanza inutile perdere tempo studiando qualcosa che chissà quando avrei costruito. Sapevo che il portone si sarebbe trovato lì e quali sarebbero state approssimativamente le sue dimensioni, e tanto mi bastava. Il resto lo avrei risolto quando ci fossi arrivato.
Ora che, dopo più di un anno, sto costruendo le strutture del piano terreno, è giunto il momento di studiare nel dettaglio la forma dei muri, il movimento delle porte e il loro fissaggio agli stipiti in pietra... oltre a tutta una serie di elementi che non avrei potuto immaginare prima di trovarmi fisicamente a tagliare le pietre e i listelli di legno di cui sono composti.

La stessa cosa accade con le scale, i solai, le finestre, gli archi e tutti gli elementi visibili in questi disegni, realizzati quindi senza avere un'idea precisa della loro reale struttura.

Nelle seguenti immagini è possibile seguire l'evoluzione delle strutture interne della Domus in uno studio da me realizzato in Photoshop e poi abbandonato a causa delle modifiche apportate al progetto.


La scala , dall'idea iniziale di scalone voltato, si restringe e allunga notevolmente per raggiungere in un'unica rampa il primo piano. Le rampe di scalini in legno proseguono poi con rampe più brevi, mentre un corridoio porta sul retro dell'edificio, dove pensavo di collocare altre scale "minori". L'idea infatti era quella di separare gli ambienti privati da quelli di servizio e fare in modo che il personale (che alloggia all'ultimo piano) non debba incrociarsi mai con i signori della casa o con eventuali ospiti.


Ma... c'è un "ma": la struttura delle rampe a questo punto si è intricata eccessivamente ed è costruita su un'impalcatura in legno troppo complessa e poco documentata. E' pur vero che nella maggior parte dei casi non abbiamo testimonianza della ripartizione originale degli edifici medievali e delle scale, ricostruite in epoche più recenti, ma in linea di massima erano strutture semplici e dagli scopi puramente funzionali.
Spesso si trattava di rampe ripidissime addossate ad un muro perimetrale e chiuse sull'altro lato da un tramezzo. La prima rampa raggiungeva il primo piano seguendo una linea perpendicolare alla facciata, per poi voltare di 90° e salire fino al secondo. Da qui in poi, semplici rampe in legno appoggiate alla parete posteriore dell'edificio permettevano l'accesso ai piani superiori e al sottotetto.
Nel mio caso però non voglio occupare la parte posteriore della Domus con le scale, che ostruirebbero la vista agli ambienti interni. Allo stesso tempo mi piacerebbe che la struttura delle scale restasse visibile almeno in parte per essere ammirata a costruzione ultimata (sempre che il risultato lo meriti).


In alcuni casi, le rampe erano poste all'esterno dell'edificio, e raggiungevano i vari piani sui quali si aprivano porte di servizio e finestre. Non credo però che questo sistema fosse molto in uso a Genova, dove il clima umido e le abbondanti piogge avrebbero logorato in breve tempo le costruzioni in legno. Potrebbe essere però un'opzione valida per quelle famose scale di servizio, che magari potrebbero salire ai vari piani collegandosi direttamente con i magazzini ed il cortile interno...


Attualmente ho ripreso questi studi, lavorando su carta con squadre e matita. Il disegno dei prospetti in scala 1:1 mi permette di costruire i vari elementi sulla base delle misure esatte del disegno, verificando di volta in volta la loro correttezza con un semplice righello.

Insomma, avevo iniziato abbozzando il progetto a matita per poi passare "per praticità" ai mezzi digitali, e ora torno alla carta, cambiando ancora una volta metodo di lavoro. Alla fine non avrò per le mani nessun disegno completo del progetto, ma se nel frattempo sarò riuscito a mettere "pietra su pietra" potrò dire che l'obiettivo sarà stato raggiunto.
Allora magari riuscirò a catturare (su carta o su schermo) l'aspetto finale di quest'impresa!



Costruzione 47: Pavimentazione dell'ingresso

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Completata la porta in pietra della cantina e circoscritta l'area sulla quale sorgerà l'ingresso, è il momento di coprire la volta sottostante e livellare il suolo per permettere la posa del pavimento.

L'operazione di rincalzo della volta anticamente veniva effettuata con materiali di scarto recuperati dal cantiere o altrove e mescolati alla malta. Non avendo infatti una funzione portante, era utile che questo riempimento non comportasse un peso eccessivo per le volte. Spesso si usavano anfore e ceramiche, che permettevano di coprire grandi volumi alternando spazi vuoti al materiale di rincalzo.
Nel mio caso effettuo la riempitura mescolando il cemento ai sassolini di spiaggia, che essendo privi di spigoli mi permetteranno di ottenere una superficie più regolare e facilmente levigabile.

A questo punto posso procedere con la posa del pavimento, che ho deciso sarà coperto di piastrelle bianche e nere disposte a scacchiera, con andamento diagonale rispetto alle pareti.

Le piastrelle, composte da materiale ceramico, erano in vendita in un negozio di miniature (lo stesso in cui mi sono procurato le lampadine al neon) per la costruzione di case di bambola. Dall'aspetto polveroso e dal prezzo in pesetas scritto a penna sotto l'attuale etichetta, ne deduco che di per sé quelle piastrelle sono già un pezzo di storia. In effetti facendo una ricerca su internet non trovo traccia del modello né del produttore, cosa assai improbabile per un articolo in commercio, oltretutto prodotto negli USA.
La data del copyright (1988) potrebbe essere indicativa del tempo che questa busta ha passato a stagionare in negozio...


Le proporzioni ovviamente non corrispondono a quelle della Domus, ma risolvo il problema tagliando le tessere in 4 parti uguali. In scala 1:50, ogni pezzo misurerebbe circa 25cm di lato.


Dopo una semplice prova di composizione, disegno con la squadretta e la matita un fitto reticolo sul fondo in cemento, ormai asciutto. Queste linee guida mi saranno molto utili per collocare le piastrelle perfettamente parallele tra loro ed evitare fastidiosi effetti di curvatura.


Il taglio e la posa in sé saranno poi un lavoro di pazienza e precisione, che porterò avanti per qualche giorno inframezzandolo con la costruzione di altri elementi della Domus che vedremo più avanti.



A composizione finita, rifinisco i bordi esterni con piastrelle tagliate a triangolo per seguire il perimetro dei muri ed effettuo una levigatura sommaria della superficie, che ne smussa gli angoli e dà al pavimento un aspetto quasi consumato.


E almeno per il momento, do per concluso il pavimento dell'ingresso.

MATERIALI:
piastrelle per miniature, cemento + ghiaia, colla bianca

STRUMENTI:
matita, squadretta, filo orizzontale, paletta, uncino, pinzette, spatola, tenaglie, carta abrasiva

DIMENSIONI (in cm):
ingresso 5,7 x 5,7 - piastrelle 0,5 x 0,5 x 0,2



Documentazione: Costruttori e scultori medievali

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Un altro libro letto di recente è questo Costruttori e Scultori, scritto da Nicola Coldstream, archeologo e ricercatore inglese.


L'edizione in mio possesso è in spagnolo, ma suppongo ne esista anche una italiana. Allego comunque in fondo al post titolo e dati dell'edizione originale.

Non si tratta di un libro di utilità pratica per il mio progetto, ma è comunque interessante osservare il funzionamento di un cantiere medievale e il ruolo delle varie maestranze che vi lavorano. Il tutto ricostruito sulla base della documentazione, spesso frammentaria, giunta fino a noi, e che include contratti d'appalto, note spese, libri contabili dei committenti, riproduzioni pittoriche o miniature illustrate. Oltre ovviamente alle strutture originali, che sono la migliore testimonianza dell'abilità dei costruttori e dei progettisti dell'epoca.
Insomma, alzi la mano chi non ha mai sbirciato all'interno di un cantiere per vedere cosa combinano i muratori! Questo libro ce ne dà un'idea, e osservando le strutture in costruzione della mia casa in miniatura mi sembra quasi di vedere i vari scalpellini, carpentieri, fabbri e muratori mentre si danno da fare per portare avanti i lavori...


Scheda del libro:

Nicola Coldstream
Constructores y Escultores (Artesanos Medievales)
brossura - 72 pagine
cm 20 x 21
Ediciones AKAL, 2001
ISBN: 9788446008194 

Edizione originale:
Masons and Sculptors (Medieval Craftsmen)
British Museum Press, 1991



Progetto: Sviluppo di un complesso abitativo (2)

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Continua lo studio della Domus e degli edifici limitrofi.

Seguendo lo stesso schema impostato nella prima parte, realizzo altri disegni più o meno dettagliati per visualizzare le diverse possibilità.

In questo primo schizzo, scarabocchiato su un blocchetto di appunti, ritroviamo la Domus sulla destra, affiancata dall'edificio più basso e dalla torre, più alta e slanciata della precedente.
La facciata del palazzo principale è anch'essa una versione più evoluta, con il loggiato a due arcate anziché tre e il tetto merlato a due falde con spiovente sul fronte invece che ai lati. Compare un nuovo edificio nella parte posteriore, più basso e munito di un proprio accesso sul vicolo laterale.

Il complesso però continua ad essere costruito su due basi separate: Domus e casa piccola da una parte, torre, stalle e cucine dall'altra.

Le successive modifiche alle arcate della loggia, adesso di dimensioni differenti, mi portano ad ipotizzare un'ulteriore suddivisione della struttura anche nella parte frontale,con la riduzione della facciata principale ad un'unica arcata al piano terra e due ordini di finestre ai piani superiori.
L'edificio d'angolo, più basso e discontinuo rispetto al resto, ospiterebbe l'ingresso e vani di servizio.
Potrebbe trattarsi di una domus di precedente costruzione, ristrutturata ed accorpata al nuovo palazzo. La struttura manterrebbe così la funzione di accesso ai piani superiori, separati dal lato commerciale dell'edificio e dai magazzini.
Il vano scale sarebbe invece ospitato all'interno della torre, che adesso si troverebbe su questo lato del complesso, affacciata sul vicolo in salita.

Ora tutte queste strutture si trovano su un'unica base , ovvero quella attualmente in costruzione. I sotterranei farebbero quindi da base per tutti gli edifici, inclusa la torre, della quale è visibile una parte delle fondazioni all'interno della prigione sotterranea.

In un'ipotetica estensione del progetto (questa sì su una seconda base) potrebbero ancora trovare posto le stalle, l'armeria e magari un cortile interno, elemento piuttosto ricorrente in una casa medievale. Qui sarebbero alloggiati animali d'allevamento, un piccolo orto, un pozzo per l'approvvigionamento d'acqua...

Insomma, tutto l'occorrente perché il complesso risulti autosufficiente e possa ospitare tutti i membri della famiglia, oltre ai domestici e agli artigiani che vi lavorano.

Questo in sostanza è il progetto al quale sto attualmente lavorando, e almeno nel piano terreno (già in costruzione) ne rispetta la struttura.
Qui di seguito, una prova di colorazione eseguita sulla base di uno dei precedenti studi evidenzia l'uso dei diversi materiali e i volumi degli edifici.
Nuove modifiche saranno inevitabili mano a mano che procederò con studi più dettagliati e con la costruzione dei vari ambienti, ma diciamo che l'aspetto finale del complesso dovrebbe avvicinarsi molto a questo:





Costruzione 46: Ingresso - completamento della scala e stipiti in pietra

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Con la posa delle pietre che costituiscono la base dei muri portanti, iniziano a delinearsi gli spazi che ospiteranno gli ambienti del piano terreno della Domus.
Uno di questi è l'ingresso, ovvero la prima stanza nella quale verremmo a trovarci una volta superato il portone principale.
Nel nostro caso si tratta di un piccolo spazio a base approssimativamente quadrata sul quale si affacciano tre aperture: il portone appunto, che si apre sulla loggia frontale della casa; una porta più modesta che dà accesso ai sotterranei e un'alta arcata dalla quale si accede alle scale per i piani superiori.
Le ultime due aperture si trovano affiancate sulla parete opposta a quella del portone. A sinistra si scende in cantina, a destra si sale al piano mezzano ed agli alloggi privati.

Questo spazio ha subito vari rimaneggiamenti in fase progettuale. Inizialmente immaginavo qualcosa di più ampio e di maggiore impatto visivo, volto ad impressionare i futuri ospiti. Poi mi sono reso conto che la mia idea (qui a sinistra) era ispirata in gran parte all'atrio-scala cinque/seicentesco di cui Genova conserva ancora molti esempi. Poco  ha invece a che fare con gli ingressi delle case medievali, che in genere non presentavano grandi spazi e spesso si aprivano direttamente su ripide e strette scalinate, di difficile accesso ma facilmente difendibili in caso di attacco.

L'aspetto definitivo (anche se solo abbozzato) dopo varie modifiche dettate soprattutto dallo sviluppo delle scale, è quindi il seguente:


Adesso però lasciamo da parte la teoria e passiamo alla pratica.

In precedenza ho lavorato alla posa delle pietre lungo i muri perimetrali e al riempimento di alcune intercapedini. Ora dedicherò un po' di tempo alla costruzione dell'ingresso.

Prima di tutto restano da completare la volta di copertura della scala e le pareti in mattoni, che nell'ultimo tratto dovranno inserirsi nella struttura in pietra del piano terreno.
Lateralmente all'ultimo scalino in pietra, quindi, inizio ad alzare i blocchi perimetrali della porta, intersecandoli fino alla base della volta con i mattoni delle pareti, che a questo livello riprendono il loro corso orizzontale.
Il taglio delle pietre dev'essere accurato, trattandosi di porzioni di muro che ormai appartengono agli ambienti interni della casa. Prima di collocare ogni pezzo devo assicurarmi che la posizione sia quella corretta, perfettamente in squadra con il pavimento e le pareti e dalla forma il più possibile regolare.
Nonostante ciò, riesco a procedere con il taglio manuale senza dover ricorrere al Dremel se non per i pezzi più grossi e per qualche rifinitura sulle pietre già incollate.
Questo è un dettaglio non trascurabile, visto che la minore quantità di polvere mi consente di lavorare in casa al caldo.


Per aiutarmi a mantenere l'orizzontalità delle murature sono costretto a costruirmi una struttura in legno, che avrò modo di perfezionare nel tempo e della quale parlerò in un post apposito. Il filo bianco che appare in queste foto appartiene proprio a questa struttura e marca il livello del pavimento.

La forma della porta è molto semplice e consiste in un'apertura rettangolare chiusa in alto da architrave in pietra e munita di stipiti che ne regolarizzano il contorno. Al suo interno si collocherà un infisso in legno incernierato sul lato sinistro che si aprirà verso l'interno dell'ingresso.
A cornice completata però, mi rendo conto che l'altezza è eccessiva e procedo così a ribassarla troncando gli stipiti e sostituendo l'architrave, danneggiato durante l'operazione di distacco. Uno spreco di materiale che il padrone di casa mi metterà sicuramente in conto!
Tra l'altro posso anticiparvi che non sarà neppure l'ultimo, già che l'inserimento dell'infisso sarà tutt'altro che una passeggiata...


Comunque, mano a mano che gli stipiti crescono in altezza porto avanti anche la costruzione della volta, che raggiunta la verticale degli ultimi scalini dovrà piegarsi a ginocchio per ritrovarsi perpendicolare al muro.
Riciclando il cartone che avevo tagliato per costruire la volta, preparo un supporto curvo che mi aiuterà nella realizzazione di quest'ultimo tratto di copertura.


Per ora mi fermo qui. Appoggio la volta al suo posto e do per terminato questo primo elemento del piano terreno. Prima di procedere oltre con le pareti bisognerà occuparsi del pavimento...





Costruzione 45: Muri in pietra (2)

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Terminata la posa della prima fila di pietre lungo i muri perimetrali, devo iniziare ad occuparmi delle strutture interne. Prima però, è necessario riprendere le armature metalliche dei muri sotterranei per fare sì che continuino a svolgere il loro ruolo di irrigidimento della struttura sia lungo le pareti verticali che nei solai.
Con altro filo metallico, unisco i moncherini che spuntano tra le volte ormai fisse fino a formare un reticolo che abbraccia tutto il solaio. Poi prolungo alcune delle armature in verticale all'interno dei futuri muri portanti e dei pilastri.


Altro filo metallico fuoriesce dalle murature esterne per afferrarsi al suolo sui lati dove sorgeranno le vie pubbliche.


Nel frattempo i muri perimetrali crescono in altezza, raggiungendo alla terza fila il livello della strada. 
Da questo punto in poi, tutto quello che costruirò sarà visibile nella struttura esterna della Domus.
All'interno, al contrario, ci troviamo ancora sotto al livello del suolo. Il piano di calpestio del portico infatti è rialzato rispetto alla strada da due scalini, mentre un terzo, posto direttamente davanti all'uscio, darà accesso agli ambienti del piano terra.

Le doppie murature che sto lentamente costruendo sono comunemente definite "muri a sacco". Si tratta appunto di due muri semplici formati da pietre di forma squadrata e regolare, che correndo paralleli tra loro, creano un'intercapedine che viene poi riempita con altre pietre dalla forma meno regolare e materiali leganti.
E' una tecnica costruttiva seguita fin dall'antichità e comune anche in epoca medievale, quando tutte le murature che componevano l'edificio erano portanti e non esistevano strutture interne in ferro o acciaio.
 
Nel mio caso lo strato interno sarà costituito da cemento mescolato a ghiaia fine o sassolini di spiaggia, mentre nei punti dove le strutture metalliche si uniscono tra loro (per esempio alla base dei pilastri) effettuerò delle vere e proprie colate di colla. Il risultato dovrebbe essere a prova di terremoto.



In questa fase del lavoro procedo anche al rincalzo della volta a botte della cisterna e alla definizione di quello che sarà l'atrio d'ingresso della casa. Il reticolo murario di copertura delle volte non è ancora completo, ma per poterlo terminare ho bisogno prima di chiudere l'ultima volta dei sotterranei. Questa a sua volta non può essere fissata definitivamente fino a quando non avrò completato la volta a botte della scala. Il prossimo passo quindi sarà quello di completare la struttura della scala e la porta che mette in comunicazione l'atrio con la cantina.