Costruzione 139: Argano in legno (1)

| ۩ | 0 commenti

Come avevo scritto in un vecchio post in cui esponevo lo sviluppo del prospetto laterale, il fondaco sarà dotato di un argano per lo spostamento delle merci tra sotterranei, piano terreno e piano ammezzato.

In un primo momento l'argano doveva essere collocato al piano terreno, ma lo spazio esiguo tra il muro e la botola mi convinse a spostare tutto al piano superiore, portandomi così a realizzare i beccatelli (poi modificati) e la struttura in aggetto del piano ammezzato.

Avendo già costruito le scanalature necessarie alla rotazione dell'argano, decisi di rimuovere in blocco quella porzione di muro per ricollocarla sul piano ammezzato quando la costruzione fosse giunta all'altezza prevista.

Per il momento mi concentrerò sugli interni, mentre del prospetto esterno tratterò in un altro post.

Una volta raggiunto il livello del piano ammezzato, lo spostamento in aggetto della parete permette al pavimento di guadagnare quel mezzo metro in più (un centimetro, in scala) che renderà più agevole l'utilizzo dell'argano.
La nicchia nel muro verrà successivamente ridotta in ampiezza per far sì che la finestra risulti centrale rispetto all'arcata che la coprirà.


Anche la costruzione del rocchetto cilindrico e delle mensole che lo sostengono, inizia all'epoca della costruzione del piano terreno e viene poi sospesa in attesa del momento più opportuno.
Ottengo il cilindro levigando un perno in legno e forandolo alle due estremità. Nei fori inserisco ad incastro due segmenti di uno stuzzicadenti, che fungeranno da perni di rotazione.
Le mensole di sostegno sono ricavate invece dallo stesso legno usato per le travi del solaio.



Gli stuzzicadenti più comuni che si trovano in commercio qui in Spagna, sono ad una sola punta e presentano una particolare lavorazione a scanalature all'estremità posteriore.
Mi sono sempre chiesto come avrei potuto sfruttare questa cosa nella costruzione della Domus (senza però arrivare a questi estremi). Ora, avendo la necessità di realizzare le leve per il mio argano, ho pensato immediatamente ai "palillos de dientes" e ne ho acquistato una scatola.
Me ne serviranno solo otto, da inserire in altrettanti fori praticati sul cilindro principale.

La posizione delle leve è misurata accuratamente perché queste possano ruotare all'interno delle scanalature del muro senza incontrare resistenza.


Il passo successivo è la verniciatura e l'inserimento della corda (un tratto di spago sottile e senza sfilacciature venduto appositamente per la realizzazione di collanine).
Per fissarlo al rocchetto, apro un altro foro al centro del cilindro nel quale inserisco un'estremità dello spago con una goccia di colla.
Il resto della corda è avvolta sul cilindro e bloccata temporaneamente con un pezzo di nastro adesivo.


 Fatto questo, la prima parte dell'argano è completata e può essere inserita definitivamente nel muro del fondaco, che prosegue con un blocco sul quale continuano le scanalature verticali.




A questo punto la costruzione dell'argano deve nuovamente interrompersi fino a che non sarà possibile inserire nel muro il braccio con la carrucola che completerà la struttura...

MATERIALI:
ardesia, legno, stuzzicadenti, spago, colla bianca
STRUMENTI:
tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, Dremel con punta per legno, lima circolare
MISURE (in cm):
larghezza totale: 4
cilindro: 2,2 x 0,7 (ø)
mensole: 2,5 x 0,5 x 1
leve: 2,9 x 0,25 (ø)
sporgenza delle mensole: 1,6
sporgenza massima: 2,2




Construcción 36: Celda subterránea (2)

| ۩ | 0 commenti

En la primera parte hemos dejado la celda subterránea casi terminada, con las rejas y la puerta de hierro ya instaladas y unas anillas clavadas en la pared.
Es el momento de rematarla con los últimos detalles antes de cerrar las bóvedas.


Primero me gustaría realizar un lecho de paja que servirá a los prisioneros para tumbarse y para recoger sangre y otras porquerías que podrían estropear mi precioso suelo.
Para hacerlo usaré una madeja de cáñamo encontrada en una zona de obras.


Tras haberla limpiado muy bien (ha quedado a la intemperie durante un tiempo y estaba llena de polvo), aparto los hilos más gruesos que resultarían fuera de escala, y la voy cortando con unas tijeras.


Unos simples tijeretazos y ya se va pareciendo más a un montón de paja.
Ahora la coloco sobre un soporte provisional (en este caso un cartón) y la voy mojando con un poco de cola spray que he comprado aposta para este trabajo.
Dejo secar unos minutos, luego la retiro del cartón y la presiono ligeramente con los dedos, aplastándola de manera uniforme.
Mi lecho de paja ya está listo para ser colocado dentro de la celda.


Ahora pulverizaré el suelo con un poco más de cola, para que la paja se quede bien fija. Ya sí puedo colocar el lecho, presionándo suavemente con una pequeña espátula y añadiendo unos hilos más en los rincones para cubrir toda la superficie.
En una esquina coloco un pequeño cubo de madera, comprado junto con otros accesorios para maquetas navales. ¡Y ya tenemos water!


En el centro de la bóveda coloco una anilla de hierro parecida a las que ya puse en la pared, y a través de ésta inserto una cadena que quedará colgando a media altura. Será útil para inmovilizar los prisioneros menos colaborativos y convencerlos con métodos más eficaces.
Además dejaré en el suelo una cadena corta con dos anillas en les extremidades que servirá para atar los tobillos de los cautivos.

El interior de la celda ya se presenta mucho más acogedor. Tan sólo faltan las bóvedas, que tendré que retocar para que encajen perfectamente con la estructura. De momento, puedo colocarlas de forma provisional para comprobar el efecto final.


Se me olvidaba un último detalle: para que se vea que esta prisión no es un elemento de adorno y se usa con regularidad, voy a decorar las paredes con unos graffiti, supuestamente dejados por algún prisionero durante su larga estancia en este lugar...


Muy bien, ya creo que no falte nada más (a parte los invitados, claro).




Costruzione 138: Pavimentazione dell'ingresso laterale

| ۩ | 0 commenti

Finora ho lasciato un po' da parte la costruzione dell'ingresso secondario, anche perché dopo il livellamento del fondo, ho rimandato la posa delle piastrelle per dedicarmi alla costruzione del sottosuolo e del vicolo laterale.
Fin dall'inizio, comunque, l'idea era quella di pavimentare questo locale con gli stessi materiali usati per l'ingresso principale, ovvero le piastrelle bianche e nere.

Il perimetro della stanza è un rettangolo di 6x8 cm, su cui si affacciano ben 5 aperture, delle quali 2 dotate di infissi. Queste ultime sono il portone che dà sul vicolo e una porticina di accesso al fondaco. Sulla parete di fondo invece, tramite due alte arcate, si raggiungono le scale: a sinistra la rampa che scende verso l'ingresso principale e a destra quella che sale verso il primo piano.
La quinta apertura è rappresentata dalla parete posteriore, assente (come in tutta la Domus) per dare visibilità agli interni.

Una volta completato il rinfianco della volta in pietra ed innalzati i muri perimetrali, procedo alla preparazione del fondo, controllando con la livella che sia perfettamente orizzontale.
Nel frattempo colloco anche l'ultimo scalino della rampa in pietra, che si trova già al livello a cui giungerà il pavimento dopo la posa delle piastrelle.


Anche sulla facciata laterale sono presenti alcuni scalini, particolarmente ripidi, che raggiungono il livello stradale.
Sul prospetto è visibile pure un elemento piuttosto particolare, del quale parlerò meglio più avanti. Ne accenno brevemente, dato che appare nelle foto: si tratta di un canale di scolo interno al muro e che scaricherà direttamente nel vicolo. Cosa scaricherà? Questo non ve lo dico.


Ma torniamo al nostro pavimento.
Ora che la superficie è liscia ed asciutta, disegno a matita una griglia di riferimento per la disposizione delle piastrelle ed inizio la posa.


Il letto è formato da un sottile strato di colla bianca che stendo mano a mano che la posa procede, per evitare che vada seccandosi.


Completata la superficie con le piastrelle quadrate, restano da riempire i bordi con triangoli tagliati su misura e lasciar riposare perché tutti i pezzi risultino ben saldi al momento della carteggiatura.


Con l'azione abrasiva del disco diamantato del Dremel (prima) e della carta vetro a grana fine (dopo), le piastrelle diventano leggermente più opache e quelle nere in particolare sbiadiscono assumendo un tono grigio. Questo dà al pavimento un aspetto più consumato, accentuato dal fatto che ora la superficie risulta più liscia ma non perfettamente piana, come nei pavimenti antichi.



La colla ha fatto la sua parte e nessuna piastrella è saltata durante la carteggiatura, neppure quelle poste sul bordo posteriore.

Proprio su queste mi concentrerò adesso, ritagliandole in linea retta lungo il profilo del pavimento. Ancora una volta, uso il disco diamantato per fare un lavoro pulito e preciso.
Poi, passo a un'ultima operazione cui non avevo sottoposto il pavimento dell'ingresso principale, ma che in questo caso potrebbe essere utile per dare al suolo un aspetto più uniforme: la riempitura dei giunti.
Non userò il cemento, perché ho già potuto comprovare che sporcherebbe eccessivamente le piastrelle bianche. Questa volta proverò con il gesso.

Cospargo tutto il pavimento con il gesso bianco, facendolo entrare per bene nelle fessure tra le piastrelle, e prima che sia del tutto asciutto, ne rimuovo gli eccessi con a spatola.


Dopo l'asciugatura definitiva, invece, tornerò ad usare la carta vetrata e diversi strumenti di precisione per ripulire gli angoli e la base dei muri.


Non so se in futuro si renderà necessaria una verniciatura, come al piano terra.
Per ora lo considero completato poi si vedrà!




MATERIALI:
piastrelle per miniature, colla bianca, gesso
STRUMENTI:
livella, matita, tenaglie, pinzette, carta abrasiva a grana fine, Dremel con disco diamantato, spatola, punteruolo
MISURE (in cm):
superfcie della stanza: 6 x 8
dimensioni piastrelle: 0,5 x 0,5 x 0,2