Costruzione 173: Portone laterale (2) - infissi e completamento muratura

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Abbiamo lasciato la costruzione del portone laterale al momento dell'inserimento delle mensole e del fregio romano che svolge il ruolo di architrave. Ora volgiamo il nostro sguardo all'interno, dove è arrivato il momento di montare il portone vero e proprio.

La costruzione dell'infisso inizia dal telaio, formato da montanti e traversi rinforzati diagonalmente da quattro traversi obliqui. I montanti esterni sono prolungati oltre i traversi superiori ed inferiori e arrotondati alle estremità per permetterne la rotazione all'interno delle guide.


Un primo tavolato (orizzontale) ricopre la superficie esterna, formando anche la battuta di chiusura, mentre quella interna sarà rifinita da lunghe tavole verticali.
Dopo l'asciugatura della colla, le superfici vengono levigate ed eventualmente limate per permettere il corretto movimento delle ante all'interno del vano porta e verificarne la chiusura.


Il paramento esterno, come nel caso del portone principale, verrà completato dalla chiodatura. Questa sarà, almeno in parte, semplicemente decorativa, visto che avrà una funzione strutturale soltanto là dove i chiodi coincideranno con i traversi del telaio.

Per la realizzazione dei chiodi il procedimento è lo stesso già visto in varie occasioni: bruciatura degli spilli, taglio delle capocchie, inserimento nel portone.


Per facilitare quest'ultimo passaggio, realizzo dei piccoli fori a distanze regolari sul tavolato esterno.
Ogni chiodo verrà comunque fissato con una goccia di colla e la verniciatura finale eviterà che questi possano staccarsi accidentalmente.



Alla chiodatura esterna si aggiunge un piccolo batacchio realizzato in ferro battuto ed inserito nell'anta destra del portone. All'interno, invece, i sistemi di bloccaggio sono rappresentati da un chiavistello scorrevole (la cricca) e da un paletto verticale che si inserirà in un apposito foro realizzato nel pavimento.


Questo foro, che mi sarebbe costato tanta fatica fino a poco tempo fa (e probabilmente anche la rottura della pietra), è reso possibile dal recente acquisto da un nuovo set di punte diamantate per il Dremel.


Con la verniciatura, la costruzione dell'infisso si può considerare terminata. Torno quindi ad occuparmi dei muri, completando il paramento esterno con un arco di scarico a tutto sesto che coronerà il portone alleggerendo il carico sull'architrave e rappresentando anche un elemento decorativo della facciata.


All'interno, blocco definitivamente i montanti del portone con le due asole in pietra e completo la struttura con un altro archetto cieco al cui interno potrei collocare un elemento sacro a "protezione" della casa, come la madonnina dell'ingresso principale. Di questi dettagli però mi occuperò più avanti.
Per il momento, in attesa di completare la struttura interna con il solaio in legno e chiudere la facciata al livello degli archetti pensili, questo è l'aspetto dell'ingresso laterale:



MATERIALI:
legno, spilli, filo di ferro, ardesia, colla bianca, colla da contatto, smalto trasparente
STRUMENTI:
tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, cutter, Dremel con punte diamantate e punte per legno, pennello
MISURE (in cm):
luce arco esterno: 2,8
architrave: 3,8
vano porta interno: 6,4 x 4,1



Costruzione 172: Solaio del piano nobile (3) - Cassettoni del loggiato

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Mentre il solaio di copertura del fondaco ha una struttura semplice fatta di travi, travetti e tavole, quella del loggiato presenta all'intradosso una decorazione più ricca, volta a valorizzare questo ambiente che ricopre un ruolo non solo pratico, ma anche di rappresentanza. Molti "riti" famigliari, infatti, vengono celebrati sotto il portico, soprattutto nella bella stagione, e una decorazione efficace può fare la differenza con amici e parenti invitati.

Nella prima parte abbiamo visto la posa della trave rompitratta, delle mensole in pietra e dei travetti. Adesso è la volta del tavolato, che va a chiudere tutti gli spazi fra i travetti dando già l'illusione che il solaio sia terminato.

Questo però non è che l'inizio, visto che la fase più lunga (e se vogliamo anche un po' noiosa) del lavoro sarà il taglio e il montaggio dei pezzi che compongono i cassettoni.
Prima di tutto bisogna tagliare gli altri travetti (più piccoli dei precedenti) e collocarli a distanza regolare uno dall'altro (1 cm) fino a formare una griglia quadrata.

Ora, all'interno di ogni quadrato dovrà essere inserito un elemento decorativo.
Se iniziassi adesso il lavoro, forse opterei per delle tavole quadrate dipinte con elementi floreali, magari usando colori diversi o alternando cassettoni "pieni" e "vuoti".
Si dà il caso però, che questa parte del lavoro sia stata progettata fin dall'inizio sulla base di alcuni pezzi acquistati anni fa in un negozio di accessori per bigiotteria. In uno dei primi post del blog accennavo all'acquisto di questi materiali, che per tutto questo tempo sono rimasti in un cassetto in attesa del loro utilizzo.


L'idea era quella di inserire un intero rosettone in ogni singolo riquadro, ma all'epoca non avevo bene in mente quale fosse la scala del modello e le dimensioni dei cassettoni si sono rivelate ben diverse. Ogni pezzo infatti copre la superficie di quattro riquadri.
Questo inizialmente sembra un problema insormontabile, ma visto il disegno simmetrico dei pezzi e le proporzioni quasi perfette di 1/4, provo a tagliare ogni rosone in quattro parti uguali, da collocarsi in quattro diversi cassettoni, pur mantenendo un unico centro per la composizione del disegno.


Ho detto che le proporzioni erano QUASI perfette... difatti, ogni elemento va un po' limato su tutti e quattro i lati prima di poter essere inserito al suo posto. E' questa la parte noiosa del lavoro cui mi riferivo prima. Fortunatamente, trattandosi di un lavoro piuttosto meccanico che non produce troppa polvere, può essere svolto ovunque, e si presta ad essere portato avanti poco per volta (magari anche dopo cena guardando un film).


Una volta che la composizione dei pezzi è conclusa, do una bella verniciata con smalto trasparente per proteggere il legno e rinforzare il tutto.



Lascio asciugare per un paio di giorni già in posizione, per evitare che il pezzo si deformi e non coincida più con il perimetro murario.
In queste foto lo smalto è ancora fresco e manca qualche pezzo di muro che collocherò solo al momento della chiusura, ma l'aspetto del loggiato è già quello definitivo.





MATERIALI:
legno, elementi metallici, colla da contatto, smalto trasparente
STRUMENTI:
tenaglie, pinzette, carta abrasiva, righello, pennello
MISURE (in cm):
cassettoni: 1 x 1;
sezione travetti: 0,3 x 0,3;
sezione travetti piccoli: 0,2 x 0,2;
sezione trave rompitratta: 0,7 x 0,7.



Costruzione 171: Solaio del piano nobile (2) - travettatura e tavolato

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Per quanto riguarda il solaio del piano nobile, eravamo rimasti alla travettatura del loggiato, realizzata su mensole in pietra sporgenti dalle pareti parallele alla facciata.
Qui a lato potete vedere la griglia completa in controluce.

Ora resta da compiere la stessa operazione sul perimetro del fondaco, dove però i travetti verranno immorsati direttamente nei muri senza l'uso delle mensole. Se da una parte, quindi, la resistenza del solaio si vedrà ridotta a causa della loro assenza, dall'altra compenserò riducendo anche la distanza fra i travetti (da 1 cm a 8 mm).
Nella travettatura del loggiato, infatti, avevo bisogno di uno spazio maggiore per la decorazione a "cassettoni" (che descriverò in un altro post).

I travetti vengono inizialmente posati tra il muro frontale del fondaco e il muro di spina, dopo averlo leggermente rialzato con lastre di ardesia per raggiungere la stessa altezza di quelli perimetrali.


Poi, una striscia di nastro adesivo applicata con molta attenzione per non alterare la posizione dei travetti, mi aiuterà a fissare le prime tavole evitando che questi si muovano.
A colla asciutta posso rimuovere lo scotch e proseguire la posa del tavolato. Le tavole sono tagliate a distanze regolari, mai superiori agli 8 centimetri, e la giuntura tra una tavola e la successiva coincide sempre con uno dei travetti d'appoggio.



Sopra il vano porta dell'accesso esterno al fondaco, il profilo delle pareti crea una rientranza che in un primo momento pensavo di chiudere con un arco in muratura. Poi però ho innalzato le pareti fino al soffitto e a questo punto copro il tutto con il solaio, semplicemente aggiungendo un travetto più corto.

Il solaio della zona che va dal muro di spina al limite posteriore della Domus (alla quale manca la parete di fondo) poggerà su una grossa trave sorretta da doppie mensole in pietra, analogamente a quanto fatto per il piano sottostante.


 


Terminata la travettatura, passo a coprire tutto il piano con le tavole, verificando nel contempo l'orizzontalità delle superfici. L'intera area di fondaco e loggiato, infatti, sarà occupata al primo piano dal grande salone, e dovrà risultare perfettamente uniforme.
Dal punto di vista dei materiali qualche differenza tra una zona e l'altra c'è, in quanto il legno delle assi è di diversa qualità. Nel negozio di bricolage in cui mi rifornisco avevano esaurito i listelli da me acquistati tempo prima, e nonostante un nuovo ordine fatto con largo anticipo, il materiale non è arrivato. Sembra che il distributore non sia molto affidabile, e per evitare futuri problemi ho fatto incetta di quanto restava in negozio, anche se a questo punto mi tocca usare legni diversi.
Comunque non è un grosso problema, visto che il pavimento del primo piano sarà lastricato con marmi colorati (eh eh) e le tavole resteranno visibili soltanto dal basso.


Mentre la struttura del loggiato resterà rimovibile per poter essere decorata nella parte inferiore, il solaio del fondaco può già essere collocato definitivamente, inglobando le teste dei travetti nei muri perimetrali e coprendo lo spazio lasciato dal muro di spina.
La superficie interna è stata precedentemente verniciata con smalto per legno, ma mi rendo conto soltanto adesso di non aver scattato nessuna foto dal basso. Lo vedremo più avanti!


Le tavole inserite di taglio che appaiono nell'ultima foto non sono un elemento costruttivo canonico, ma mi serviranno da guida per realizzare una soletta uniforme con il cemento, su cui poi andrà posato il pavimento vero e proprio...

MATERIALI:
legno, colla da contatto, smalto trasparente
STRUMENTI:
pinzette, carta abrasiva, seghetto, cutter, lime, pennello, nastro adesivo
MISURE (in cm):
trave: 0,8 x 0,8 x 14
travetti: 0,3 x 0,3 x 7-9
tavole: 0,15 x 0,4 x 8(max)
altezza del fondaco (dal pavimento ai travetti): 10,3