Domus cam: Il taglialegna

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La costruzione della Domus avanza poco a poco ma è ancora ben lontana dall'essere abitabile.
Nonostante questo, alcuni ambienti, opportunamente protetti dalla polvere del cantiere e da possibili intrusioni, sono già agibili e pronti all'uso. 
E' il caso della legnaia e del piano basso del fondaco, che in questi ultimi giorni di gennaio stanno vedendo un certo movimento al loro interno.

Sembra infatti che il padrone di casa abbia una gran fretta di rientrare in parte dei costi sostenuti per la costruzione della sua bella dimora. Così, mentre ai piani superiori si continua a costruire, nelle zone adibite a bottega c'è chi inizia a lavorare.

Ecco qui uno dei giovani apprendisti spedito dal suo maestro a tagliare legna sul retro della Domus.
Spero per lui che sappia come usare quella scure...




Costruzione 107: Lunetta del portone d'ingresso (2) - Affresco murale

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Ed eccoci arrivati alla realizzazione del primo affresco murale della Domus.

Come accennavo nel post precedente, questo elemento deve avere un forte valore rappresentativo e simbolico atto ad impressionare gli ospiti ma anche chi la Domus la vede solo dall'esterno.
Dopo uno studio del soggetto, che va dal "castelluccio" rappresentato anticamente sulle monete genovesi, al disegno di uno scudo o di uno stendardo famigliare, scelgo di rappresentare la figura di San Giorgio nella classica posa a cavallo mentre trafigge il drago con la lancia.

Questo soggetto, oltre ad essere rappresentativo della religiosità della famiglia, era il simbolo della città, probabilmente fin dall'epoca delle crociate.
L'immagine cui faccio riferimento è quella del gonfalone ufficiale della città, ancora oggi usato durante cerimonie ufficiali e commemorazioni storiche.
Il disegno si adatta facilmente alla lunetta ogivale, come si vede da questa prima bozza fuori scala realizzata su carta.

A questo punto il problema che si pone è di carattere tecnico: come disegnare l'affresco e su quale supporto?
Già da tempo avevo studiato un metodo che consisteva nel realizzare una superficie molto sottile con del gesso bianco per poi dipingerla a tempera o acquerello ed applicarla sul fondo della lunetta con la colla, magari esercitando una certa pressione con le dita per creare delle crepe superficiali...
Il caso però vuole che poco tempo dopo mi  venga a trovare a casa di conoscenti per aiutare nello sgombero dell'appartamento. I muri non sono in buone condizioni e  in alcuni tratti l'intonaco si sta già staccando.

Il resto viene da sé: al mio ritorno a casa ho quanto mi serve per affrescare la cappella sistina in miniatura...
Il materiale è formato da diversi strati di vernice sintetica e quindi piuttosto plastico e resistente, e la superficie ha la consistenza perfetta per poter sembrare un intonaco antico senza ulteriori carteggiature che lo renderebbero eccessivamente lucido.

Su questa base realizzo il disegno a matita, questa volta con le misure precise della lunetta


Per colorare il mio affresco provo inizialmente ad usare colori acrilici piuttosto diluiti, anche se il tono è un po' troppo acceso per i miei gusti. Le dimensioni sono molto ridotte e risulta difficile mantenere il livello di dettaglio del disegno, anche con il nuovo pennello a punta fine acquistato per l'occasione.


Per definire meglio la figura, una volta asciutta la tempera intervengo sui bordi con un pennarello nero. Ciò che ne risulta ha un aspetto abbastanza convincente, ma più che un affresco ricorda un codice miniato su carta o pergamena.


Come spesso accade affrontando la costruzione di nuovi elementi, anche in questo caso non va "buona la prima", ma si rende necessaria una ripetizione di tutto il processo allo scopo di ottenere migliori risultati.
Questa volta userò gli acquerelli invece delle tempere, eliminando inoltre il fregio lungo l'arcata, che interferirebbe con le modanature in pietra.

Il risultato è il seguente:


Stavolta niente ritocchi a pennarello, solo qualche tratto a matita qua e là. Il disegno è meno definito nei dettagli ma ricorda decisamente di più una pittura murale.

Grazie alla resistenza dell'intonaco, posso ritagliare agevolmente l'affresco con le forbici senza che questo si rompa e provare quindi a montarlo sugli elementi in pietra.


 Per comporre definitivamente la lunetta sarà sufficiente completare la struttura ed incollare tutti i pezzi, cosa di cui mi occuperò nel prossimo post...



MATERIALI:
un frammento d'intonaco bianco
STRUMENTI:
acquerelli, tempere, pennarello nero, pastello nero, pennellino a punta fine, matita 0,5 2B, forbici
MISURE (in cm):
3,6 x 2,4
spessore intonaco: < 0,1




[ENG] Construction 013: Water cistern

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Construcción 13: Cisterna de agua

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Durante la construcción del subterráneo, además del túnel y del acceso lateral, incluyo otro elemento que en principio no estaba previsto en el proyecto: la cisterna de agua.

Se encuentra a la derecha bajando la rampa de escaleras que de la planta baja lleva a la cantina.
La bóveda que cierra esta parte del sótano está provista de un hoyo que permitirá el movimiento del cubo entre el subterráneo y las plantas superiores. Así los pobres sirvientes no tendrán que subir las empinadas escaleras cargando con el cubo lleno cada vez que la señora quiera un vasito de agua.


El interior de la cisterna está sin acabar, ya que la idea de su construcción surgió a obras ya avanzadas y en su lugar tenía que haber sólo muro. Hubiera preferido terminar toda la estructura, aunque desde el punto de vista estético no cambiaría nada., ya que el interior quedará oculto.


La bóveda de cañón, a diferencia de la del túnel, está realizada colocando los ladrillos en posición tumbada y apoya sobre dos vigas de madera.


La puerta que cierra la cisterna en principio es de madera y está compuesta por seis pequeñas tablas. De todos modos es provisional, y la versión definitiva estará hecha de hierro.




Para la construcción de la puerta definitiva usaré algunos fragmentos de hierro encontrados en la playa.


Voy recortando la silueta de la puerta con el serrucho para metales (por lo menos esta vez lo uso para lo que ha sido creado y no para cortar piedras). Después, tras haber excavado unos surcos en los bordes laterales, lo envuelvo con alambre hasta formar unas bandas horizontales.


Un pequeño agujero a un lado sirve para colocar una anilla a modo de tirador. Luego dejo la puerta sumergida en agua durante unas horas para envejecer la superficie con una ligera capa de óxido.


Quizás le eche también un poco de esmalte, pero eso cuando los muros estén terminados...



Costruzione 106: Lunetta del portone d'ingresso (1) - Arco ogivale bicolore

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Finito l'assemblaggio del solaio in legno per il piano ammezzato del fondaco, torno alla parte frontale della Domus, occupandomi nuovamente del portone d'ingresso

Anzi, più che del portone in sé, di quello che ci sta sopra.
L'architrave infatti sarà sormontato da un arco di scarico che, a differenza di quelli costruiti sopra le porte del fondaco, sarà a sesto acuto ed avrà una funzione decorativa oltre che strutturale, essendo realizzato con l'alternanza di marmo bianco e ardesia.
La lunetta al suo interno sarà ulteriormente decorata, ma di questo parleremo più avanti.

Come in precedenti occasioni, l'assemblaggio dei pezzi avviene sulla stampa in scala 1:1 del progetto. Nel taglio delle pietre, approssimativamente trapezoidali, cerco di curare maggiormente le superfici laterali perché combacino tra loro e convergano in modo regolare verso il centro dell'arco.
L'estradosso e l'intradosso avrò modo di perfezionarli una volta incollati i cunei tra loro.
L'unico pezzo che mi dà qualche grattacapo in più è la chiave, che riesco però a realizzare al secondo tentativo.



Dopo aver ulteriormente rinforzato la superficie posteriore dell'arco con abbondante colla, procedo alle rifiniture con le lime e la ruota abrasiva del Dremel.


A questo punto posso occuparmi del fondo della lunetta, che sarà realizzato con lastre di ardesia piuttosto sottili e servirà da base per l'affresco murale. 
Ecco, ormai l'ho detto: la lunetta d'ingresso sarà affrescata, dando così da subito a chi entra nella Domus la misura della ricchezza dei suoi proprietari.
Il soggetto dell'affresco comunque non sarà quello che si vede in queste immagini. In quel caso si trattava semplicemente di una prova che successivamente avrei "riconvertito" a logo del Domus project.
Ma tornando al fondo:


Per incollare le sottili lastre evitando sbavature e imprecisioni, dopo aver composto la lunetta nella sua forma definitiva applico un paio di strisce di nastro adesivo sulla superficie frontale, per poi distribuire la colla sul retro. Una volta asciutta, posso rimuovere lo scotch e la lunetta è pronta.


Nonostante le apparenze il lavoro di taglio della pietra non è ancora finito. Anzi, ora viene la parte più difficile e meno studiata. Infatti, procederò per tentativi.
Si tratta di realizzare le modanature interne alla lunetta, che ne seguono la curvatura arricchendola esteticamente. Elementi di questo tipo sono molto comuni negli edifici medievali genovesi, non solo religiosi ma anche civili e militari (ad esempio le porte principali della città).
Il mio problema però sono le dimensioni ridottissime e il taglio curvo, che difficilmente riuscirò a realizzare evitando la rottura dei pezzi.

Il primo tentativo lo effettuo con il marmo, materiale usato nelle costruzioni originali. Non è un tentativo molto convinto perché già so che a questo livello la pietra non regge una lavorazione così minuziosa e si sbriciola.
Però volevo poter dire di averci provato.

La seconda prova vede invece l'uso della pietra artificiale, raccolta anni fa per un altro progetto ed avanzata in modesta quantità.
Anche qui il taglio curvo mi crea qualche problema, ma il materiale sintetico è veramente resistente e non riuscirei a romperlo con le dita neanche volendo.

Poco a poco ritaglio dalla barra uno dei due segmenti usando la ruota diamantata. Il listello sarà spesso sì e no 4 millimetri, ma la resistenza della pietra è tale che riesco a tagliarlo longitudinalmente per ottenere le due curve necessarie alla lunetta senza dover ritagliare anche il secondo profilo.


Pur se non ce ne sarebbe bisogno, riduco la lunghezza delle modanature alla metà (nelle strutture reali i pezzi non sono mai così lunghi ed ogni modanatura è formata da quattro o più segmenti) per ottenere un tocco di realismo in più.

Per l'inserimento delle modanature nella lunetta mi vedo costretto ad incidere leggermente l'intradosso dell'arco perché questo si incastri al meglio con i pezzi.

Poi, preso da improvvisa ispirazione, realizzo delle scanalature diagonali lungo gli spigoli imitando una decorazione a bassorilievo che in queste dimensioni non sarei comunque in grado di replicare.
Il risultato finale non è regolare come vorrei, ma neanche mi dispiace.

L'ispirazione però svanisce il giorno dopo, quando decido che tutto sommato le preferivo lisce. Ancora una volta la durezza del materiale mi permette di procedere nonostante i miei cambi d'umore e in breve elimino le scanalature.

Il risultato finale non posso ancora mostrarlo senza anticipare troppo sul contenuto dei prossimi post. Si sa come vanno queste cose, bisogna mantenere alto il livello d'attenzione altrimenti il lettore si disaffeziona...
Quindi per adesso finisce qui. Vi lascio con la prima "versione definitiva" della lunetta, che vedremo completata ed affrescata più avanti...


MATERIALI:
ardesia, marmo bianco, pietra artificiale, colla bianca
STRUMENTI:
pinzette, tenaglie, lime, carta abrasiva, Dremel con ruota diamantata e rullo abrasivo, nastro adesivo, morsetto
MISURE (in cm):
arco bicolore: 0,55 (profondità); 5 / 3,6 (ampiezza); 3,2 / 2,4 (altezza)
sezione modanature: 0,3 x 0,2