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Costruzione 174: Scala in pietra (5) e solaio dell'ingresso laterale

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In questo post porterò avanti tre diversi elementi che in questa fase della costruzione si intersecano tra loro rendendo difficile un approccio più selettivo. Sto parlando della torre, della rampa in pietra che raggiunge il primo piano e del solaio dell'ingresso laterale.
Tanta roba, ma vediamo di affrontarla con ordine:

Sulla torre c'è poco da dire: ha continuato a crescere seguendo i muri perimetrali e inglobando al suo interno le barre filettate che le fanno da scheletro, integrate in alcuni punti da strutture in filo metallico. Il paramento esterno è composto dal solito ghiaione raccolto nei giardini pubblici (oltre a qualche pezzo più "nobile" tipo questo), mentre la superficie interna è fatta di ardesia come tutti i muri in pietra della Domus.


Al suo interno, la scala raggiunge un pianerottolo intermedio sul quale si apre la porta del magazzino, raggiungibile tramite altri tre piccoli scalini.


Girato l'angolo, un'altra rampa che poggia sulle arcate di copertura di quella sottostante, sale verso il primo piano.
Questa sarà l'ultima lunga rampa in pietra, in quanto a partire dal piano superiore le scale saranno interamente in legno. Mano a mano che si sale cambiano i materiali e la struttura si alleggerisce. Anche lo spessore delle pareti diminuirà sensibilmente, ma questo lo si noterà prima sui muri perimetrali dell'edificio.
La torre per il momento è ancora formata da grossi blocchi e muri piuttosto massicci.



Quelli che nella foto qui sopra definisco gli "ultimi scalini" non saranno in realtà proprio gli ultimi. La storia di questo tratto di scala è piuttosto travagliata, in quanto avendo alzato il vano d'ingresso in corso d'opera per poter posizionare l'architrave romano, la rampa dovrà allungarsi superando la muratura d'appoggio.
Come risolvere questo problema?

Inizialmente, trattandosi di una sporgenza minima, pensavo di lasciare l'ultimo scalino visibile dall'interno dell'ingresso senza nessun tipo di supporto. Una soluzione non elegante ma tutto sommato accettabile (il pezzo risulta comunque immorsato nella parete esterna e poggia sul gradino inferiore).
Poi però il numero dei gradini in aggetto è aumentato, e mi sono visto costretto ad intervenire per sostenere il peso della scala. Tagliando il muro sottostante, quindi, ho inserito una doppia mensola in pietra ...


...che in seguito è diventata tripla.


A questo punto il perimetro dell'ingresso laterale era ben definito e ho potuto montare la struttura del solaio, che è stato riadattato alle nuove misure.
Fra la terza mensola e i due blocchi che formano la sommità della scala, ho ricavato gli scassi in cui si inseriscono i due travetti più corti del solaio. Gli altri entreranno direttamente nei muri come quelli del fondaco.



La particolarità di questo solaio sarà però rappresentata dalla decorazione. Volendo ottenere un effetto un po' più ricco rispetto all'ambiente del fondaco, nasconderò l'intradosso del tavolato con delle strisce di intarsio in legno acquistate in un negozio di bricolage. Il disegno è molto semplice, ma è sufficiente a dare a questo soffitto un aspetto molto più "nobile".


Il solaio viene poi verniciato e bloccato definitivamente dalla crescita dei muri. Anche in questo caso il pavimento del piano superiore sarà in piastrelle, probabilmente con lo stesso disegno a scacchi del piano ammezzato. Il peso aggiuntivo non sarà però un problema, essendo la luce da coprire piuttosto limitata.


Con questo, salvo successive aggiunte, l'ingresso laterale è terminato.
Ah certo, manca ancora la porta d'accesso al fondaco... chissà perché la sto lasciando tanto indietro?
Vabbe', per ora all'interno non c'è ancora nulla di valore, ma dovrò occuparmene al più presto!


MATERIALI:
ardesia, ghiaia, filo metallico, colla bianca, legno, intarsio in legno, colla da contatto, smalto trasparente,
STRUMENTI:
tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, cutter, livella, pennello, Dremel, pazienza





Costruzione 173: Portone laterale (2) - infissi e completamento muratura

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Abbiamo lasciato la costruzione del portone laterale al momento dell'inserimento delle mensole e del fregio romano che svolge il ruolo di architrave. Ora volgiamo il nostro sguardo all'interno, dove è arrivato il momento di montare il portone vero e proprio.

La costruzione dell'infisso inizia dal telaio, formato da montanti e traversi rinforzati diagonalmente da quattro traversi obliqui. I montanti esterni sono prolungati oltre i traversi superiori ed inferiori e arrotondati alle estremità per permetterne la rotazione all'interno delle guide.


Un primo tavolato (orizzontale) ricopre la superficie esterna, formando anche la battuta di chiusura, mentre quella interna sarà rifinita da lunghe tavole verticali.
Dopo l'asciugatura della colla, le superfici vengono levigate ed eventualmente limate per permettere il corretto movimento delle ante all'interno del vano porta e verificarne la chiusura.


Il paramento esterno, come nel caso del portone principale, verrà completato dalla chiodatura. Questa sarà, almeno in parte, semplicemente decorativa, visto che avrà una funzione strutturale soltanto là dove i chiodi coincideranno con i traversi del telaio.

Per la realizzazione dei chiodi il procedimento è lo stesso già visto in varie occasioni: bruciatura degli spilli, taglio delle capocchie, inserimento nel portone.


Per facilitare quest'ultimo passaggio, realizzo dei piccoli fori a distanze regolari sul tavolato esterno.
Ogni chiodo verrà comunque fissato con una goccia di colla e la verniciatura finale eviterà che questi possano staccarsi accidentalmente.



Alla chiodatura esterna si aggiunge un piccolo batacchio realizzato in ferro battuto ed inserito nell'anta destra del portone. All'interno, invece, i sistemi di bloccaggio sono rappresentati da un chiavistello scorrevole (la cricca) e da un paletto verticale che si inserirà in un apposito foro realizzato nel pavimento.


Questo foro, che mi sarebbe costato tanta fatica fino a poco tempo fa (e probabilmente anche la rottura della pietra), è reso possibile dal recente acquisto da un nuovo set di punte diamantate per il Dremel.


Con la verniciatura, la costruzione dell'infisso si può considerare terminata. Torno quindi ad occuparmi dei muri, completando il paramento esterno con un arco di scarico a tutto sesto che coronerà il portone alleggerendo il carico sull'architrave e rappresentando anche un elemento decorativo della facciata.


All'interno, blocco definitivamente i montanti del portone con le due asole in pietra e completo la struttura con un altro archetto cieco al cui interno potrei collocare un elemento sacro a "protezione" della casa, come la madonnina dell'ingresso principale. Di questi dettagli però mi occuperò più avanti.
Per il momento, in attesa di completare la struttura interna con il solaio in legno e chiudere la facciata al livello degli archetti pensili, questo è l'aspetto dell'ingresso laterale:



MATERIALI:
legno, spilli, filo di ferro, ardesia, colla bianca, colla da contatto, smalto trasparente
STRUMENTI:
tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, cutter, Dremel con punte diamantate e punte per legno, pennello
MISURE (in cm):
luce arco esterno: 2,8
architrave: 3,8
vano porta interno: 6,4 x 4,1



Costruzione 167: Ingresso laterale - arcate vano scala e portone (1)

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Dunque... ultimamente mi risulta un po' difficile selezionare le foto per il blog portando avanti ogni volta un singolo elemento della costruzione. Il cantiere è attivo su tutti i fronti e vorrei procedere con un certo ordine.
In questo post mi concentrerò sullo sviluppo dell'ingresso laterale, del quale abbiamo visto (ormai parecchio tempo fa) la posa del pavimento, il prolungamento delle scale e la costruzione della porta di accesso al fondaco (ancora senza infisso).

Le altre aperture che si affacciano sul vano d'ingresso (come si vede dallo studio qui accanto) sono il portone che dà sul vicolo laterale e le due rampe di scale che conducono rispettivamente verso il magazzino (e poi il piano nobile) e l'ingresso principale.
Le arcate in questo caso hanno già l'aspetto definitivo che verrà poi ripreso nella costruzione, mentre il portone all'epoca non era ancora stato studiato nei dettagli e risulta appena abbozzato.

Iniziamo quindi dagli archi, che hanno la stessa luce di quelli realizzati finora a copertura della scala, con la differenza che questa volta le due arcate andranno a formare un unico pezzo per coprire le soglie di entrambe le rampe.

La moneta da 2 euro utilizzata per tutti i precedenti archi torna doppiamente utile, (forse) per l'ultima volta. Per il momento non la spenderò ancora...


Il muro sovrastante i due archi riprende il perimetro della torre e per dare continuità alla struttura verrà realizzato con le stesse pietre del paramento esterno, così come fatto all'interno del fondaco.


I giunti tra le pietre verranno poi riempiti con il cemento, ma di questo mi occuperò solo alla fine della posa prima della costruzione del solaio.


Ora volgiamo la nostra attenzione alla parete esterna, sulla quale dovrà aprirsi il portone.
Questa parte della costruzione la si è vista molto poco finora. Sarà quindi necessario un piccolo ripasso.

La foto qui accanto si riferisce alla soglia appena costruita, quando ancora mancava tutto il sottosuolo del vicolo e la scalinata esterna. Alla sua sinistra è visibile una rientranza nel muro, che costituisce il primo elemento di un canale di scolo interno alla parete e che proseguirà fino ai piani superiori.

Mano a mano che la costruzione avanza, gli stipiti crescono in altezza e si va delineando il profilo del portone, mentre il canale prosegue il suo percorso all'interno del muro.


Raggiunta l'altezza idonea per la posa dell'architrave, la costruzione del portone si ferma temporaneamente. Prima di proseguire voglio avere le idee più chiare sulla forma che dovrà avere la struttura e sull'altezza definitiva della parete. Nel frattempo decido che le ante del portone non saranno munite di gangheri e bandelle, ma ruoteranno sui montanti come quella esterna del fondaco.


Dopo aver preso in considerazione diverse tipologie di archi, architravi e portoni, decido di fare un piccolo esperimento, inserendo un elemento di riuso proveniente dall'architettura romana.
L'architrave potrebbe essere costituito infatti da un'antica cornice in stile ionico, recuperata durante gli scavi assieme alla colonna in marmo.

Per la lavorazione di questo elemento userò le punte diamantate del Dremel su un blocco di pietra artificiale.


Visto nel dettaglio, il fregio risulta un po' irregolare in alcuni punti, ma da lontano fa la sua figura. Bisogna anche pensare che è rimasto interrato per più di mille anni...


Una volta completata la cornice e posizionata nel muro, mi rendo conto che l'ampiezza del portone è eccessiva per poter essere coperta da un unico blocco. In tutti i casi in cui ho potuto osservare una cornice antica riutilizzata in questo modo erano presenti delle mensole ai lati per ridurre il carico sul pezzo ed evitarne la rottura (ad esempio qui e qui).

L'inserimento delle mensole mi costringe ad intervenire nuovamente sugli stipiti, e a riconsiderare l'altezza di tutto il vano d'ingresso. L'arcata superiore del portone dovrà coincidere sulla facciata esterna con gli archetti di scarico e la cornice marcapiano, senza contare il problema della scala in pietra che, allontanandosi il piano superiore, rischia di risultare troppo ripida o di eccedere in lunghezza.
Insomma, è tutto collegato ed ogni piccola modifica necessita un adeguamento dell'intera struttura...


Le mensole sono realizzate in ardesia e lavorate con lime manuali e Dremel per ottenere una piccola modanatura.


Una volta collocate andranno ad arricchire ulteriormente il portone che, nonostante si trovi in un vicolo stretto e presumibilmente poco illuminato, darà ben l'idea della ricchezza della Domus e dei suoi proprietari.
Anche a chi, come in questo caso, vi entrerà dall'ingresso secondario.


(continua...)

MATERIALI:
ardesia, pietra artificiale, colla bianca
STRUMENTI:
tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, Dremel con punte e disco diamantato, livella a bolla, righello, lime
MISURE (in cm):
Arcate scala
luce: 2,5
Portone ingresso
ampiezza: 3
altezza soglia-architrave: 6,4
altezza scalini: 0,6 (x3)
sporgenza mensole: 0,5
altezza mensole: 0,6
profondità mensole: 0,6
altezza architrave: 0,8
canale di scolo: 0,6 x 0,6