Costruzione 105: Solaio del piano ammezzato (2) - tavolato

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Seconda fase di costruzione del solaio in legno.
Dopo le travi e i travetti, è la volta del tavolato, che dovrà ricoprire tutta la superficie del fondaco ad eccezione delle aperture del vano scala e della carrucola.

Per prima cosa taglio le assi dell'intera lunghezza che andranno a coprire e le colloco provvisoriamente sui travetti. Successivamente le riduco a segmenti di lunghezza regolare, alternando i giunti perché non coincidano mai con quelli delle tavole adiacenti.


La copertura completa del fondaco si rivela più lenta del previsto, non per particolari difficoltà realizzative, ma semplicemente per l'estensione dell'ambiente e le piccole dimensioni dei listelli di legno.


Come al solito, il lavoro inizia con la luce del giorno e prosegue con la lampada alogena, mentre sul portatile metto in play qualche serie televisiva o un po' di musica per intrattenermi.
Giusto per la cronaca, quello che si vede nella foto in basso è un episodio della seconda serie di "The walking dead".


Tornando al solaio... a questo punto la posa delle tavole è terminata e quello che si vede dall'alto è già l'aspetto finito del pavimento del piano ammezzato. Anche dal basso la struttura appare già nella sua completezza e ormai, prima della posa definitiva manca solo l'ultimo tocco, ovvero la verniciatura.
Un ultimo ritocco anche alla scala in legno, cui mancava ancora il gradino più alto, il quindicesimo.



Il punto di vista più spettacolare resta certamente quello dall'interno del fondaco. L'effetto dei travetti in prospettiva e le diverse fonti di luce danno al tutto un tocco di realismo in più, non ancora sfruttato appieno in queste foto "di costruzione" ma che cercherò di riprendere in futuro realizzando scatti appositi.
E intanto le foto hanno raggiunto quota 1000...



MATERIALI:
listelli di legno per modellismo navale, colla da contatto
STRUMENTI:
cutter, lima, pinzette
MISURE (in cm):
dimensioni tavole: 0,3 (larghezza) x 0,1 (spessore) x 5,5 (lunghezza massima media)



Construcción 11: Corte de la pizarra

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La pizarra que tengo a mi disposición ya viene cortada en barras de diferentes tamaños, del grosor máximo de 1 o 2 centímetros.
Cuando recogí las piezas de aquel contenedor de escombros cerca del cementerio de Génova aún no sabía exactamente cómo la cortaría, así que preferí elegir las más pequeñas y fáciles de transportar, ya que tenía que llevarmelos a España en mi maleta. En Andalucia la pizarra natural es un lujo y no se encuentra con tanta facilidad. 

Tras la compra del Dremel y de sus accesorios, hice algunas pruebas de corte con el disco de diamante y el resultado lo pueden observar en las siguientes imágenes:


Gracias al tamaño reducido de las piezas la labor de corte no es excesivamente dura y no cansa demasiado el motor. La dificultad varia mucho según la disposición de las capas en la piedra.
Es buena costumbre seguir siempre la dirección natural de éstas, ya que de otro modo el riesgo de ruptura de la pieza es bastante elevado.

Tratandose de corte en seco, es inevitable producir cierta cantidad de polvo y hacer este trabajo dentro de casa sería una locura, a menos de no tener a disposición una habitación-taller. Mejor de todas maneras trabajar al aire libre, en la terraza o en el jardín.
Por supuesto hay que manejar el Dremel con mucho cuidado y protegerse de polvo y lascas con unas gafas protectoras e incluso una máscarilla (que yo uso muy poco). 

 

Como alternativa al utensilio eléctrico, se pueden usar las clásicas tenazas y realizar cortes menos precisos aventajandose de los estratos de la piedra. Ésta puede ser lijada y acabada en un segundo momento para obtener sillares u otros elementos arquitectónicos de las más diversas formas.
En las fotos abajo, el corte manual de alcunos sillares para la construcción de los primeros pilares del subterráneo y de las ménsulas de las bóvedas.

 



Costruzione 104: Muri in pietra (4) e archetti di scarico

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Ora che tutte le murature hanno raggiunto il livello del piano ammezzato, sarà il caso di procedere al riempimento con ghiaia e cemento ed al rincalzo della volta del vano di servizio.


Anche i muri dell'ingresso sono notevolmente cresciuti dall'ultimo riempimento, creando così al loro interno un "sacco" piuttosto profondo.
Per raggiungere tutti gli angoli e le nicchie formatesi sulla superficie interna dei muri, uso la spatolina piccola (quella con cui di solito spalmo la colla). Alcune rientranze infatti sono quasi irraggiungibili e se avessi aspettato ancora un po', probabilmente non sarei riuscito a far entrare il cemento ovunque, contando anche che la ghiaia lo rende meno fluido.


Per quanto riguarda la volta in pietra, mi limito a rincalzare gli angoli mantenendomi al di sotto del livello di calpestio. Per realizzare la base sulla quale poserò il pavimento ricorrerò al solo cemento in modo da ottenere una superficie più liscia.


 La riempitura del muro laterale al di sopra dei beccatelli è indispensabile per proseguire la costruzione del pavimento del piano ammezzato. Nel tratto in cui il vano si "allarga" grazie all'aggetto della struttura ad archetti, il pavimento si protende sopra la muratura del piano terreno guadagnando quei centimetri (millimetri, in scala) utili alla manovra dell'argano. 


Ma questo lo vedremo più avanti. Ora ci spostiamo invece sulla facciata del fondaco, dove al di sopra dei due portoni il muro includerà due piccoli archi di scarico.

Il modello a cui mi sono ispirato per l'aspetto dei portoni e degli archetti è la facciata di un locale commerciale in via Sottoripa, lo stesso di questo pilastro.
Nella foto accanto si vedono bene gli architravi dei portoni e gli archi in pietra. Con l'aiuto di photoshop ho eliminato alcuni dettagli (tra cui una chiassosa insegna arancione della banca che ha una filiale in quel palazzo) che la dicono lunga sull'attenzione e il gusto con cui certi edifici storici vengono conservati.

Per la costruzione degli archetti mi torna utile una stampa in scala reale del progetto di facciata che avevo disegnato tempo fa. Taglio e rifinisco i cunei uno ad uno, posizionandoli sul disegno fino a formare l'arco completo, poi unisco tutti i pezzi con la colla e lascio asciugare.


Il giorno dopo e a colla ormai indurita, rifinisco le arcate e levigo la superficie sulla carta abrasiva, prima a grana grossa poi fine.
Verificata la correttezza delle misure direttamente sui portoni, taglio ed inserisco le pietre che andranno a chiudere l'intradosso degli archetti, sagomandole con la stessa curvatura e con uno spessore che dovrà coincidere con quello dell'architrave.


I portoni infatti sono sovrastati all'interno da archi ribassati che, superando in altezza gli architravi, lasciano in parte visibile la muratura esterna.
Complicato? forse. Ma provando e riprovando (e scartando qualche pezzo mal riuscito) la cosa si risolve e il muro può proseguire la sua corsa verso l'alto...



MATERIALI:
ardesia, colla bianca, cemento rapido misto a ghiaia
STRUMENTI:
spatolina, carta abrasiva, pinzette, tenaglie, seghetto, morsa
MISURE (in cm):
ampiezza: 4,6
altezza: (all'estradosso: 1,4; all'intradosso: 0,8)
profondità: 0,5



Costruzione 103: Scala in legno

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Prima di terminare la costruzione del solaio del piano ammezzato, dovrò occuparmi di realizzare la connessione tra questo ed il piano terreno del fondaco, ovvero la scala.

Ho in mente di costruire una struttura piuttosto semplice: due montanti laterali e assi orizzontali a formare i gradini. La pendenza risultante dovrebbe essere simile a quella delle altre scale realizzate finora.
In un ambiente come il fondaco la scala potrebbe avere una pendenza anche maggiore o addirittura verticale a pioli, ma questo renderebbe il passaggio più difficoltoso. Il piano ammezzato, oltre allo stivaggio delle merci, ospiterà la zona adibita ad ufficio in cui il padrone terrà la contabilità ed eventualmente riceverà i clienti più importanti. Deve quindi essere accogliente e facilmente raggiungibile.


Per quanto riguarda i materiali, mentre nel caso del solaio i travetti e le assi provengono da listelli acquistati appositamente, la scala sarà realizzata interamente con materiale di scarto. I montanti verticali sono ottenuti dal taglio una trave avanzata dopo le prove di posizionamento, mentre le assi dei gradini... provengono dalla struttura di un ventaglio che la proprietaria ha cortesemente accettato di regalarmi (intuendo che forse non mi interessava il ventaglio in sé ma il materiale con cui era costruito).

Infatti, dopo aver rimosso la tela sintetica che teneva insieme le assicelle, le taglio a metà ottenendo un buon numero di assi tutte uguali che serviranno per la costruzione della scala (e per chissà cos'altro).

L'unione coi montanti, effettuato con la colla da contatto, viene agevolato dalla creazione di scanalature per l'incastro delle assi. A distanze predeterminate, incido il legno con la punta di un cacciavite (simile per dimensioni ai gradini), ed inserisco i listelli su un solo lato fino ad ottenere una sorta di pettine.


A ben vedere, avrei anche potuto procedere diversamente, inserendo una ad una le assi sui due montanti contemporaneamente. 
L'inserimento del secondo montante infatti si presenta piuttosto difficoltosa, dovendo coincidere ogni asse con la giusta scanalatura, mantenendo inoltre l'orizzontalità di tutti i gradini.


Per questa volta va così, in futuro avrò modo di affinare la mia tecnica...
Nel frattempo osservo l'ambiente del fondaco che prende definitivamente forma grazie alle nuove strutture.
Manca ancora qualche piccolo elemento e anche la scala necessiterà di alcuni ritocchi per adattarsi perfettamente al pavimento ed al solaio. Per adesso resterà mobile per permettermi di lavorare all'interno della stanza e verrà definitivamente incollata alle travi solo dopo la verniciatura.



MATERIALI:
legno, ventaglio promozionale del supermercato Coviran, colla da contatto;

STRUMENTI:
pinzette, morsa da tavolo, cutter, carta abrasiva, cacciavite;

MISURE (in cm):
ampiezza: 2,8;
lunghezza dei montanti: 9,8;
alzata dei gradini: 0,65;
assi: 0,5 x 2,5 x 0,15;
numero dei gradini: 14 (+ 1 aggiunto successivamente).