Costruzione 016: Cancello in ferro

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E' arrivato il momento di provare ad usare un nuovo materiale: il ferro.

Cosa hanno in comune tre rotoli di filo metallico, di diametri e colori differenti, raccolti per strada in tre luoghi distinti e lontani tra loro?
Ma è ovvio! Tutti e tre sono stati scelti per partecipare al Domus project!

Dopo aver iniziato la costruzione della casa, infatti, cominciai a guardarmi intorno alla ricerca di vecchi cavi arrugginiti, pensando che mi sarebbero potuti tornare utili per alcuni elementi aggiuntivi. In effetti allora stavo pensando proprio al soggetto di questo post, ovvero un cancello per il tunnel sotterraneo.

Per dare un aspetto realistico all'insieme era necessario usare un filo metallico vecchio, imbrunito dal tempo e magari leggermente ossidato. Quelli che si trovano in commercio sono trattati in modo da risultare inossidabili, e mentre per il cliente comune questo è indubbiamente un vantaggio, per me risultava l'esatto contrario. 
Questi sono i tre tipi di filo a mia disposizione: uno più sottile e ossidato, raccolto la scorsa estate su un binario morto della stazione di Lavagna; uno più spesso, trovato per strada a Granada, e un terzo di colore più grigio, spesso ma facilmente lavorabile, pescato in un sacco di detriti a Barcellona.


Per la costruzione del cancello userò solo i primi due, lasciando il terzo ad un uso futuro.
Mi piazzo davanti al pc e apro un'immagine di un corridoio dell'Alhambra con cancello in ferro, a modo di ispirazione.
Il filo più spesso lo taglio in barre di poco inferiori all'altezza del mio tunnel, e le unisco tra loro con quello più sottile. Non potendo usare un saldatore (che oltretutto non possiedo) mi ingegno per annodare le varie parti nel modo più regolare possibile, aiutandomi con un paio di pinze. 
Dopo i primi rozzi tentativi, ci prendo la mano e montare l'intero cancelletto non risulta un'impresa così difficile. Unico motivo d'attenzione è rappresentato dalla distanza tra le sbarre verticali, che deve essere costante. Ed ecco qua il cancello (quasi) terminato:


Mancano ancora la serratura e i cardini che lo fisseranno alla parete del tunnel. Il catenaccio lo risolvo piegando un tratto di filo metallico che proprio in quel punto si presentava schiacciato, ricordando la forma di una maniglia. Con il filo restante costruisco i passanti per il chiavistello, che in queste immagini risultano un po' approssimativi ma che in seguito ho ridotto. A questo punto provo ad inserire il cancello al suo posto per vedere se l'effetto è convincente.


Mi dichiaro soddisfatto e procedo con gli ultimi ritocchi, prima del montaggio definitivo, che avverrà a cantina ultimata.




Documentazione: volta a crociera

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La volta a crociera è formata dall'intersezione di due volte a botte, e veniva spesso utilizzata per la copertura di ambienti sotterranei o nei piani bassi degli edifici.
La maggior parte delle strutture voltate genovesi era realizzata in mattoni, mentre solo una piccola percentuale era costruita in pietra o in muratura mista.
A differenza di quanto si usava fare in altri ambiti, a Genova i mattoni usati per la costruzione di archi e volte non venivano sagomati a cuneo per seguire la curvatura, ma detta forma era ottenuta con l'inserimento (minore sul lato interno della volta e maggiore su quello esterno) della calce di giunzione tra i mattoni, ed eventualmente con scaglie e mattoni rotti a rinforzo della struttura.
Nella mia riproduzione, dovendo lavorare su dimensioni molto piccole, ho preferito facilitare la curvatura della volta assottigliando i mattoncini su un lato.

 Esempi di volte a crociera in mattoni

La costruzione delle volte (di qualsiasi tipologia esse fossero) richiedeva la precedente realizzazione di strutture lignee di supporto, dette centine (ma che a Genova prendevano il nome di ceitri) delle quali si occupava il mastro bancalaro, autore di tutte le opere in legno del cantiere, fisse o provvisorie.
Terminata la posa dei mattoni e della calce, la volta poteva auto-sostenersi. Le centine venivano quindi rimosse ed eventualmente riutilizzate.


Spesso le centinature erano costruite in modo da facilitare questo riutilizzo, e prevedevano l'inserimento di meccanismi che ne facilitavano la rimozione. Nell'immagine in basso si può vedere il metodo più semplice per disarmare le volte, ovvero montando la struttura su sacchi di sabbia che venivano poi svuotati.


In epoca medievale, comunque, le centine non venivano quasi mai appoggiate a terra, ma direttamente sui pilastri di sostegno o sulle cornici in pietra che sporgevano in parte dalla muratura, visibili per esempio nel loggiato della Commenda di S.Giovanni di Pré.

Nelle foto in basso, scattate da me durante una recente passeggiata per il centro storico, si possono osservare la loggia inferiore della suddetta Commenda, e una volta di un basso della stessa via Pré, nella quale è perfettamente visibile la tessitura dei mattoni, peraltro piuttosto disordinata nella parte centrale.
Devo aggiungere che quest'ultima foto ho potuto scattarla nonostante la maleducazione del proprietario, forse troppo abituato a sbraitare a monosillabi ai frequentatori del suo locale (adibito a call-center).




Domus cam: La siesta

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Non c'è scusa che tenga, questi muratori andalusi sono degli scansafatiche...
Ma del resto i miei mezzi economici non mi permettono di meglio. La manodopera specializzata costa, e io non ho il tempo materiale per occuparmi di tutti gli aspetti della costruzione (anche se ogni tanto faccio la mia parte).
Pure a questo servono le videocamere installate nel cantiere, e non venite a raccontarmi storie sui diritti dei lavoratori e altre menate del genere. Qui non entra il sindacato, siamo a casa mia e si fa come dico io.
Non vi va bene? Dietro di voi c'è la coda...

Un'ora per la pausa pranzo e poi si torna al lavoro. Un'ora, non un minuto di più!
Se poi si trova anche il tempo per accendere il fuoco o giocare a dama, tanto meglio.


(Si capisce che scherzo, sì?)



Domus: primi studi

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Finora non ho descritto in modo approfondito il progetto che sto realizzando, se non per quegli elementi che già sono in fase di costruzione (pavimentazione della cantina, murature in mattoni, volte, scale...).
Questa è stata fin dall'inizio l'impostazione iniziale del blog, quando ancora era una semplice galleria di immagini sul mio profilo di Facebook, e continuerà ad esserlo per almeno due validi motivi:

1 - Mano a mano che procedo nella costruzione, mi trovo ad affrontare problematiche sempre nuove e che spesso mi portano a modificare il progetto stesso, in base alla documentazione raccolta o a nuove, fulminanti idee. Pubblicare il progetto completo sarebbe una forzatura, dal momento che il risultato finale sarà sicuramente diverso.

2 - Costruire una casa è un po' come raccontare una storia: va fatto con il giusto ritmo, senza anticipare troppo sulla trama generale, per non svelare colpi di scena o togliere pathos al racconto.
Niente "spoiler" dunque.

Qui di seguito pubblico il primo disegno dal quale partì qualche mese fa l'idea del progetto. Chi conosce il centro storico di Genova troverà la struttura sicuramente familiare, anche se non riproduce nessun edificio esistente.


In queste bozze c'è un po' di tutto: facciata, scale, pavimenti, coperture... quasi tutti elementi poi modificati nella versione attuale. Nell'insieme rende però l'idea di quello che sarà la domus una volta terminata.

Se avrete la pazienza di accompagnarmi in quest'avventura, potrete seguire la storia insieme a me capitolo dopo capitolo, pietra dopo pietra. Altrimenti, tornate a questo indirizzo tra qualche mese (o tra qualche anno) e se siete fortunati, scoprirete com'è andata a finire.