Construcción 14: Soporte para las bóvedas de arista

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La construcción de las bóvedas de arista es desde el principio una de mis principales preocupaciones. En comparación con los arcos de medio punto y las bóvedas de cañón éstas presentan un mayor nivel de dificultad.
Mientras para las bóvedas de cañón usé como soporte un simple rollo de papel, la construcción de la estructura que deberá sujetar los ladrillos de la bóveda de arista se presenta bastante mas compleja.

Dicha bóveda está formada por la intersección de dos bóvedas de cañón, y al igual que éstas se suele construir sobre estructuras provisionales que toman el nombre de cimbras. En mi caso, entonces, podría juntar dos cilindros de papel recortándolos de forma que encajen perfectamente entre ellos.
Sin embargo, además de la dificultad de esta operación, el soporte debería resultar lo bastante fuerte como para ser reutilizado por lo menos 11 veces (tantas son las bóvedas que cubren el sótano).
Empiezo entonces a estudiar un método alternativo.

Las hipótesis que tomo en consideración son el uso de silicona, que antes necesitaría la realización de un molde, o la construcción del negativo de la bóveda en algún material fácil de tallar...
Esta segunda posibilidad resulta quizás más lenta pero es también la más directa.
Después de unas pruebas decepcionantes de corte sobre poliestireno (en caliente y en frío), paso a la escayola. Me encuentro con un saco de este material dejado en la terraza por los albañiles y decido aprovecharlo. 


Tras realizar un pequeño bloque con un molde de madera, lo voy tallando con el cutter (como si estuviera pelando patatas) hasta conseguir la forma deseada...

Y ya está, aquí está mi cimbra! Ahora puedo empezar a colocar los ladrillos para construir mi primera bóveda de arista...



Dalle stelle alle stalle

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Il sistema di voto a stelle di cui erano provvisti i post di questo blog, gestito da Outbrain, non funziona più.
O meglio, funziona ma ancora per poco. Gli sviluppatori hanno concluso che questo codice non risulta sufficientemente vantaggioso ai fini del traffico web, decretando quindi che dal 29 febbraio 2012 smetterà di funzionare.

Io, che come molti altri lo avevo installato semplicemente per avere il voto a stelle (e non gli altri optional per lo scambio di link), dopo più di un anno mi ritrovo con un pugno di mosche e i voti accumulati fino ad ora verranno irrimediabilmente persi.

Siccome la decisione è presa e non mi va di veder morire le stellette poco a poco, ho eliminato subito il codice e sto provvedendo ad installarne un altro che ho trovato di mio gradimento e che potete vedere anche qui sotto.
Addio alle stelle dunque e benvenuti agli scudi!

Purtroppo questo nuovo codice va inserito in ogni singolo post, quindi ci vorrà del tempo perché tutto torni come prima.
Per il momento sono valutabili solo una trentina di post (i più recenti). Vi esorto quindi a collaudare il nuovo sistema votando quelli che ritenete più o meno meritori o che ricordate di aver votato in precedenza.

Grazie!



Costruzione 108: Lunetta del portone d'ingresso (3) - rifiniture e montaggio

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Come avevo anticipato nella prima parte, prima del montaggio definitivo procedo alla modifica degli elementi interni alla lunetta, eliminando le incisioni sulle modanature. 
In un volume del Poleggi (1) che ho avuto modo di consultare in biblioteca, le suddette modanature vengono definite ghiere poligonali. Mi adeguo quindi alla nomenclatura "ufficiale".


La struttura della lunetta adesso è completa e posso procedere al montaggio dei vari pezzi: prima di tutto l'arco bicolore e il fondo. Poi, dopo aver riempito i giunti con la solita boiacca di cemento, è la volta dell'intonaco affrescato e delle ghiere.

Nel frattempo porto avanti la costruzione di un arco ribassato in pietra che chiuderà il vano porta combaciando con il lato interno della lunetta. Il supporto in cartone è lo stesso usato per l'arcata maggiore dei beccatelli e per gli archi del vano di servizio.


Una volta fissato il tutto con la colla, posso finalmente ammirare il portone d'ingresso coronato dalla sua lunetta.


E a quanto pare non sono il solo.

I passanti incuriositi si voltano a guardare l'affresco e alcuni sostano nel portico per osservarlo nei dettagli. Uno di questi, con cui ho occasione di scambiare due chiacchiere, obietta che la forma dello scudo non sia quella ortodossa. Evidentemente è uno che se ne intende, quindi decido di dargli retta ed apportare alcune piccole modifiche al disegno.
Il vantaggio di aver realizzato io stesso l'affresco senza rivolgermi ad un maestro proveniente magari da un'altra città, è appunto quello di poter ritoccare il lavoro in qualsiasi momento.
In questo caso è sufficiente la punta del cutter per alterare il profilo dello scudo e rivedere la forma della croce.

MATERIALI:
ardesia, colla bianca
STRUMENTI:
tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, spatolina, supporto in cartone
MISURE (in cm):
ampiezza arco ribassato:
profondità:
spessore:

(1) - "Una città portuale del medioevo - Genova nei secoli X-XVI" - Luciano Grossi Bianchi / Ennio Poleggi - Sagep Editrice, 1980



Domus cam: Il taglialegna

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La costruzione della Domus avanza poco a poco ma è ancora ben lontana dall'essere abitabile.
Nonostante questo, alcuni ambienti, opportunamente protetti dalla polvere del cantiere e da possibili intrusioni, sono già agibili e pronti all'uso. 
E' il caso della legnaia e del piano basso del fondaco, che in questi ultimi giorni di gennaio stanno vedendo un certo movimento al loro interno.

Sembra infatti che il padrone di casa abbia una gran fretta di rientrare in parte dei costi sostenuti per la costruzione della sua bella dimora. Così, mentre ai piani superiori si continua a costruire, nelle zone adibite a bottega c'è chi inizia a lavorare.

Ecco qui uno dei giovani apprendisti spedito dal suo maestro a tagliare legna sul retro della Domus.
Spero per lui che sappia come usare quella scure...