Costruzione 202: Finestre del piano nobile (3) - colonne, capitelli, archetti delle trifore

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La muratura e le arcate delle finestre d'angolo sono già completate, almeno per quanto riguarda il paramento esterno. Resta da costruire tutto ciò che sta all'interno del vano finestra: davanzali, colonnine, capitelli, archetti, ghiera, oculi... Tanta roba, insomma.
In questo post inizierò a "riempire" una delle due trifore con alcuni degli elementi citati, a partire dal davanzale: una lunga striscia di pietra artificiale bianca (in sostituzione del marmo) abbellirà il lato interno delle finestre della saletta, là dove probabilmente il vano verrà occupato da una cassapanca in legno.


Il primo elemento di muratura indispensabile perché la costruzione della finestra vada avanti è rappresentato dai piedritti sui quali poggeranno gli archetti. Questi potranno essere realizzati in più pezzi, con l'unico obiettivo di raggiungere la stessa altezza delle colonne (capitello compreso).


Questa sorta di cornice verrà chiusa appunto dagli archetti, che si reggeranno al centro sulle due colonne.
Le distanze sono studiate in modo che le tre aperture della trifora abbiano le stesse dimensioni, tenendo conto che i piedritti verranno poi occultati alla vista dalle colonnine esterne poste ai lati della finestra. Su queste poggerà la ghiera decorativa che seguirà tutta la curva dell'arcata principale.

A causa di un cambio in corso d'opera (del quale ho già parlato in precedenza), quelle che in origine sarebbero state due quadrifore, sono diventate poi trifore di dimensioni più piccole. Le seguenti immagini si riferiscono ad un momento precedente a questo cambio ed illustrano proprio una prova di misurazione degli spazi tra le colonne.


La costruzione delle colonnine l'abbiamo già vista nel post dedicato alla bifora del cucinino, per cui passiamo direttamente al pezzo successivo: i capitelli.
Anche in questo caso si tratta di un elemento già affrontato in precedenza, che però ho voluto provare a realizzare con materiali differenti.

L'estate scorsa sono stato a Volterra, dove ho visitato diversi atelier di scultura in alabastro, orgoglio dell'artigianato locale. Ispirato dalla bravura degli artigiani e approfittando della loro gentilezza, mi sono fatto regalare un piccolo blocco di alabastro bianco da poter usare per i miei esperimenti.
Per avere un assaggio delle loro capacità vi basta seguire uno dei link della sezione ISPIRAZIONI del blog (in fondo a destra, come il bagno), intitolato "La torre pendente in alabastro".

Durante le prime prove di taglio mi accorgo di quanto questa pietra sia morbida e semplice da lavorare. Rispetto al marmo offre sicuramente la possibilità di sbizzarrirsi in dettagli che con una pietra più dura sarebbero difficili se non impossibili da realizzare, almeno con i miei mezzi.
Proprio per questo motivo, il primo utilizzo che ho pensato di darle riguarda proprio i piccoli capitelli delle finestre.

Per coerenza, decido di realizzare con lo stesso materiale anche gli archetti, visto che il taglio delle linee curve sulla pietra artificiale è tutt'altro che semplice.
La tenerezza dell'alabastro la si intuisce dall'immagine in basso a destra, che illustra in tre semplici passaggi la realizzazione di un archetto ogivale con l'uso di due lime manuali.


I capitelli sono ricavati da un unico parallelepipedo. I due pezzi sono poi assemblati provvisoriamente insieme agli altri componenti della trifora per verificarne le proporzioni.


Il resto della lavorazione viene eseguito con utensile elettrico, disco e punte diamantate, che in pochi minuti mi permettono di ottenere due capitelli già ben abbozzati. Poi, con calma, procedo alla rifinitura secondo una semplice struttura "a foglie".


Altri due capitelli dalla forma meno centrale e con un diverso stile di foglie serviranno per le colonnine laterali. Uno dei due non riesce molto bene, dentro di me penso che lo rifarò quando sarà il momento di costruire la prima ghiera.


Quindi fin qui, apparentemente è tutto a posto. Peccato che ci sia un piccolo problema...
Ecco, finora non ve ne sarete accorti (io neppure) perché abbiamo lavorato in determinate condizioni di luce, ma c'è una caratteristica dell'alabastro che avevo notato già a Volterra e che mi porterà a scartare tutto quanto realizzato finora. Guardate questa prova di montaggio fotografata al mattino (in ombra), e gli stessi capitelli ripresi in controluce al tramonto:


Ecco qual è il problema: l'alabastro è traslucido! Su spessori ridotti, i pezzi appaiono semi-trasparenti se osservati in controluce.
E' vero che una volta terminata, la finestra andrà osservata principalmente dall'esterno, ma anche la vista interna è importante. Durante la costruzione scatterò sicuramente numerose foto, e un capitello trasparente è l'ultima cosa che mi serve se voglio dare un'aspetto realistico al tutto.

Per cui si riparte da capo, stavolta con gli stessi materiali usati per la bifora del cucinino. Troverò il modo di riciclare questi pezzi in qualche modo, al limite posso sempre buttarli in un angolo della cantina!
Peccato perché l'uso dell'alabastro, oltre a facilitarmi il lavoro, avrebbe dato alla Domus una nota più "nobile" dal punto di vista dei materiali.

Comunque, con la vecchia pietra artificiale il procedimento è lo stesso, solo reso un po' più faticoso dalla  sua durezza.


E una volta completata la struttura, l'effetto in controluce è ben diverso!


Adesso posso fissare definitivamente i pezzi e scattare ancora qualche foto. Quando riprenderò il lavoro, continuerò la muratura al di sopra degli archetti e completerò la finestra con la ghiera esterna. Senza dimenticare ovviamente che le finestre sono due... ma cosa dico, due, sono quattro. E le altre sono pure più grandi!





MATERIALI:
ardesia, alabastro, pietra artificiale, Sculpey, colla bianca
STRUMENTI:
tenaglie, pinzette, carta abrasiva, lime, Dremel con disco e punte diamantate
MISURE (in cm):
ve le dico dopo



[ESP] Construcción 58: Finalización de los cimientos y relleno de las bóvedas

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La ilustración de al lado, sacada del tomo "Histoire d'une maison" de Viollet-le-Duc y que me tomé la libertad de colorear, refleja exactamente el estado en el que se encuentra ahora mismo la Domus. En ella se pueden ver las bóvedas de ladrillo del sótano, ya terminadas, enmarcadas por la estructura de piedra.
Tras haber levantado los muros por encima del nivel del suelo, los constructores están ahora ocupándose del relleno del extrados y de la preparación del fondo sobre el cual apoyarán los suelos de la planta baja.

Así se presentaba la parte trasera de la Domus después de la finalización del retículo de muros, con el espacio entre las filas de sillares aún vacío:


Y justo después del relleno de los huecos con gravilla y cemento:


Esta zona cuadrada reforzada en medio por una cruz de sillares servirá de base para el pórtico principal sobre el cual se abrirán las puertas de la alhondiga y el gran arco apuntalado de la fachada.
Para el relleno de las bóvedas usaré una gravilla más fina que la de los muros y lo que queda de un paquete de cemento que no me ha dejado muy satisfecho en cuanto a resistencia. En este caso su único objetivo será sujetar al pavimento, así que puedo usarlo sin problemas.


Una vez que este primer fondo esté seco, lo cubro con una capa fina de sólo cemento (esta vez del bueno), que me permitirá obtener una superficie mucho más lisa sobre la cual colocar las losas de piedra.


A decir verdad no hago todo yo solo. Me ayudan unos albañiles que acaban extendiendo y pisando el cemento mientras yo lo voy rociando con un poco de agua.


Uno de mis principales temores en este caso era que la humedad del cemento pudiera de alguna forma filtrar ahasta el das de las bóvedas y comprometer su estructura, pero afortunadamente así no fue. Efectivamente, sobre el extrados de las bóvedas había aplicado una capa de cola para darles más resistencia y ésto evitó también las filtraciones.

Cuando los dos hombrecitos de arriba terminen de hacer su trabajo, habrá que dejar que el cemento se seque bien. Seguidamente podremos comenzar a colocar el suelo del pórtico...

MATERIALES:
cemento rápido mezclado con arena y cemento rápido sólo, gravilla de playa, pizarra, cola blanca

HERRAMIENTAS:
paleta, espátulas, Mario Bros.

DIMENSIONES (en cm):
perímetro pórtico 13,8 x 13,4 - grosor muros 2,5




[ESP] Construcción 57: Portón principal (3) - los clavos

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Ha llegado el momento de comprobar la validez de mi idea para realizar los clavos de hierro del portón.

Buscando algo útil en los cajones (no sólo en los míos) cayó en mis manos una cajita de simples alfileres de cabeza plana y redonda, y de inmediato me di cuenta que podían ser lo que estaba buscando. Su forma y tamaño eran perfectos, lo único que no encajaba era el tono: yo necesitaba algo más oscuro que no desentonase con los demás elementos metálicos de la puerta, mientras estos alfileres claritos y brillosos destacarían demasiado. Tenía que oscurecerlos de algún modo.
Descartando el uso del rotulador (poco duradero y de propiedades inciertas cuanto a reflejos de luz), se me ocurrió que podía intentar quemarlos.
¿Funcionará? ¿No funcionará? Bueno, voy a comprobarlo...


¡Sí, funciona! Ahí están los clavos para mi portón:



Por más seguridad efectuo un pequeño test sobre una tabla de la misma madera de la puerta. Clavando uno de los capullos, cortado antes con las tenazas, compruebo que la madera no se parte y el efecto general es bastante efectivo. Ahora ya puedo pasar al clavado definitivo.
Los alfileres no son muchos y a mi sólo me sirven las cabezas, así que serán insuficientes para cubrir las dos hojas de la puerta. Me veo obligado a comprar otra cajita, y los nuevos parecen más resistentes al fuego que los anteriores, aunque la diferencia es apenas perceptible.


En principio voy colocando los clavos en tres lineas verticales, a las cuales añado después otras dos intermedias sobre una parte de la superficie. Puede que luego siga con éstas hasta cubrir toda la puerta, pero no quiero cargarla demasiado.
Mientras, en el exterior de la puertecita, coloco un aro que servirá de picaporte (el clavo sobre el cual golpea el aro aún no estaba colocado cuando tiré las fotos).


El portón ya está listo para ser montado sobre sus quicios. Mejor dicho, lo sería si los quicios estuvieran ya en su sitio, pero así no es.
Para colocarlos tendré que prolongar de unos milímetros el muro hacia el interior. El espacio que tenía previsto para el hueco de la puerta no es suficiente para alojar a los ganchos de hierro, que para resultar más fuertes deberán ir bien metidos en la piedra.


Después de esta operación, finalmente puedo comprobar que las medidas de la puerta son correctas y que las dos hojas coinciden como esperaba.
Mano a mano que los muros irán creciendo en altura iré insertando los quicios medianos y superiores, bloqueando definitivamente las hojas en su posición. Desde aquel momento en adelante, quien no haya sido expresamente invitado por el señor de la casa, ya no podrá entrar en la Domus.


Tranquilos, si os presentáis a mi nombre, ninguna puerta cortará vuestro camino...

MATERIALES:
alfileres

HERRAMIENTAS:
pinzas, tenazas, hornilla de gas

DIMENSIONES (en mm):
Largo de los "clavos": 2
Diámetro de la cabeza: 1,5