I costruttori di cattedrali

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Il lavoro sulla Domus procede, anche se un po' a rilento a causa degli impegni di lavoro, ma nel frattempo continua la produzione di mattoncini per la costruzione delle volte e la ricerca di documentazione per i piani superiori.
Ne approfitto però per pubblicare questa bellissima serigrafia del disegnatore belga Hermann Huppert, acquistata a Lucca comics & games qualche anno fa, ottima fonte di ispirazione sia per il progetto Domus che per il mio lavoro di disegnatore.


Si tratta della rielaborazione di una pagina di "Le torri di Bois-Maury", una serie di volumi a fumetti ambientata nell'Europa medievale, ed illustra il cantiere di una cattedrale.
La rappresentazione dei macchinari e delle varie manovalanze è evidentemente ben documentata sulla base di testi dell'epoca e soprattutto miniature e dipinti antichi.

In futuro avremo modo di approfondire anche questo argomento.



Costruzione 23: Barriques con supporto in legno

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Contemporaneamente alla costruzione della cantina, devo occuparmi anche degli oggetti e degli accessori che serviranno per arredarla.
In una cantina che si rispetti non possono ovviamente mancare le classiche botti da vino. Non ne servono molte, giusto il numero sufficiente per appagare la sete dei membri della famiglia e per offrire ristoro agli ospiti di riguardo.

Tra i miei recenti acquisti al mercatino di Natale, vi sono 5 piccole botti realizzate a mano, tra i pochi accessori del presepe che per dimensioni potevano essere adattati alla mia Domus.
Sono realizzate in terracotta e poi dipinte lungo i cerchi metallici. In un primo momento pensavo di costruirle io stesso, ma avendole a disposizione già pronte ho preferito approfittarne per dedicare più tempo alla costruzione degli elementi architettonici.
In ogni modo, anche le botti hanno bisogno di essere "personalizzate" per adattarsi all'ambiente in cui andranno collocate.

Per prima cosa mancano i tappi, che risolvo tagliando piccole sezioni di uno stuzzicadenti che inserisco nei fori già presenti. Poi passo a costruire i supporti in legno che serviranno per accatastarle lungo una parete della cantina.
Le foto illustrano perfettamente le varie fasi del lavoro, quindi non è necessario che stia a spiegare tutto nei dettagli:


Una volta costruito e verniciato il supporto per la prima fila, è la volta della seconda. In questo caso i pezzi vengono uniti da una sbarra metallica (filo di ferro) opportunamente sagomata per adattarla alla forma della botte superiore.


 Essendo fatte a mano, le botti non sono tutte esattamente uguali. Nella costruzione del supporto ho dovuto tenere conto di queste piccole differenze, assegnando ad ogni pezzo una posizione specifica. 
Per questo motivo nella parte posteriore dei barriques sono ancora visibili i numeri scritti a matita.






Costruzione 22: Verniciatura del pavimento

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Il pavimento della cantina è stato il primo elemento della Domus ad essere costruito, ma in realtà non è terminato, mancando ancora dell'ultima fase: la verniciatura.
Non sapevo bene che materiale usare a questo scopo, così per prima cosa mi sono dedicato a fare un po' di prove.
Prima della composizione dell'opus spicatum, avevo realizzato delle piccole porzioni di pavimento su un listello di legno, applicando diversi materiali leganti. Rispettivamente, da sinistra a destra: nessun legante, cemento e gesso bianco. La scelta, come già abbiamo visto, è caduta poi sulla boiacca di cemento.


Queste stesse prove le riutilizzo adesso per studiare il metodo di verniciatura. Voglio evitare assolutamente l'effetto "lucido" che potrebbe lasciare lo smalto, e quindi devo sperimentare in anticipo.
Trovandomi in casa un barattolo aperto di smalto trasparente per legno, provo per primo questo materiale, e il risultato mi sembra perfetto (nella seconda immagine si evidenzia la differenza tra la superficie grezza e quella verniciata).
Il DAS, anche se asciutto, è un materiale poroso, e quindi la prima passata di vernice viene assorbita dai mattoncini senza che questi risultino brillanti. Semplicemente il colore assume un tono più scuro e quindi più "terracotta".
Le altre possibili soluzioni che pensavo di testare per la verniciatura erano l'uso della cera (scartata dopo una piccola prova di cui non rimane traccia), l'olio d'oliva e, in ultimo, la vernice per mattoni a vista (quelli veri).
Dopo il successo dello smalto per legno, però, decido di sospendere la sperimentazione e passare direttamente alla fase realizzativa.



Con un piccolo pennellino, stendo il primo strato di vernice sul pavimento, facendo attenzione a non macchiare le pareti, ancora incomplete e che vernicerò in un secondo momento.
L'aspetto in un primo momento mi lascia soddisfatto (vedi foto in basso), ma lo smalto è ancora fresco e bisognerà vederlo una volta asciutto. Intanto, a causa del freddo e dell'ora notturna, sono costretto a lavorare in casa e l'odore di vernice è quasi insopportabile.


Il giorno seguente lo smalto è ormai asciutto, ma ha perso quell'uniformità che lo rendeva così perfetto la sera prima, forse con la complicità della luce elettrica. Alcune zone risultano più scure, mentre in altre la vernice si è come ritirata, lasciando macchie più chiare. Esercitando una forte pressione sulla superficie (con l'unghia di piatto, o la parte esterna di un cucchiaino), il colore sembra assumere un aspetto più uniforme, ma il risultato non mi convince troppo. Decido così di applicare una seconda passata di vernice, evitando l'eventuale formazione di uno strato lucido con uno straccetto asciutto che strofinerò sullo smalto ancora fresco.

 
Nelle immagini, dettagli del pavimento con il primo strato di vernice ancora fresco. 
Si intuiscono però zone asciutte più chiare.

Nonostante questo accorgimento la seconda mano risulta molto più lucida della precedente, e a seconda dell'angolazione con cui lo si guarda, il pavimento riflette la luce, creando esattamente l'effetto che mi proponevo di evitare. In questa foto il problema non si nota particolarmente a causa dell'inclinazione, ma il tono è decisamente troppo acceso.


Dopo inutili tentativi di stemperare il colore usando uno straccio, i polpastrelli, e la carta igienica, sono quasi rassegnato a tenermi il pavimento lucido. Poi, per un lampo di genio (o spinto dalla disperazione) tento l'impensabile e dopo essermi spolverato un dito con il cemento a presa rapida, lo sfrego sulla superficie lucida ma ancora leggermente appiccicosa del pavimento.
Il risultato in un primo momento mi lascia perplesso... poi grido al miracolo. Eccolo l'antico pavimento in cotto medievale, invecchiato a regola d'arte e appesantito dallo sporco dei secoli!





Materiali: Accessori per presepi

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Ecco un'altra possibile fonte di materiali per l'arredamento della Domus: il mercatino di Natale!

Ogni anno in una piazza del centro viene allestito un mercatino natalizio di dolci, prodotti tipici e accessori per il presepe. Prima d'ora non avevo mai mostrato molto interesse per questa tradizione, se non per la precisione e la fedeltà con cui vengono realizzate alcune miniature di oggetti, cibi e animali.
Quest'anno ho visitato il suddetto mercatino con occhi ben diversi, alla ricerca di qualcosa di utile per il mio progetto, e le mie aspettative non sono rimaste deluse.


In generale gli accessori non si adattano alle dimensioni della Domus, essendo realizzati in una scala più grande. Qualcosa però sono riuscito ugualmente a recuperare.
Una brocca in scala più grande può convertirsi in un'anfora, una scodella diventare un pentolone, ecc.

Avremo occasione di rivedere ognuno dei miei acquisti nel dettaglio quando sarà il momento di arredare la cantina...