Costruzione 42: Scala in mattoni (4) e chiusura dei sotterranei

19/01/11 | ۩ |

Questo è l'ultimo post dedicato alla costruzione dei sotterranei. Dopo ben un anno e mezzo dall'inizio dei lavori è giunto il momento di chiudere le coperture e dare per terminata la cantina, la dispensa, la prigione e tutto quanto si trova a questo livello.

Le volte e gli archi di copertura di parte degli ambienti sono già assemblati e pronti per essere montati in modo definitivo. Il resto si trova invece diviso in tre parti a causa della complessità della forma, e il mio primo compito in quest'ultima fase del lavoro sarà quello di unire i vari pezzi in un unico blocco.
E' un'operazione che ho già effettuato, quindi non sto a spiegarla di nuovo nei dettagli. L'unico problema è dato dal fatto che uno degli archi in pietra è già fissato ai pilastri e gli eventuali ritocchi andranno effettuati dopo l'incollaggio delle volte.


I sotterranei della Domus sono sostanzialmente organizzati in due ambienti principali: uno più stretto e allungato, che dalla scala e dalla cisterna porta fino ad un'arcata laterale aggirando la gabbia della prigione; Un altro più ampio e regolare, coperto da sei volte a crociera che appoggiano su due corte colonne in pietra e che ospita la cantina e la dispensa. Sul fondo di questa sala si apre un piccolo corridoio voltato chiuso da un cancelletto in ferro, mentre sul lato opposto, immediatamente sotto la volta, si trova una finestra centinata e protetta da inferriate.

Oltre a questi, vi è un altro spazio occupato dalla cisterna dell'acqua (che però potrebbe anche essere una ghiacciaia) e dalla scala che sale al piano terra, entrambi coperti da volte a botte.
Proprio la copertura della scala necessita ancora di qualche ritocco per poter essere conclusa. In particolare qui si verifica un problema: i mattoni che compongono l'arcata della porta, costruita nelle prime fasi del cantiere, non si incastrano perfettamente in quelli della volta. Questo non succederebbe in un cantiere reale, dove la volta verrebbe costruita direttamente sul posto. Io invece l'ho assemblata a parte per poter continuare a lavorare alla scala, ed evidentemente i mattoni avevano dimensioni leggermente diverse dai precedenti.
Una volta constatato il problema ed esaminate le possibili soluzioni, mi prendo una bella "licenza poetica" ed unisco i due pezzi usando direttamente il das, approfittando della momentanea assenza del capomastro.



Prima però che il materiale asciughi completamente, torno a rimuovere la volta. La scalinata infatti non è ancora completa ed inoltre andrà ancora carteggiata, cementata e verniciata, quindi la copertura, pur se terminata,  dev'essere mantenuta mobile ancora per un po'.


Colloco nuovamente la volta al suo posto quando il das è già secco, e procedo alla carteggiatura interna dell'arcata per eliminare gli eccessi di materiale e ripristinare la curvatura dell'arco.


 Per proteggere la scala dalla polvere la fodero con un ritaglio di alluminio da cucina, pressandolo un poco perché ne assuma la forma e non scivoli via. Ancora una volta sto sporcando di polvere i sotterranei già terminati, e mi toccherà ripulirli per bene.
Quando starò lavorando ai piani superiori dovrò studiare qualche accorgimento per evitare che la polvere penetri nella cantina, perché una volta chiusa sarebbe impossibile pulirla. Per ora risolvo tutto con l'aspirapolvere elettrico, ingombrante e rumoroso ma efficace.




Terminate le operazioni di pulizia, sono pronto per chiudere la prima metà dei sotterranei. Le volte appena assemblate invece le installerò in un secondo momento, dopo aver concluso le rifiniture della scala.


Nei punti in cui le arcate poggiano sui capitelli d'imposta, distribuisco un po' di colla mastice. Finora l'avevo usata soltanto nelle strutture in cemento per via della sua consistenza, che permette di riempire eventuali spazi vuoti e dare resistenza all'unione dei vari pezzi.
Questa volta quindi non si torna più indietro, una volta collocate le volte non si staccano più.


Ultimo ritocco: un po' di colla bianca per sigillare il perimetro delle volte, e poi a riposo per un paio di giorni sotto un peso di 4 chili.





2 commenti:

Giò ha detto...

http://4.bp.blogspot.com/_DjCENcTRyho/TTbD5LP-FXI/AAAAAAAAK3E/U9C3NJwX668/s1600/cos405-scala-dai-sotterranei.jpg

Mi immagino un servo che per l'ennesima volta è costretto a scendere quelle scale per soddisfare alcune particolari richieste alimentari dei suoi padroni...me lo immagino girare l'angolo, distratto dalla stanchezza e totalmente non curante della presenza del prigioniero al di là delle sbarre, il quale è da giorni che aspetta questo momento...e allungandosi il più possibile al di là della grata si appiglia con le dita ai vestiti del servo portandolo senza troppa fatica verso di se, con un movimento rapido, e costringendolo all'immobilità...schiacciato contro il gelido ferro. Ne seguirà un ricatto...ma ai signori della Domus interesserà più il castigo del prigioniero o la vita del loro schiavo?

werner ha detto...

Non ci crederai, ma avevo immaginato anche io una scena molto simile.
Mano a mano che la costruzione prende forma non posso evitare di immaginare vicende e sequenze ambientate al suo interno.
Chissà, una volta terminato il lavoro tutto questo potrebbe evolvere in qualcos'altro, diventare uno spunto per un racconto, un fumetto...
Ma i tempi non sono ancora maturi!

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