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Costruzione 43: Il gatto nero (1)

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Adesso che lo scantinato è chiuso e la dispensa per me è irraggiungibile, risulta davvero complicato fare in modo che nessun ospite indesiderato si avvicini alle scorte di viveri.
Dal momento in cui ho collocato le anfore al loro posto, sono state prese di mira dai topi, che in alcune occasioni sono riusciti quasi a scoperchiarne una e rovesciarne il contenuto sul pavimento (nonostante siano fissate con la colla!).
Ovviamente li ho fatti allontanare, ma ce n'è uno in particolare che non demorde, ed ogni volta che do un'occhiata in cantina lo trovo lì a tramare nell'ombra. Sono riuscito anche a scattargli una foto di nascosto:


Ora, io ho ben altro da fare che non stare a vigilare la cantina giorno e notte per proteggerla dai topi, così decido di porvi rimedio con un metodo semplice e naturale, che ben si addice ad una domus medievale: un gatto!
Un bel gattone affamato, che faccia da custode al cantiere anche quando i costruttori non ci sono e che tenga lontane quelle bestiacce dalla cantina.

Dopo una breve ricerca mi rendo conto che è davvero difficile trovarne uno delle giuste dimensioni. Quelli che ci sono in giro, alla scala della Domus sembrerebbero degli orsi... 
Poi di colpo salta fuori da un vicolo questo bel gattino bianco e nero, e sventolandogli davanti un'acciuga rubata al pescivendolo riesco a fare in modo che mi segua fino ai sotterranei. Qui però mi accorgo che quelle macchie di pelo bianco lo rendono troppo visibile anche al buio, e quei topastri sono troppo furbi per trascurare anche il minimo dettaglio. Con un pennarello nero apporto qualche piccola modifica alla mia mascotte prima di lasciarla al suo compito.


Per precauzione gli metto in un angolo una ciotola con un po' di pane nel caso non si presentasse nessun roditore. Non sembra apprezzarla granché, ma se dovesse aver fame sono sicuro che non farà storie.
Eccolo qua in vari scatti mentre sorveglia attento il cantiere...



Ah, per i curiosi: la ciotola (ø3mm) è in realtà metà di un baccello di una non meglio identificata pianta silvestre...



Costruzione 38: La dispensa

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Esattamente un anno fa, in alcune bancarelle natalizie, facevo diversi acquisti che sapevo mi sarebbero tornati utili per l'arredamento della Domus.
Alcuni di essi ho già avuto modo di usarli, come ad esempio le botti per il vino. Altri invece attendono il loro momento chiusi nei sacchetti.
Tra questi si trovano anche una serie di anfore in terracotta che avevo minuziosamente selezionato tra le tante in esposizione. La maggior parte delle miniature in vendita, infatti, presenta dimensioni non compatibili con quelle della Domus, essendo questa realizzata in scala 1:50. Tutto è molto più piccolo di quanto non sembri osservando le foto, e chi ha avuto occasione di vederla dal vero è rimasto spiazzato dalle sue ridotte dimensioni.

Ma come stavo dicendo, ho scelto alcune anfore di diversa forma con l'idea di creare un angolo dispensa nei sotterranei. Qui, lontano dalla luce e dalle temperature esterne, possono essere immagazzinate le scorte alimentari della casa o altri prodotti destinati al commercio (non dimentichiamo che siamo in una città portuale e che i padroni di casa sicuramente svolgono un'attività commerciale e possiedono magari una propria flotta di navi da carico).

Dopo aver scelto quale sarebbe stato il suddetto angolo, ho fatto alcune prove di posizionamento e preso dall'entusiasmo ho scattato varie foto. Ecco le migliori:


Come ho già detto sono solamente prove e la struttura della cantina era ancora incompleta, ma la luce era davvero irripetibile e ho deciso di pubblicarle ugualmente.
Adesso passiamo però alla realizzazione definitiva dell'angolo dispensa.

Per prima cosa devo fabbricare dei coperchi per le anfore, e decido di usare materiali differenti per i due diversi modelli. Quelle grandi verranno chiuse con coperchi rotondi realizzati in das, utilizzando ritagli di materiale già secco, mentre le anfore piccole avranno dei veri e propri tappi in sughero.


Poi, con la canapa già usata in precedenza per la prigione, preparo un pagliericcio che sistemo sul pavimento, e vi appoggio sopra le anfore, questa volta nella classica disposizione ad incastro usata anche sulle navi per risparmiare spazio.


Il lavoro sembra già concluso, invece la parte difficile inizia adesso.
All'interno della Domus nessun elemento potrà restare libero perché, in caso di spostamenti , quando la struttura sarà chiusa risulterebbe impossibile rimediarvi.
Le anfore quindi andranno incollate una ad una, facendo però attenzione a non lasciare sbavature di colla visibili dall'esterno. I principali punti dai quali si potrà osservare l'angolo dispensa sono la terza arcata del fondo e il tunnel sotterraneo. In modo parziale, comunque, saranno visibili anche dalle altre aperture, incluso il lucernario.


Dopo averle rimosse facendo attenzione a non alterarne la posizione, ricolloco le anfore applicando la colla di volta in volta nelle zone meno visibili e rimuovendone gli eccessi. Per assicurarmi che l'incollaggio sia definitivo do anche una spruzzatina di colla spray sulle anfore e sul pagliericcio, ottenendo un involontario effetto ragnatela. Di breve durata, purtroppo, ma molto interessante.



A questo credo ormai che l'opera sia conclusa e mi accingo a dedicarmi ad altro, quando un movimento furtivo nei pressi delle anfore attira la mia attenzione. Mi avvicino all'arcata laterale per dare un'occhiata all'interno, e con mia sorpresa ecco cosa vedo:


Avrei dovuto aspettarmelo. Come poteva passare inosservata una dispensa così ben fornita in un cantiere ancora aperto? In qualche modo dovrò cercare di porre rimedio a questa situazione.
Se solo ci fosse in giro un gatto...