Costruzione 120: "Finestra stratigrafica" (2)

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La sezione stratigrafica del sottosuolo è ormai completata e ne ho illustrato la costruzione nel precedente post.
Ora passiamo alle rifiniture esterne che daranno alla struttura un aspetto più defnito.

La differenza principale rispetto alla costruzione della prima finestra è rappresentata  dal taglio del vetro. Mentre nel primo caso l'intera finestra è stata disegnata a partire dal tondello di vetro che già possedevo, in questo caso è quest'ultimo che dovrà essere tagliato per adattarsi allo spazio disponibile. Non avendo a disposizione nessun attrezzo specifico, mi procuro un tagliavetro ad olio in un bazar cinese (gli unici negozi aperti nei giorni festivi).


Nello stesso negozio acquisto un paio di piccoli portafoto dai quali spero di poter recuperare il vetro necessario al mio lavoro.
Il problema è che non ho mai usato questo aggeggio e com'era prevedibile, il primo approccio è disastroso. Al posto dell'olio da taglio (che non ho) riempo la capsula di olio d'oliva, e dopo aver preso le dovute misure, procedo al primo taglio.
Dopo numerosi tentativi e imprecazioni in varie lingue riesco ad ottenere un rettangolo di vetro della misura desiderata, anche se su un lato il bordo è tagliato in modo molto irregolare.

In fase di montaggio rimedierò a questo inconveniente con la costruzione di una piccola cornice in legno (che in verità avevo già previsto di realizzare ma che avrà anche lo scopo di nascondere i difetti del vetro).
Il legno è lo stesso usato per i travetti del solaio, incollato con la colla da contatto e poi verniciato con lo smalto trasparente.


Una volta asciutto procedo al montaggio definitivo, appoggiando il vetro al terreno e incollando la cornice al bordo di ardesia.


Adesso la mia finestra è davvero finita e posso azzardare una lettura cronologica della stratigrafia che vi è rappresentata.


Come forse ho già avuto modo di dire, da parte mia non vi è l'intenzione di rappresentare una reale sezione di terreno in modo geologicamente coerente, anche se ammetto che la cosa non mi dispiacerebbe. Purtroppo il tempo a mia disposizione è quello che è, e per ottenere la laurea in geologia dovrei prima frequentare un po' le aule universitarie o fare lunghe e noiose ricerche... per costruire qualcosa che in origine non era neppure previsto dal progetto!
Insomma, la Domus chiama e sarebbe anche ora di finire una volta per tutte il sottosuolo e tornare all'architettura vera e propria.
Teniamoci questa "finestra stratigrafica" come un semplice esercizio di fantasia, che poi è l'aspetto più stimolante di tutto il Domus project (almeno per me)!


MATERIALI:
legno, vetro, colla da contatto, smalto trasparente
STRUMENTI:
pinzette, cutter, tagliavetro ad olio, pennello
MISURE (in cm):
10,2 x 2,6 cm (interno finestra)
0,3 cm (sezione cornice)



Construcción 21: Arco de piedra

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Entre las bóvedas del sótano quedan unos espacios vacíos. Estos espacios serán cerrados con simples arcos de medio punto, ligeramente más bajos que las bóvedas y de diferente composición.
El primero, inmortalado en estas fotos, ha sido realizado en piedra. Otros estarán hechos de ladrillos o mezclando ladrillos con piedras.
Ya lo he dicho, me gusta variar. Quizás el resultado final sea poco uniforme a causa de las diferentes soluciones constructivas adoptadas, pero quiero evitar a toda costa que el trabajo se vuelva aburrido... además el cliente es un personaje bastante excéntrico.

Pero volvamos a nuestro arco.
La puesta se realiza sobre una estructura provisional de poliestireno y cartón, como por el arco del acceso lateral, y colocando las piezas junto a la bóveda de arista ya terminada (pero aún removible).


Las piedras están pegadas con cola blanca y el arco será tratado con lechada para rellenar todos los huecos. El exceso de cola en la parte superior es intencional para otorgar más resistencia al arco, de todos modos quedarán ocultos a la vista cuando el extradós de las bóvedas (la superficie superior convexa) será rellenado para la puesta en obra del suelo de la planta baja.


Debajo, dos imágenes más de la estructura que incluyen una prueba de montaje de la rejilla metálica.





Costruzione 119: "Finestra stratigrafica" (1)

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Prima di poter riempire definitivamente il sottosuolo del vicolo laterale, devo ancora occuparmi della parte posteriore del rivestimento. Si tratta di una lunga striscia che in un primo momento pensavo di risolvere con un listello di ardesia delle stesse dimensioni, ma che volendo poteva essere rifinito anche in modo più fantasioso...

Siccome durante la costruzione della "finestra archeologica" alcune idee erano state scartate per mancanza di spazio, decido di riesumarle per la costruzione di una seconda finestra, attraverso la quale sarà possibile osservare una sezione verticale del sottosuolo.

Il primo elemento ad essere inserito è un frammento di ciottolo di fiume, che in questo caso svolge il ruolo di roccia. Dopo un'iniziale incertezza, ricolloco la pietra dietro al rivestimento, lasciando un certo margine per il futuro inserimento di un vetro di protezione (di cui ancora non dispongo).
Poi, sopra la pietra verso una colata di cemento misto a terriccio, che successivamente lavorerò per inserire i primi elementi "biologici" alla mia finestra: i fossili.


Trattasi in realtà dei gusci di due piccole lumache trovate all'interno di un cavolfiore.
Siccome i gusci sono semi-trasparenti, prima di collocarli ne riempo l'interno con tempera marrone per renderli più visibili.
Inizialmente uno solo di questi è inserito nella finestra, affiancato da un altro più vecchio trovato in mezzo ai sassolini di fiume.
Ad accompagnare questi fossili spiraliformi (ammoniti, direi), inserirò anche un paio di gasteropodi, recuperati in questo caso tagliando la punta di due vecchie viti.


Altri fossili più piccoli sono rappresentati da elementi vegetali secchi, incollati alla superficie e successivamente integrati al resto del sottosuolo con una spennellata di boiacca.


La costruzione prosegue con un'ulteriore colata di cemento e l'inserimento di nuovi elementi. Questa volta si tratta di resti umani.
Il cranio è realizzato con un frammento di pietra artificiale, mentre le costole sono in realtà unghie. "Ah, che schifo!" dirà qualcuno.
Beh, dovendo trovare un modo facile ed economico per rendere delle ossa umane, la prima cosa che mi è venuta in mente sono le lische di pesce, ma tra quelle e le mie unghie preferisco senza dubbio le seconde. E poi in questo caso il materiale usato si avvicina davvero molto a quello reale!

Andiamo avanti. Mentre sono alla ricerca di qualche attrezzo perduto, mi imbatto in un materiale messo da parte molto tempo prima con l'intenzione di usarlo per il sottosuolo della Domus e poi del tutto dimenticato: frammenti di corteccia raccolti in un'aiuola e che per il loro aspetto potrebbero sembrare stratificazioni rocciose.

A questo punto ormai risulta impossibile rimuovere il primo strato di cemento, un tutt'uno con le viti e l'armatura interna. Riesco però a staccare la metà superiore senza fare troppi danni e ad inserire un pezzo di corteccia.

Una volta uniformato il colore con il cemento, il nuovo elemento si integra perfettamente con il resto dei materiali, rendendo proprio l'idea che cercavo.
Peccato non averlo potuto inserire prima, perché dal punto di vista geologico questa stratificazione mi convince ben poco. Sarebbe forse più plausibile se si trattasse di magma solidificato in seguito a un'eruzione. Ma siamo a Genova, non a Pompei...

Adesso però è di nuovo la volta dei fossili ad essere modificati. Non del tutto convinto dall'aspetto della chiocciola bianca, che oltretutto sporge eccessivamente dal muro, decido di provare a sezionarla applicando di piatto il disco diamantato del Dremel.
Ovviamente questa, non appena entra in contatto con lo strumento rotatorio va in mille pezzi, obbligandomi a sostituirla con quella più piccola precedentemente scartata.
Avevo messo in conto anche questo quindi non mi dispero più di tanto.

Nella parte superiore della finestra userò altri materiali ancora, tra cui sassolini, sabbia e carbonella.
La carbonella del barbecue, opportunamente sbriciolata, mi serve per realizzare uno strato di ceneri, probabile conseguenza di un evento tragico quale un grosso incendio o un attacco alla città da parte dei saraceni.
Osservando le aree archeologiche è facile notare questo tipo di stratificazioni, ben riconoscibili anche da occhi poco esperti.



Un ulteriore livello è costituito dal cemento (sempre misto a terriccio per ottenere un tono marrone) che farà da fondo a un vecchio acciottolato, anch'esso rimasto sepolto da successive stratificazioni (queste realizzate con sabbia di mare e colla bianca).



La superficie sarà formata da alcuni scalini in pietra, posati al di sopra del selciato precedente.
Questi però li vedremo nel post relativo alla pavimentazione del vicolo.

Dopo aver verniciato la superficie con smalto trasparente, posso considerare conclusa la composizione della stratigrafia.
Tutt'altro che conclusa è invece la finestra in generale, che per meritarsi questo nome avrà ancora bisogno di un vetro e una cornice...

MATERIALI:
pietra di fiume, cemento a presa rapida, colla bianca, sabbia, sassolini, carbonella, corteccia, gusci di lumaca, tempere, pietra artificiale, viti, unghie, piante secche, smalto trasparente, colla spray;
STRUMENTI:
tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, spatolina, Dremel, morsa da tavolo;
MISURE (in cm):
(da verificare)



Costruzione 118: Riempimento del sottosuolo

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Visto che la costruzione della finestra archeologica è ormai completata e che mi sto occupando del fiume sotterraneo, direi che posso iniziare a riempire il resto del sottosuolo innalzando anche il rivestimento esterno in ardesia.

Il riempimento verrà effettuato usando cemento misto a ghiaia, per poi convertirsi a solo cemento nella parte superiore, dove servirà da fondo per la posa delle pietre e dei mattoni di copertura.

Adesso torneranno utili le viti e il filo metallico che avevo inserito nel muro laterale e che assicureranno il sottosuolo al resto della struttura.


Della parte posteriore mi occuperò in seguito con la costruzione della finestra stratigrafica. Ma quella la vedremo nel prossimo post.
Ora procediamo alla chiusura definitiva della finestra archeologica, incollando il vetro prima alla metà inferiore del rivestimento per poi inserire la parte superiore.



In questo modo l'interno della camera sotterranea risulterà definitivamente sigillato e si eviterà l'infiltrazione di polvere. Questo primo incollaggio verrà poi integrato con l'inserimento di altra colla per renderlo più uniforme
Una volta asciutta, la colla risulterà comunque trasparente e il suo impatto visivo sarà minimo.
Facendo un salto avanti nel tempo, ecco l'aspetto della finestra immediatamente dopo la rifinitura del bordo:


La chiusura del rivestimento prosegue nella parte anteriore del vicolo con pezzi di dimensioni più piccole, circondando l'imbocco del corridoio sotterraneo.


Nel raggiungere il livello stradale, invece, sarà necessario rispettare la stessa diagonale data dalla pendenza del vicolo, che sarà poi coperto da una scalinata in pietra e mattoni.
Per tagliare le lastre in modo pulito mi affido al disco diamantato del Dremel, anche se poi effettuo ulteriori ritocchi manualmente con lime e carta abrasiva.


Visto che la superficie esterna è già quella definitiva, con l'uso di un po' di Das mi occupo di rifinire anche il profilo dei muri e della volta in mattoni, che risultano piuttosto irregolari.
Da quando ho costruito quel tunnel saranno passati due anni e all'epoca non avevo idea di come avrei rifinito il perimetro. Anche le lastre di ardesia le recuperai solo diverso tempo dopo...


A questo punto del lavoro mi prendo lo sfizio di collocare la Domus sulla bilancia per avere un'idea del suo peso: 20Kg giusti. L'ultima volta che l'avevo pesata era intorno ai 15Kg, ma mancava ancora tutto il sottosuolo e parte della muratura.
Quello del peso, nel prossimo futuro potrebbe diventare il mio maggior problema. Nella parte superiore i materiali saranno più leggeri e i muri più sottili, ma la torre sarà comunque interamente in pietra e vorrei evitare che l'edificio nel suo complesso pesasse più di 50Kg.
Forse studierò un sistema per rendere la torre "smontabile" nella sua metà superiore, ma è decisamente presto per pensarci.


Ora, approfittando della momentanea assenza della Domus, ripulisco il tavolo di lavoro e mi preparo ad eseguire un'indagine stratigrafica del terreno...

MATERIALI:
ardesia, cemento, ghiaia, colla bianca, viti in acciaio, filo metallico, vetro, das
STRUMENTI:
carta abrasiva, seghetto, lime, Dremel, spatolina, paletta, spugnetta
MISURE (in cm):
lunghezza del vicolo (dall'angolo dell'edificio): 13,7
spessore del rivestimento: 0,6
diametro finestra archeologica: 6