Costruzione 167: Ingresso laterale - arcate vano scala e portone (1)

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Dunque... ultimamente mi risulta un po' difficile selezionare le foto per il blog portando avanti ogni volta un singolo elemento della costruzione. Il cantiere è attivo su tutti i fronti e vorrei procedere con un certo ordine.
In questo post mi concentrerò sullo sviluppo dell'ingresso laterale, del quale abbiamo visto (ormai parecchio tempo fa) la posa del pavimento, il prolungamento delle scale e la costruzione della porta di accesso al fondaco (ancora senza infisso).

Le altre aperture che si affacciano sul vano d'ingresso (come si vede dallo studio qui accanto) sono il portone che dà sul vicolo laterale e le due rampe di scale che conducono rispettivamente verso il magazzino (e poi il piano nobile) e l'ingresso principale.
Le arcate in questo caso hanno già l'aspetto definitivo che verrà poi ripreso nella costruzione, mentre il portone all'epoca non era ancora stato studiato nei dettagli e risulta appena abbozzato.

Iniziamo quindi dagli archi, che hanno la stessa luce di quelli realizzati finora a copertura della scala, con la differenza che questa volta le due arcate andranno a formare un unico pezzo per coprire le soglie di entrambe le rampe.

La moneta da 2 euro utilizzata per tutti i precedenti archi torna doppiamente utile, (forse) per l'ultima volta. Per il momento non la spenderò ancora...


Il muro sovrastante i due archi riprende il perimetro della torre e per dare continuità alla struttura verrà realizzato con le stesse pietre del paramento esterno, così come fatto all'interno del fondaco.


I giunti tra le pietre verranno poi riempiti con il cemento, ma di questo mi occuperò solo alla fine della posa prima della costruzione del solaio.


Ora volgiamo la nostra attenzione alla parete esterna, sulla quale dovrà aprirsi il portone.
Questa parte della costruzione la si è vista molto poco finora. Sarà quindi necessario un piccolo ripasso.

La foto qui accanto si riferisce alla soglia appena costruita, quando ancora mancava tutto il sottosuolo del vicolo e la scalinata esterna. Alla sua sinistra è visibile una rientranza nel muro, che costituisce il primo elemento di un canale di scolo interno alla parete e che proseguirà fino ai piani superiori.

Mano a mano che la costruzione avanza, gli stipiti crescono in altezza e si va delineando il profilo del portone, mentre il canale prosegue il suo percorso all'interno del muro.


Raggiunta l'altezza idonea per la posa dell'architrave, la costruzione del portone si ferma temporaneamente. Prima di proseguire voglio avere le idee più chiare sulla forma che dovrà avere la struttura e sull'altezza definitiva della parete. Nel frattempo decido che le ante del portone non saranno munite di gangheri e bandelle, ma ruoteranno sui montanti come quella esterna del fondaco.


Dopo aver preso in considerazione diverse tipologie di archi, architravi e portoni, decido di fare un piccolo esperimento, inserendo un elemento di riuso proveniente dall'architettura romana.
L'architrave potrebbe essere costituito infatti da un'antica cornice in stile ionico, recuperata durante gli scavi assieme alla colonna in marmo.

Per la lavorazione di questo elemento userò le punte diamantate del Dremel su un blocco di pietra artificiale.


Visto nel dettaglio, il fregio risulta un po' irregolare in alcuni punti, ma da lontano fa la sua figura. Bisogna anche pensare che è rimasto interrato per più di mille anni...


Una volta completata la cornice e posizionata nel muro, mi rendo conto che l'ampiezza del portone è eccessiva per poter essere coperta da un unico blocco. In tutti i casi in cui ho potuto osservare una cornice antica riutilizzata in questo modo erano presenti delle mensole ai lati per ridurre il carico sul pezzo ed evitarne la rottura (ad esempio qui e qui).

L'inserimento delle mensole mi costringe ad intervenire nuovamente sugli stipiti, e a riconsiderare l'altezza di tutto il vano d'ingresso. L'arcata superiore del portone dovrà coincidere sulla facciata esterna con gli archetti di scarico e la cornice marcapiano, senza contare il problema della scala in pietra che, allontanandosi il piano superiore, rischia di risultare troppo ripida o di eccedere in lunghezza.
Insomma, è tutto collegato ed ogni piccola modifica necessita un adeguamento dell'intera struttura...


Le mensole sono realizzate in ardesia e lavorate con lime manuali e Dremel per ottenere una piccola modanatura.


Una volta collocate andranno ad arricchire ulteriormente il portone che, nonostante si trovi in un vicolo stretto e presumibilmente poco illuminato, darà ben l'idea della ricchezza della Domus e dei suoi proprietari.
Anche a chi, come in questo caso, vi entrerà dall'ingresso secondario.


(continua...)

MATERIALI:
ardesia, pietra artificiale, colla bianca
STRUMENTI:
tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, Dremel con punte e disco diamantato, livella a bolla, righello, lime
MISURE (in cm):
Arcate scala
luce: 2,5
Portone ingresso
ampiezza: 3
altezza soglia-architrave: 6,4
altezza scalini: 0,6 (x3)
sporgenza mensole: 0,5
altezza mensole: 0,6
profondità mensole: 0,6
altezza architrave: 0,8
canale di scolo: 0,6 x 0,6



Costruzione 166: Parapetto in legno e botola dell'argano

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Rieccomi ancora nel fondaco, questa volta per occuparmi della costruzione di due elementi collegati alla pavimentazione del piano ammezzato e rimandati fino ad ora per questioni di praticità.
Il primo riguarda la scala in legno che unisce i due livelli del fondaco, che ancora mancava di una ringhiera di protezione.
Il secondo invece appartiene alla struttura dell'argano, di cui vedremo il completamento in uno dei prossimi post.


Il pavimento in legno del fondaco è stato protetto finora da una pellicola trasparente che ne ha evitato in gran parte l'impolveramento, ma che mi impediva di mettere mano a questi dettagli tutto sommato minori. Ora che le pareti hanno raggiunto il livello del solaio superiore, le grandi cascate di polvere che si riversavano all'interno del fondaco durante la levigatura delle pietre non dovrebbero più ripresentarsi. E' giunto quindi il momento di dare al fondaco un aspetto più abitabile.

Per prima cosa, mettiamo in sicurezza la scala.
Unendo alcuni listelli di legno, creo un piccolo parapetto che delimiterà una parte dell'apertura sul pavimento del piano ammezzato, evitando cadute accidentali ai più distratti.
Il legno è lo stesso usato per i travetti del solaio, mentre i "chiodi" sono in realtà capocchie di spillo annerite sul fuoco, ma non hanno una vera e propria funzione strutturale, essendo il tutto tenuto insieme dalla colla.


Un secondo lato sarà delimitato da una semplice corda, fissata al parapetto e ad un secondo paletto tramite elementi metallici (gancetti per orecchini), già utilizzati come sostegno per le torce del loggiato.


Giunto in visita al centiere, il committente (che evidentemente non ha altro da fare) sembra apprezzare il lavoro svolto, quindi do questa parte per conclusa e... Come dice? Ah, vorrebbe una corda a modo di corrimano lungo tutta la lunghezza della scala? Sì, in effetti ho già inserito un anello nella parete proprio a questo scopo, ma manca ancora un aggancio al piano inferiore. Vedrò di sistemare la cosa al più presto, non si preoccupi! (E io che speravo non se ne accorgesse!)




Ecco. Ora, mentre il signore si guarda un po' intorno, passiamo ad occuparci del secondo elemento di questo post: la botola dell'argano.

Inizialmente pensavo di lasciare aperta la porzione di solaio antistante l'argano, delimitandola con un parapetto tipo quello appena visto o con una semplice corda. Poi però mi sono reso conto che si tratterebbe di un grosso spreco di spazio, che può invece essere utilizzato quando l'argano non è in funzione.
Ho pensato quindi a due portelli rimovibili dotati di maniglie che, quando chiusi, permettano l'estensione del piano calpestabile a tutta la superficie della botola.
Per permettere l'incastro dei portelli nel pavimento, dovevo in primo luogo creare una battuta d'appoggio, scalettando i due lati più lunghi del perimetro. Operazione portata a termine con righello, cutter e tantissima attenzione per non danneggiare la struttura del solaio.


Poi, una volta eseguite le opportune misurazioni, passo alla costruzione dei portelli iniziando l'assemblaggio dei telai.
Su una prima cornice (che include la battuta delle ante), monto un secondo riquadro (corrispondente alla superficie inferiore delle ante) rinforzato da traverse diagonali.


Poi è la volta delle tavole, che decido di disporre perpendicolarmente rispetto al tavolato del pavimento. Questo non solo per rendere più evidente la presenza della botola, ma anche per dare più resistenza alle ante, che verranno aperte appunto in senso longitudinale.


A questo scopo, ognuna delle ante sarà dotata di anelli in ferro che ne faciliteranno il sollevamento. Un paio di uomini con buone braccia dovrebbero essere sufficienti per eseguire l'operazione.


Per la realizzazione degli anelli, nessuna novità di sorta: il solito filo di ferro arrotolato con le pinze e ribattuto a martello per la forgiatura dei ganci.
I fori nel legno invece sono fatti con la punta più piccola del Dremel.


Ecco fatto! Ora si può camminare tranquillamente per il fondaco senza temere di cadere ad ogni passo.
Vediamo se il signore della casa è soddisfatto o ha qualcosa da ridire...


"Bello, bravo!"
Grazie, messere.
"Ma... l'argano non funziona ancora?"
Ehm... manca il braccio superiore. Devo montarlo e fissarlo alla muratura.
"E cosa aspetti?"
...

MATERIALI:
legno, colla da contatto, spago, filo di ferro, gancetti per orecchini
STRUMENTI:
tenaglie, pinze, pinzette, carta abrasiva, seghetto, cutter, righello, Dremel, martello
MISURE (in cm):
perimetro botola: 7,6 x 4,4
scalettatura battuta: 0,2
sezione listelli parapetto: 0,3
larghezza parapetto: 2,7



Costruzione 165: Solaio del piano nobile (1) - perimetro loggia e travettatura

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In questo post inizierò ad occuparmi della costruzione del solaio del piano nobile.

Resta ancora molto da fare prima di poter dare per terminato il piano ammezzato, ma il completamento del perimetro murario della loggia e del rinfianco dell'arcata principale mi dà la possibilità di testare in anticipo il posizionamento dei diversi elementi. In questo modo posso verificare le altezze di mensole, travi e travetti perché coincidano con il livello prestabilito del pavimento e con gli archetti pensili che seguiranno il piano lungo la facciata esterna.



La trave principale (rompitratta), che divide l'ampio loggiato in due parti uguali, poggia sui muri laterali tramite doppia mensola. Questa è formata da un primo blocco aggettante in pietra, sormontato poi da una seconda mensola in legno di uguale spessore.



Di seguito, altre immagini relative al completamento del perimetro murario, scattate a qualche tempo di distanza (dopo la pausa estiva).
L'unico tratto di muratura ancora incompleta riguarda un'apertura, diciamo così, di "servizio": uno sportello che metterà in comunicazione il magazzino con il loggiato per la movimentazione delle merci tramite una piccola puleggia.




Sulla trave principale poggeranno ortogonalmente tutti i travetti, ad una distanza di circa 1cm uno dall'altro (in scala, una cinquantina di centimetri). Questi andranno ad inserirsi nei muri di facciata, supportati da altrettante mensoline in pietra.


Avrei potuto inserire i travetti direttamente nel muro o collocare lungo la parete una trave d'appoggio (dormiente), metodo più spesso usato in area genovese. In questo caso però la presenza delle mensole risulta più scenografica, inoltre avrò modo di sperimentare diverse soluzioni per i solai dei piani superiori, tra cui appunto l'uso dei dormienti.
La posa di questi travetti e delle mensole, ovviamente, necessita di un continuo uso della livella per la verifica dell'orizzontalità. Questa è resa più difficile dal fatto che il ripiano su cui poggia attualmente la Domus non è perfettamente orizzontale e se non vi porrò rimedio rischia di crearmi dei problemi.



L'intera struttura del solaio è tenuta insieme dalla colla, ma non è ancora fissata ai muri. Questo mi permetterà di rimuoverla per lavorare più agevolmente al completamento degli ambienti e all'intradosso dello stesso solaio, che come vedremo risulterà riccamente decorato...

MATERIALI:
ardesia, colla bianca, legno, colla da contatto
STRUMENTI:
tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, lime, cutter
MISURE (in cm):
luce loggia: 13,2 x 13,2
trave: 15,7 x 0,7 x 0,7
travetti: 6,8 x 0,3 x 0,3
altezza della trave dal suolo: 18,5
distanza fra i travetti: 1