Costruzione 31: Apertura di un lucernario (parte 1)

02/11/10 | ۩ |

Da tempo stavo soppesando la possibilità di aprire una finestra in una parete della cantina. Una volta terminata e sigillata la struttura, infatti, l'interno non sarà più visibile se non attraverso le aperture predisposte (il tunnel, l'arcata laterale e la parete di fondo, che rimarrà aperta su tutti i piani della Domus).

Inizialmente pensavo che l'arcata sarebbe stata sufficiente per osservare tutto l'interno della cantina, ma poi mi sono accorto che, a causa della disposizione delle colonne, a costruzione ultimata sarebbe risultato impossibile avere una visione completa del del cancello e del tunnel. Questo, che a mio giudizio è uno degli angoli più evocativi, sarebbe stato visibile solo dalla parete che vi si trova di fronte, e che in un primo tempo avrebbe dovuto ospitare le botti del vino.

Spostate quindi le botti in un altro angolo, la parete rimaneva libera (almeno nella parte alta) offrendomi la possibilità di creare un'ulteriore apertura. Si trattava di fare un po' di lavoro extra, ma ne valeva la pena.

Anche in questo caso però, avrò modo di dare prova della mia imperizia commettendo un errore che molto probabilmente sarebbe costato il posto ad un vero costruttore.

Dopo aver segnato a  matita le linee lungo le quali avrei dovuto tagliare il muro in cemento (con un'inclinazione convergente verso l'esterno), inspiegabilmente procedo al taglio nella direzione opposta, facendo cioè convergere le linee all'interno (fig.254).

In questo caso, il taglio inclinato del muro non è semplicemente un vezzo estetico, ma è studiato in modo da permettere l'ingresso nella stanza della maggior quantità di luce possibile. Non avrebbe quindi senso costruire un'apertura con il lato stretto verso l'interno, a meno che non si tratti di una feritoia di difesa, dove la maggiore luce all'esterno consentirebbe una visuale più ampia e faciliterebbe il movimento dell'arma - magari una balestra - senza la necessità di esporsi troppo.
Ma non è questo il caso.

Quando mi accorgo dell'errore ormai ho quasi terminato di rivestire il muro con i mattoncini (fig.255-256), così decido di lasciar seccare la colla e rimuovere in blocco le parti laterali del rivestimento per poi riadattarle alla nuova forma (fig.257).

Su un supporto provvisorio realizzo l'arcata superiore, che rispetto a quelle finora realizzate presenta un tocco di difficoltà in più. L'interno e l'esterno dell'arcata infatti presentano larghezze differenti e l'arco deve combaciare ai due lati con la muratura già realizzata.
Mi vengono in aiuto una molletta di legno e ciò che resta di un rotolo di carta igienica (fig.258).


La diretta conseguenza del suddetto "disguido" è che la finestra, in origine progettata con un aspetto più o meno quadrato, adesso risulta decisamente più larga. L'arcata superiore infatti coincide quasi esattamente con la curvatura della volta (fig.259).

Tutto sommato non è un gran problema, vorrà dire semplicemente che sarà più facile guardare all'interno una volta finita. E poi chissà quante varianti architettoniche presenti nei nostri edifici storici hanno avuto origine a causa dell'imperizia di qualche muratore!
Prima di vedere conclusa l'opera, però, bisognerà terminare le volte, riempire i giunti di cemento, costruire e montare le inferriate, verniciare i muri...



QUI la seconda parte.



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