Costruzione 164: Porte del fondaco (piano ammezzato) (2)

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Dopo aver visto la costruzione dei due accessi al fondaco, concentriamoci su quello esterna e vediamone il completamento con il montaggio degli infissi.
L'aspetto esterno della porta appare già quasi completato, mentre all'interno mancano ancora alcuni elementi quali le asole per il bloccaggio delle ante e l'arco sovrastante.


Iniziamo con le asole, che vengono posizionate sulla verticale dei due fori già presenti ai lati della soglia e all'interno delle quali si inseriranno i montanti in legno, appositamente arrotondati alle due estremità per agevolarne la rotazione.

La costruzione procede in modo discontinuo. Per un certo periodo mi concentro sullo sviluppo di altri elementi, rimandando il montaggio degli infissi ad un secondo momento. A differenza di quanto fatto però con altre porte (inclusa quella che dà sull'ingresso secondario), la presenza delle asole e di questo tipo di infissi non mi permetterà di completare il perimetro murario fino a quando le ante non saranno state posizionate.
Questo fa sì che il vano porta resti decisamente indietro rispetto al resto delle strutture, che hanno già raggiunto il livello del solaio.
Quando ormai non mi è più possibile rimandarne il completamento, decido finalmente di dedicare qualche ora di lavoro alla costruzione degli infissi.


Il telaio è composto dagli stessi listelli usati per i travetti del solaio, ed è ricoperto sul lato esterno da un tavolato orizzontale. All'interno invece resterà visibile la griglia formata da montanti e traverse.
Il posizionamento delle tavole, più corte sull'anta destra e leggermente sporgenti su quella sinistra, forma la battuta, che viene poi rifinita con la lima per apparire perfettamente retta e squadrata.


Qui di seguito, una verifica previa al posizionamento delle asole mi permette di comprovare la correttezza delle misure e correggere battenti e muratura là dove necessario.


A questo punto è la volta degli elementi metallici, che andranno a completare l'aspetto di questo portone. L'anta sinistra verrà decorata esternamente con una fila di chiodi a vista (capocchie di spillo, annerite sulla fiamma come già visto qui), mentre sulla destra collocherò un batacchio a forma di anello, al quale manca ancora il chiodo sottostante.


Sul lato interno invece, l'unico sistema di bloccaggio sarà rappresentato da una spranga (detta anche ferromorto) fissata alla parete tramite un anello e che in posizione di chiusura andrà ad inserirsi in un'asola posta sull'anta destra. In questo modo entrambe le ante risulteranno bloccate dall'interno.


Adesso che gli infissi sono completati posso finalmente collocare le asole e l'archetto, costruito già da tempo, e procedere con la muratura...




MATERIALI:
ardesia, legno, colla bianca, colla da contatto, filo di ferro, spilli
STRUMENTI:
tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, Dremel, lime, cutter, martello
MISURE (in cm):
telaio: 6 x 3,3
sporgenza montanti: ±0,4
spessore travetti: 0,3
spessore tavole: 0,1
arco
luce: (estradosso 4,7 - intradosso 3,4)
altezza intradosso 1,4



Costruzione 163: Arcate del fondaco e muro di spina

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Completato l'assemblaggio della colonna, è giunto il momento di costruire il muro di spina del fondaco.
I due archi in mattoni che faranno da ponte tra la colonna centrale e le due pareti laterali verranno realizzati separatamente per poi essere montati in un unico pezzo, un po' come fatto con archi e volte durante la copertura dei sotterranei.
Ecco come si presenta il fondaco prima dell'inizio dei lavori:


La base della colonna non è ancora fissata al pavimento e resterà mobile fino al montaggio dell'intero pezzo. Ai lati invece sono già pronti gli scassi nei quali andrà ad inserirsi il muro di spina.
Di seguito, l'assemblaggio delle due arcate su un supporto in cartone appositamente realizzato:


I due archi vengono poi uniti al centro da una prima fila di mattoni, che ne costituiranno il rinfianco per quasi tutta la loro altezza.


L'interno della muratura a sacco viene adeguatamente rinforzato con la colla, così come l'estradosso degli archi, tutto sommato piuttosto fragile.

A questo punto (forse un po' tardivamente) mi rendo conto di non avere ancora le idee chiarissime sull'orditura del solaio. In particolare non ho ancora deciso se inserire una trave ortogonale alla facciata oppure posare soltanto una fitta travettatura usando come appoggio lo stesso muro di spina.
La prima opzione mi creerebbe qualche problema di stabilità, dato che la mancanza della parete di fondo priverebbe la trave di uno dei suoi punti d'appoggio. Ciò potrebbe risolversi con l'inserimento di una trave più bassa a farle da sostegno, ma questo ridurrebbe la visibilità degli interni e toglierebbe protagonismo alle arcate. Inoltre in questo modo la successiva travettatura risulterebbe parallela alla facciata, riducendo l'effetto scenografico dato dalla prospettiva di chi osserva l'interno dal retro della Domus.


Dopo queste considerazioni, quindi, scelgo la seconda ipotesi, non prima però di aver effettuato una prova in cui la trave principale attraversa il muro al centro delle arcate (vedi foto in alto a destra). L'appoggio è fornito da una mensola in pietra inserita a posteriori nel paramento in mattoni.
Questa fase verrà rettificata eliminando la parte in aggetto della mensola, di cui resterà visibile un blocco quadrato al centro del muro.

Il vertice della muratura viene completato da un corso di blocchi in pietra che oltre a regolarizzarne l'andamento, serviranno da appoggio per i travetti in legno del solaio.


Il resto del processo ricalca la stessa sequenza già vista in tutte le strutture in mattoni: carteggiatura, boiaccatura, verniciatura / sporcatura e levigatura.
Durante la lavorazione, a causa dell'umidità indotta dalla vernice, una delle arcate si spezza, ma viene successivamente restaurata e rimessa in posizione.



Il pezzo così ottenuto è finalmente posizionato tra le due pareti e la colonna centrale, che (adesso sì) è incollata in modo definitivo alla sua base.
Nell'ultima immagine appare il fondaco già quasi terminato, arricchito di un elemento (la ringhiera) di cui parlerò più avanti, prima del completamento e della posa del solaio.


MATERIALI:
ardesia, das, colla bianca, cemento, smalto trasparente,
STRUMENTI:
tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, brunitoio, livella
MISURE (in cm):
muro di spina: lunghezza 13,2 - spessore 1,5 - altezza dall'imposta 3,7;
luce arcate: 5,8 (sx), 6 (dx);
altezza arcate: 2,8




Costruzione 162: Finestre del fondaco (4) - arcate e tendaggi

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Dopo la costruzione degli oculi e dei battenti in legno, per completare la struttura delle due bifore del fodaco non mancano che gli archetti di scarico dei due vani finestra ed il montaggio delle tende.


Una volta raggiunto il livello d'imposta con un'ultima fila di mattoncini, procedo alla posa degli archi su un supporto in cartone costruito su misura e che tornerà utile per entrambe le finestre.



Prima di poter fissare definitivamente gli archi, però, dovrò occuparmi dei tendaggi. Immediatamente sotto la base delle arcate, due barre in ferro attraverseranno il vano finestra da parte a parte, inserendosi in apposite scanalature praticate nel muro. A queste barre saranno appese le tende, che quando non necessarie vi restaranno arrotolate e pronte all'uso.

Questo tipo di tendaggi era usato prevalentemente nei mesi invernali per proteggere gli ambienti interni dal freddo e dal vento e consisteva spesso in speciali tele "cerate".
Per quanto riguarda la loro tipologia ero indeciso tra tende a cortina, magari con due teli posti ai lati della finestra, oppure un'unica tenda a pannello riavvolgibile al bastone.
Ho scelto la seconda per semplicità e perché lascia le finestre più libere e visibili.

La tela, scelta per la sua sottigliezza, è stata ricavata da una vecchia federa, tagliata in strisce delle stesse dimensioni del vano finestra. Il tessuto andava poi trattato in qualche modo per dargli un aspetto più grezzo e modificarne il colore, troppo chiaro ed uniforme. 
Mentre anticamente i tessuti venivano trattati per sbiancarli, io mi trovo quindi a mettere in pratica il processo inverso, anche se il metodo usato per la tintura è decisamente un paradosso temporale, visto che all'epoca il caffè non era ancora giunto in Europa...

Comunque, dopo un breve bagno in un avanzo di caffè un po' allungato, la tela assume un colore molto più conveniente ed è pronta ad essere montata.


Uno dei due estremi viene fissato alla barra con la colla, mentre un paio di spaghetti manterranno entrambe le tende arrotolate.
Qui di seguito, alcune immagini dei tendaggi in posizione, con i battenti chiusi e aperti. Nel secondo caso le tende lasciano filtrare un po' di luce all'interno proteggendo il fondaco dal vento.




Nella stanza si respira un gradevole aroma di caffè ed il signore della casa ne sembra entusiasta, mentre si dedica a dare l'ultima sistemata ai tendaggi. Vorrebbe a tutti i costi stabilire una rotta commerciale per importare questa preziosa mercanzia con la sua flotta. Ovviamente gli rispondo di no, è ancora troppo presto. Se la sua famiglia superer la prossima epidemia di peste nera, forse potranno occuparsene i suoi trisnipoti...
Nel frattempo, restituisco un po' di brillantezza ai battenti in legno con una mano di smalto trasparente. Questo lavoro era stato rimandato fino al completamento delle finestre e direi che ormai ci siamo...


A questo punto posso incollare gli archi di scarico, bloccando così i bastoni delle tende.
Con il rinfianco delle arcate e l'innalzamento del muro, le finestre del fondaco assumono il loro aspetto definitivo.




MATERIALI:
ardesia, ferro, tela, spago, colla bianca, caffè, smalto trasparente
STRUMENTI:
tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, forbici, morsetto, lime, pennello
MISURE (in cm):
(da verificare)