Costruzione 237: Soffitta/essiccatoio e chiusura del tetto

13/06/19 | ۩ |

E insomma, visto che la struttura lignea del tetto è praticamente terminata, tanto vale chiudere la soffitta senza tirarla troppo per le lunghe. Dispiace sempre un po' chiudere un ambiente sapendo che non lo si tornerà a vedere se non sbirciando attraverso piccolissime aperture, ma questo è fin dall'inizio una caratteristica della Domus. Comunque non preoccupatevi, prima di procedere alla chiusura definitiva cercherò di fare un buon numero di foto, così non ne sentiremo troppo la mancanza!

Intanto è giunto il momento di occuparsi dell'arredamento interno, così come accadde qualche tempo fa per il cucinino. (S)fortunatamente in questo caso la stanza sarà meno ricca di dettagli e le pareti resteranno più spoglie.
Iniziamo con un piccolo accessorio strutturale, ovvero una scala in legno. Come ho sicuramente già spiegato, la soffitta è costruita su due livelli a causa dell'elevata altezza della saletta d'angolo, il cui solaio si colloca circa un centimetro al di sopra di quello del cucinino (mezzo metro in real size). Questo dislivello verrà agevolmente superato tramite questa scaletta a tre pedate, ovviamente NON dotata di ringhiera né di alcun tipo di protezione, come nella miglior tradizione medievale. Considerato che l'ambiente è anche poco illuminato, bisognerà stare bene attenti a non distrarsi.



Anche il secondo accessorio è una scala, ma questa volta si tratta di una lunga scala a pioli che permetterà agli inquilini più agili di raggiungere la soffitta dal cucinino passando attraverso la botola aperta nel solaio. Immagino che la grassa serva turca che si occupa dei pasti dovrà chiedere l'aiuto di qualche giovane assistente per andare a prendere il sale.




Passiamo invece adesso al contenuto della soffitta, che servirà per immagazzinare alimenti, spezie e quant'altro possa tornare utile per la preparazione dei cibi. Prima ho menzionato il sale, per cui ne approfitto per sistemare due bei sacchi pieni zeppi di questa preziosissima mercanzia. La materia prima per la loro realizzazione proviene da una bomboniera di qualche battesimo/comunione/matrimonio di cui ho dimenticato il protagonista, che consisteva in un piccolo cestino con all'interno confetti e caramelle (fasciati, appunto, con un pezzo di tela grezza).


Entrambi i sacchi, che sono stati realizzati a distanza di parecchio tempo l'uno dall'altro, sono cuciti su due lati con un sottile filo di cotone (il terzo lato è piegato) e chiusi con qualche filamento di canapa. Il sale grosso al loro interno a dire il vero è un po' fuori scala, ma assolutamente autentico!



Spero che ai proprietari faccia piacere trovarlo quando si installeranno definitivamente nella Domus. Se poi vorranno disporre degli spazi in un modo diverso da quello che ho preventivato, saranno liberi di farlo, io per il momento colloco i sacchi in un angolo (dove tra l'altro sarà possibile vederli attraverso una delle finestre) e mi dedico ad altro.



Ma che cos'è questo "altro" a cui devi lavorare?
Beh, già il titolo del post dà un buon indizio, visto che la soffitta svolgerà anche il ruolo di essiccatoio.
Essiccatoio di cosa?
Sicuramente non tabacco, che all'epoca non era ancora presente in Europa. Forse qualche ramo d'aglio, cipolle... peperoni? No, neanche quelli c'erano. Magari un po' di pepe...
Bravo, e come lo rendi il pepe in scala 1:50? E poi sei davvero sicuro che in una città piovosa come Genova la soffitta sia il luogo migliore per montare un essiccatoio?
Oh, ma quante domande! Tra l'altro, scusate, chi è che parla?
...
Secondo te cosa dovrei metterci a seccare in soffitta?
...
Vedi che quando serve te ne stai zitto come un... cavolo, ma certo! No, niente cavolo. Voglio dire, siamo sulla costa, in una città in cui una buona parte della popolazione vive di pesca... una famiglia benestante come questa avrà pure la necessità di mettere a seccare un po' di pesce? Magari stoccafisso importato dai paesi atlantici?

E allora facciamolo, questo stoccafisso! E siccome si parlava anche di spezie, prenderò due piccioni con una... salvia. Ne ho giusto una piantina sul balcone che sta perdendo le foglie vecchie...



Direi che è passabile, no? Visto che l'erba secca nei vasi non manca, ci aggiungiamo anche qualche rametto d'aglio e siamo a posto.
Certo che adesso per entrare in quella soffitta, oltre a stare attenti agli scalini bisognerà tapparsi il naso!



Quel palo inserito tra i muri lo si era visto di sfuggita anche in qualche altro post, ed è un pezzo di stecco per spiedini riverniciato con uno smalto per legno. Il cestino con l'erba sintetica invece è uguale a quello appeso alla finestra del cucinino, che avevo deciso fosse prezzemolo. Questo cosa sarà?
In fondo non importa, basta che secchi alla svelta.

Adesso direi proprio che è tutto pronto per rimettere il tetto al proprio posto, e questa volta per sempre! Diamo un'ultima occhiata per controllare che sia tutto a posto...




Perfetto. Ora bisogna dare una verniciata alla struttura del tetto, che oltre a proteggere il legno gli conferirà una colorazione più scura e uniforme. Poi, una volta asciutto, potrò finalmente incollarlo alla muratura.



Se avete già letto il post precedente, vi lascio ad osservare le foto senza ulteriori commenti. Se invece non lo avete fatto vi invito a farlo adesso, e ciò che vedrete vi risulterà sicuramente più chiaro.
Soffitta, bye bye!














MATERIALI:
listelli di legno per modellismo navale, tela, fili di canapa, filo di cotone, sale grosso, foglia di salvia, fiori secchi di erba spontanea, cestino per presepi, erba sintetica, stecco per spiedi, colla vinilica, smalto per legno
STRUMENTI:
pinzette, carta abrasiva, cutter, forbici, righello, ago, Dremel con disco da taglio, punteruolo, morsetti


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